Più grave in ordine di responsabilità la gestione di Ventura della rosa messagli a disposizione e da lui (sulla carta) approvata. Tutti i nuovi giocatori arrivati nel mercato estivo hanno totalizzato un minutaggio inferiore alla somma dei minuti giocati da Gazzi e Vives. Un dato che deve far riflettere. Stesso dicasi per la gestione delle risorse Sanchez Mino, Padelli e in parte anche Martinez e Bruno Peres. L'argentino è l'emblema del mercato assurdo del Toro: pagato più di 3 milioni di euro dopo appena quattro mesi è già fuori rosa e in attesa di una nuova sistemazione. Ma è questo il modo di tutelare un investimento parecchio impegnativo da parte della società? Di solito il bravo allenatore è colui che sa far rendere al meglio il materiale a propria disposizione, non colui che pur avendo scelto i giocatori non si schioda dalla propria idea. Ventura ultimamente sta mostrando tutti i limiti che in quarant'anni di carriera gli hanno impedito di diventare un grande allenatore: se nelle stagioni passate è stato un fattore determinante per rimettere in sesto un Toro seppellito dalle macerie di vent'anni di sciaguratezze, quest'anno appare più un freno alla capacità della squadra di esprimersi. Esterni (Darmian e Bruno Peres) tenuti troppo bassi e mai lasciati liberi di spingere davvero, attaccanti che giocano troppo vicini pestandosi i piedi e non riuscendo mai a dialogare, centrocampo imbottito di mediani, giro palla lento e ostinatamente troppo rivolto alla propria porta, incapacità di uscire dal pressing alto sulle rimesse dal fondo, sono solo i maggiori problemi di questa squadra, quelli che saltano subito all'occhio anche a chi non è un tecnico che ha fatto il super corso di Coverciano.
Se poi ci vogliamo raccontare la favoletta che con i rigori realizzati saremmo al posto del Sassuolo o del Palermo, ci posso anche credere, ma non cambia la sostanza di una stagione in cui il Toro fatica tremendamente dal centrocampo in su. Sarebbe ora che qualcuno desse una sterzata a questa squadra: presidente o ds con interventi mirati sul mercato e Ventura con un approccio nuovo sugli schemi che pretende dagli undici che vanno in campo. Poi se continueremo a sbagliare i rigori, pazienza, però non avremo il rimpianto che si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso che non si è fatto.
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