L'altro addio è, invece, quello di Petrachi, uno dei ds più longevi della storia del Toro, ma figura decisamente meno "ecumenica" di Moretti agli occhi dei tifosi. Difficile valutare oggettivamente il suo operato, così,"a caldo", di sicuro ha dei meriti indiscutibili nella crescita del Torino che trovò messo male in serie B nel gennaio del 2010 e che lascia alle porte dell'Europa nel 2019. Quasi dieci anni di acquisti e cessioni, dalla 'rivoluzione dei peones' sino all'arrivo di Singo a fine gennaio di quest'anno, hanno visto Petrachi barcamenarsi tra i budget non sempre faraonici messigli a disposizione da Cairo e le "mitiche" plusvalenze, obiettivo per il quale ha lavorato alacremente forse anche più che per i risultati sportivi. Se ne va, quasi scappando, in una maniera quindi che non gli rende giustizia: per quanto abbia avuto ed abbia parecchi detrattori per alcuni suoi flop clamorosi, l'ormai ex ds granata avrebbe meritato un'uscita di scena più soft, senza trionfalismi, ma almeno con l'onore delle armi visti anche i tanti ottimi giocatori presi. Non so quanto la sua scelta di andare alla Roma sia valida nell'ottica di un suo personale balzo di carriera, so però per certo, senza sminuire i suoi meriti, che era necessario per il Torino cambiare per continuare a crescere.
Petrachi è stato importante per Cairo in un momento di rilancio e consolidamento di società e squadra, ma non aveva più le risorse e lo slancio per essere altrettanto efficace in questa fase di decollo verso l'élite del calcio italiano. Giusto separarsi e giusto per il Toro cercare un nuovo ds che porti in dote una maniera diversa di lavorare. Lo stesso Bava da molti tacciato di inesperienza nel calcio dei "grandi" di sicuro costituirebbe una boccata di aria fresca nelle strategie di mercato del Torino. Quanto chi arriverà sarà efficace è cosa difficile da predire a tavolino, ma questo momento di discontinuità nella dirigenza dell'area sportiva può essere un'opportunità per un ulteriore balzo in avanti nelle ambizioni societarie (sempre che queste siano reali e concrete…).
Due addii diversi dunque, con due finali diversi (uno più glorioso, l'altro meno), ma con un comune denominatore: entrambi apriranno nuove strade che speriamo siano estremamente proficue nella vita della società.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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