Ovvio che la perfezione non esista e di "sperperi" se ne vedranno sempre, ma anche attraverso l'efficienza di certe spese passa l'utile di una società dal fatturato medio come il Torino. Meno Amauri, più Baselli potrebbe essere, dunque, lo slogan sebbene l'Udinese insegni che il giochetto della plusvalenza selvaggia non sempre funziona come un orologio svizzero. Il bello del mercato è che solo chi fa le trattative sa veramente cosa c'è sul piatto. Ciò che trapela ai giornali è la punta dell'iceberg e, spesso, neppure quella, ma solo grandi e favolose bugie. Sarà quindi vero che Cairo barboneggia chiedendo costantemente sconti su accordi già presi? I famosi settecentomila euro sul riscatto di El Kaddouri non erano un ostacolo nella trattativa col Napoili, almeno non quanto lo fosse, in maniera più decisiva, la volontà del giocatore (o, meglio, del suo procuratore). E il 30% risparmiato sul riscatto di Ichazo fa venire il dubbio che agli uruguagi la cifra con cui Petrachi lo ha poi definitivamente acquistato non facesse così schifo altrimenti sarebbe ancora là. Vizi e virtù di un presidente, o vizio, la tirchieria, che si trasforma in una virtù, la parsimonia. Parsimonia che permette al Torino di avere conti in ordine e una politica dei piccoli passi forse poco ambiziosa ma parecchio efficace in tempi di vacche magre come sono quelli che sta vivendo la serie A. Poi certo, prima o poi, noi granata dovremo cercare di superare la sindrome da fallimento, cioè quella paura inconscia di rivivere l'estate del 2005, paura che si riflette nell'incapacità di pensare di nuovo in grande perché succubi di chi sventola lo spettro di una nuova sparizione dal calcio che conta (e gli esempi tipo Parma non fanno che accentuare questa sindrome). Ma al di là di questo, aspettiamo da Cairo il colpo di una punta giovane e di prospettiva (Belotti?) per fargli i complimenti meritati per questo mercato. Con l'avvertenza però che non si sogni di dormire sugli allori: la strada per essere davvero il presidente di tutti i tifosi granata è ancora lunga...
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