Quello che invece è da verificare è la qualità e la quantità dell'apporto che i tanti giocatori giovani arrivati in questa sessione di mercato sapranno dare sin da subito. Sinceramente non mi aspetto sfracelli dalla squadra, forse come l'anno scorso una partenza diesel e una crescita esponenziale nel girone di ritorno. Lo immagino più che un anno di transizione, un anno di costruzione, dove si gettano le basi per un nuovo ciclo. Ad oggi non so cosa pronosticare per questa squadra: mi auguro agevolmente la parte sinistra della classifica, ma quanto in alto possa arrivare francamente stento ad immaginarlo. Ciò che mi piacerebbe è vedere una crescita collettiva in termini di personalità per essere pronti il prossimo anno, aggiungendo un paio di ulteriori tasselli di qualità, a lottare davvero per le posizioni che contano. Per questo diffido dal voler tutto e subito perché se è vero che la società sta studiando "da grande", con un po' di pazienza in un paio di stagioni ci si potrà trovare dove nemmeno osavamo immaginare sino a poco tempo fa. Contando che nel frattempo validi giovani sono in giro in prestito a farsi le ossa pronti a tornare alla base risolvendo in gran parte il problema che la nuova normativa Tavecchio porrá di fronte a tutte le squadre della nostra serie A.
Il Toro, intanto, ragiona finalmente da grande squadra, per diventarlo davvero ci sarà tempo. Ma come diceva Mao: "Un lungo cammino comincia sempre con un primo passo..."
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