Quale occasione migliore, dunque, per dare una svolta in questo senso, se non la gara di domenica sera con l'Inter qui in casa? Vincere con uno stiracchiato e poco meritato 1-0 permetterebbe di abbattere due tabù in un solo colpo: battere dopo secoli finalmente una big (anche se mi chiedo se abbia ancora senso una definizione del genere, specialmente per l'Inter degli ultimi tempi) e scoprire che anche il Toro può ottenere tre punti senza particolari meriti. E non mi si dia dell'eretico, o peggio, del gobbo, se prospetto una cosa del genere: abbiamo sperimentato nei nostri anni di vertice, ahimè, in serie B che per stare in alto non sempre si possono asfaltare gli avversari col bel gioco e caterve di gol, ma che a volte è necessario fare buon viso a cattivo gioco e prendersi i punti dimenticandosi della prestazione.
Un po' di tempo fa scrissi che mi sembrava l'anno giusto per mettere sotto qualche grande soprattutto per il livello più basso del lotto di queste cosiddette "grandi". Ci siamo quasi riusciti con un Milan tutt'altro che irresistibile e, purtroppo, non ci abbiamo nemmeno provato con una Juve che di marziano ha solo il conto in banca degli Agnelli. Adesso arriva l'Inter di Mazzarri che è meglio di quella di Stramaccioni ma che è tutt'ora un cantiere aperto ed in più è in piena emergenza attacco. Sarà interessante valutare domenica se sia più decisiva una penuria di difensori come quella che sta intaccando il Toro o una carenza di punte come quella che devono fronteggiare i nerazzurri.
Sulla carta sembra una partita da zero a zero e di certo non mi aspetto un grande spettacolo in campo. Vorrei però, a differenza dell'anno scorso in cui mi spellai le mani per applaudire i ragazzi usciti sconfitti ma a testa altissima, elogiare un po' meno la squadra, ma tornare a casa con il risultato in tasca. Ci sarà tempo e modo per godersi il bel gioco: siamo solo all'ottava di campionato, ma una vittoria, anche "bruttina", segnerebbe una svolta di cui a maggio potremmo essere pienamente soddisfatti riguardandoci indietro. Non siete stufi dei soliti luoghi comuni "negativi" che circondano il Toro? Al diavolo sviste arbitrali, pali e traverse e eurogol subiti: mai come oggi vedere per una volta il mio Toro come una squadra "normale" mi riempirebbe di gioia. Mica si diventa gobbi per così poco!
Alessandro Costantino
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