Il Granata della Porta Accanto / Cairo conferma a parole Ventura, ma nulla esclude un ribaltone e intanto la squadra deve ritrovare I veri stimoli
La partita col Carpi che doveva sancire una sorta di rinascita del Torino per spronarlo ad un finale di campionato un pochino più ambizioso ha certificato invece che la stagione dei granata, a meno di clamorose sorprese in positivo o in negativo, si avvierà al termine nell'anonimato più assoluto. Una delusione per i tifosi, in primis, ma un rischio anche per i calciatori più in vista della rosa di Ventura che rischiano brutte figure, deprezzandosi in alcuni casi o perdendo il treno per gli Europei di giugno in altri.
In tutto questo una domanda nasce spontanea: ma qual è il vero input della società dato all'allenatore per il finale di campionato? Voglio dire, Cairo cosa ha chiesto a Ventura da qui a maggio? E quali sono le reali intenzioni dell'editore alessandrino? Tutti sappiamo che, a parole, l'allenatore é super confermatissimo dal presidente, ma i rumors sui suoi potenziali sostituti nell'ultima settimana sono cresciuti a dismisura, segno che qualcosa di vero deve esserci e la posizione del tecnico genovese non è poi così stabile come si è voluto far credere. Probabilmente la società ha iniziato a guardarsi attorno per valutare profili adatti all'idea di un dopo-Ventura, mossa, intendiamoci, legittima anche se non dovesse verificarsi nessuna rivoluzione in panchina, visto che è sempre bene avere comunque un piano B su cui virare all'occorrenza. Inutile parlare di nomi, perché a mio avviso oggi è più importante capire dove vuole arrivare il Torino Fc e quali sono i suoi progetti futuri. Perché se torniamo alle parole, comprese quelle dette da Ventura in conferenza stampa pre Milan-Torino, il progetto granata é sempre bello vivo e in "fase di crescita", paga solo una certa discrasia dai risultati del campo. Con il piccolo dettaglio che i fatti cozzano con le parole: perché se vogliamo puntare sui giovani allora bisogna metterli in campo in partite vere, tipo appunto Milan-Torino, dove non si ha nulla da perdere ma si incontra un avversario probante e che permette di accumulare esperienza vera. E poi in secondo luogo se faccio giocare il giovane lo schiero nel suo ruolo perché è lì che lo devo testare, non in un'altra zona del campo dove magari lo espongo anche a critiche eccessive (vedi Gaston Silva col Carpi...). E infine se ho la certezza di rimanere in sella e non ho obbiettivi di campionato da raggiungere, non mi converrebbe sfruttare gli ultimi due mesi per iniziare a sperimentare innovazioni tattiche per vedere come le percepiscono i giocatori e quanto siano valide o fattibili? La risposta è probabilmente si, a meno che non si consideri il discorso salvezza ancora non del tutto chiuso...