Ecco quindi che Masiello, ad esempio, un fedelissimo del mister, nella stagione passata spesso presente in campo a dispetto della critica non proprio positiva di stampa e tifosi, quest'anno non sia quasi mai stato utilizzato, e non per l'arrivo di Pasquale (credo che Ventura non abbia un buon feeling coi terzini sinistri che gli compra Petrachi visti anche i casi Caceres e Agostini dell'anno scorso...), ma per il definitivo dirottamento di D'Ambrosio sulla fascia mancina. Un po' più schizofrenico è stato l'atteggiamento del mister verso Gazzi e Barreto: molto "venturiano" è stato il fatto di ributtarli subito titolari nelle gare successive alla fine della loro squalifica, poco "venturiano" il fatto di riaccantonarli in panchina nelle ultime partite. Per il centrocampista pesa il cambio di modulo che in un centrocampo a tre non lo vede più fondamentale per gli equilibri della squadra, nel caso del brasiliano le prove incolore offerte al rientro devono aver costretto anche un testardo come il mister ad optare per la panchina.
Il centrocampo è forse il reparto dove maggiormente si vedono coesistere le due facce di Ventura: il "vecchio" Ventura che da un lato punta come regista sul pretoriano Vives, il "nuovo" Ventura che nonostante il pessimo inizio dà grande fiducia ad un giocatore nuovo e per di più straniero come Farnerud. Oppure il "vecchio" Ventura che non lancia Bellomo "per non bruciarlo" e il "nuovo" Ventura che fa un turnover equilibrato tra Basha e Brighi.
Anche in difesa succedono "cose strane". Il Ventura che t'aspetti non fa fare un minuto nè a Maksimovic nè a Scaglia, ma inaspettatamente promuove l'ultimo arrivato Moretti titolare inamovibile e rifila più di una panchina al capitano Glik preferendogli i piedi educati di Bovo.
L'attacco è stato l'anno scorso il reparto coi minutaggi più scaglionati. Quest'anno l'andazzo è un po' diverso. Cerci è imprescindibile (e ci mancherebbe!), Larrondo si è messo fuori dai giochi con la frattura al piede anche se rientrava nelle rotazioni del mister, Meggiorini finalmente gioca quando merita di giocare e lo fa bene nelle volte in cui è chiamato in causa mentre Barreto pare momentaneamente accantonato fino al raggiungimento di un ottimale stato di forma. Alla fine risulta che Immobile dopo l'esperienza surreale da mediano nel derby sia stato messo a fare ciò per cui è stato comprato: l'attaccante che fa i gol. Semplice, si potrebbe pensare: un po' meno per chi era abituato a vedere i centravanti del Toro passato fare tutto tranne che il loro compito primario (ogni riferimento a Bianchi è puramente casuale...).
Infine i portieri: out Gillet, coerenza nel dare fiducia da titolare a Padelli che nel complesso, tra alti e bassi, raggiunge la sufficienza. Resta il dubbio che Gomis, tra errori madornali per inesperienza e parate super per le quali ha i numeri, non avrebbe fatto peggio di lui ed in più avrebbe rappresentato la valorizzazione di un capitale del Toro. Ma è inutile ipotizzare eventuali cambi nelle gerarchie. Non corriamo troppo e non disperiamo nemmeno per il futuro: se Ventura ha deciso intelligentemente di cambiare seguendo il detto "chi sta fermo è perduto" questo può essere il preambolo per nuove e sorprendenti scelte.
Per il momento "godiamoci" questo Ventura 2.0 in attesa di una nuova release!
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