Questa seconda condizione in particolare significa che per trarre il massimo da una cessione il club deve partire da un punto di forza e questo avviene se si raggiungono risultati sportivi di rilievo. Se Maksimovic gioca per due anni di seguito l'Europa League nel Toro verrà venduto sicuramente ad una cifra superiore a quella che si spunterebbe se giocasse in un Toro che si salva a stento. Quindi perché il circolo rimanga virtuoso è necessario che i risultati restino molto buoni e per avere più chance che così sia è necessario avere in rosa anche giocatori pronti e validi sui quali magari non si faranno plusvalenze ma sul cui rendimento non ci sono dubbi. Per capirci è ovvio che un Valdifiori di 30 anni non è un calciatore sul quale puoi sperare di fare una plusvalenza, ma se arriva per coprire il ruolo di playmaker - tassello invocato anche dal tecnico Mihajlovic -, allora è da prendere sebbene De Laurentis non lo regali affatto.
Faccio notare che parte del problema della stagione passata risiedeva nello squilibrio della rosa che era sì equamente divisa tra over 31 e under 26, ma quasi totalmente priva di giocatori della fascia 27-30, quelli cioè nel pieno della propria carriera. Investire, come fatto l'anno passato su ottimi profili ancora privi però della necessaria esperienza per esprimersi al massimo delle proprie possibilità è stato importante e utile, ma non può far prescindere dalla necessità di avere in rosa anche veterani di sicuro affidamento (e questi al Toro non mancano!) e di un certo numero di giocatori, nei ruoli chiave, già al top della propria carriera (e questi sono ancora troppo pochi)
Ben vengano, quindi, i Kucka, i Valdifiori o i Soriano - ormai a quanto pare diretto verso altri e più dorati lidi - seppur le loro valutazioni appaiano come investimenti a fondo perduto, perché il loro apporto in termini di rendimento e di capacità non può che giovare ad una squadra che, stando alle parole del suo allenatore, proverà comunque già quest'anno a lottare per l'Europa League e si impegnerà a centrare il traguardo entro la prossima stagione.
La ricetta per il successo difficilmente comporta un solo ingrediente: puntare tutto sulle plusvalenze alla Lukic, per fare un nome fresco, è un azzardo che, nel lungo periodo, si potrebbe pagare caro. Giusto, se non necessario come spiegato all'inizio, continuare a farle. Ma a queste occorrerà ben presto affiancare investimenti di spicco: tre giocatori alla Belotti e Ljajic in ogni sessione di mercato, per intenderci. Piccoli campioni, pronti a dare il meglio: tanti soldi, ma spesi bene.
In questo modo, - magari! - un giorno si potrebbe diventare la risposta italiana al Porto: che vive di successi sportivi e di plusvalenze stellari. Un sogno non per forza impossibile che metterebbe tutti d'accordo...
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