Esiste una cura? Esistono contromisure che possono essere prese sebbene nessuna garantisca al 100% un’inversione di tendenza. Si potrebbe cambiare allenatore, ma non è detto che chi arriva (tra l'altro chi?) riesca a fare meglio, si potrebbe fare un ulteriore sforzo di mercato a gennaio per innestare alternative di qualità in rosa, ma neanche i bookmaker più avventati si azzarderebbero a quotare Cairo che investe nella sessione invernale. Si potrebbe sperare in qualche risultato favorevole inaspettato (tipo vincere con Lazio o Napoli, o entrambe…) oppure si potrebbe dare carta bianca alla gente sfruttando davvero l'effetto Filadelfia e i famosi 8-10 punti in più che garantirebbe (più allenamenti a porte aperte visto che tatticamente siamo comunque un libro aperto per gli avversari, meno filtri coi giocatori, più contatto tifosi/giocatori).
Non c'è una ricetta unica e taumaturgica. Occorrerebbe, però, che al più presto qualcuno, che sia il Presidente, il mister o i giocatori stessi, dia dei segnali concreti di voler invertire la rotta. Altrimenti si rischia l'oblio fino a maggio. E poi allora chi crederebbe ancora a nuovi proclami di riscossa per la nuova stagione?
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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