Ora è il momento di Belotti. Potrà cambiare qualcosa nel rapporto tra il tifoso granata e la Nazionale? Forse per le nuove generazioni si, ma per quelli come me o più vecchi dubito. Una rondine non fa primavera. Preferisco cinicamente pensare che la maglia azzurra funga da propellente per le prestazioni dei nostri in granata piuttosto che il contrario e sperare che le partite internazionali che i Belotti e i Benassi (ed in futuro magari anche i Baselli, i Barreca o gli Zappacosta) giocheranno siano un'esperienza utile per far arrivare il Toro nuovamente sulla scena europea e non per far alzare trofei a Tavecchio o a Capitan Buffon... Forse è un pensiero poco "politicamente corretto", ma non me ne dolgo. Sono maggiormente orgoglioso di vedere i nostri giovani rimpolpare le fila delle selezioni nazionali giovanili, dall'Under 21 in giù, che vedere passare Belotti e compagnia bella nel “plusvalenzificio” gestito da Ventura a Coverciano. E chi si scandalizza per ciò che affermo, provi a chiedere quanto è “amata” la nazionale dai grandi club il cui obbiettivo è la super lega europea e non le competizioni per nazionali che tolgono giocatori alle squadre rimandandoli stanchi e sovente malconci senza generare alcun profitto. Questa è la vera tristezza.
Poi, chiaro, saremo tutti felici se il Gallo porterà la sua carica azzurra anche nel Toro che scenderà in campo contro il Palermo, ma da buon granata mi daranno sempre più brividi cose come il geyser sound di tifosi e giocatori islandesi fieri della propria favola calcistica rispetto agli atteggiamenti supponenti degli Zaza o Pellè di turno. D’altronde non a tutti piace vincere facile: e a noi del Toro men che meno!
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