Quest'anno gli scontri con le cosiddette big sono ben distribuiti anche se per una strana coincidenza, Napoli a parte, verranno affrontate tutte in casa nel girone di andata (derby incluso). La lettura che si può fare di questo dato è ambigua: se la si guarda positivamente si dirà che da un lato si può sfruttare il fattore campo nel girone di andata quando l'entusiasmo è più forte e la classifica meno pressante per cercare finalmente di battere una grande ( e tutti noi scommettiamo su quale sarebbe la nostra vittima "preferita"...), se invece la si guarda negativamente si commenterà che d'altro canto avremo un girone di ritorno, quando i punti peseranno il doppio e la classifica inizierà ad essere molto più decisiva, pieno di trasferte al limite dell'impossibile. In effetti entrambe le letture sono condivisibili per certi versi e ciò dovrebbe far meditare sull'assurda importanza che diamo al calendario. L'anno scorso, ad esempio, chi incontrò il Milan nelle prime giornate ottenne ottimi risultati: quest'anno che i rossoneri verranno a Torino alla terza di campionato sarà lo stesso?
Il Toro giocherà la prima col Sassuolo, debuttante assoluta in A: meglio incontrare le neopromosse all'inizio quando sono cariche di entusiasmo, ma rischiano di pagare lo scotto del salto di categoria oppure più avanti quando la classifica ha smorzato un po' di quell'euforia, ma magari i meccanismi di gioco e la solidità di squadra si sono rinforzate? Domande a cui è difficile dare una risposta, per il semplice motivo che una risposta univoca non esiste. Il campionato è un continuo divenire, con squadre forti e squadre meno forti che vivono alti e bassi e pertanto molto dipende dal momento dell'anno in cui ci si scontra. Se poi ci mettiamo infortuni, squalifiche, impegni infrasettimanali, esoneri di allenatori, partite in campo neutro e chi più ne ha più ne metta, ecco che il calendario non è niente più di una semplice strada da seguire col dito su di una cartina: solo quando si affronterà la strada vera e propria, con le difficoltà reali del suo cammino, ci si renderà conto di quanto quel percorso sia duro.
A meno di essere come Marotta e avere il coraggio di lamentarsi del fatto che nella compilazione dei calendari non si è tenuto un occhio di riguardo verso le squadre che giocano in Europa (ha allargato l'ottica ma si sa a quale squadra si riferiva). Come se gli anticipi al sabato (o addirittura al venerdì!) per le squadre impegnate in Champions e una formula della Coppa Italia che, definire scandalosa è un eufemismo, non favorissero già abbastanza certe squadre... Per fortuna la sesta giornata arriverà presto e... prima o poi...
Alessandro Costantino
(Foto Dreosti)
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