Non è onestamente accettabile dopo Bergamo sentire dichiarazioni di allenatore e presidente che parlano di “grande partita” e di “squadra volitiva” quando non si è fatto un tiro in porta e si è stati in undici dietro la linea della palla per novanta minuti. Buono il risultato, vero, perché è un punto in casa di una teorica concorrente per l'Europa, ma la prestazione è assolutamente non degna di una squadra che ambisce alla zona medio alta della classifica. Dopo sei giornate essere a tre punti dalla zona Uefa è pienamente in linea col campionato, in termini di risultati, che ci saremmo aspettati. Quello che non quadra invece è, non in tutto, ma in buona parte, ciò che trasmette la squadra quando è in campo: forse paura non è il termine corretto, ma di sicuro una certa incapacità nel provare ad imporsi sull'avversario, quello sì.
Le attenuanti ci sono: Zaza e Soriano che avrebbero dovuto far innalzare il livello qualitativo del gruppo sono in condizioni psicofisiche inaccettabili, indietro mentalmente e fisicamente per poter essere determinanti. Gli esterni, fulcro del 3-5-2 mazzarriano, sono spesso infortunati e non riescono trovare la continuità necessaria per dare un apporto determinante in fase offensiva. Anche a centrocampo sarebbe ora di chiedersi se Baselli riuscirà mai ad essere un giocatore capace di fare la differenza e se Rincon tornerà quello di Genova. Sull'attacco invece buio pesto: detto di Zaza, del quale tra l'altro Mazzarri non sembra andare pazzo, con Iago out Belotti appare isolatissimo e raramente messo in condizione di poter fare il suo lavoro (cioè segnare). Sarà stucchevole rimarcarlo, ma un giocatore come Ljajic in questo particolare momento sembra proprio mancare.
Le prossime due partite, contro Chievo e Frosinone, saranno importantissime non solo per i 6 punti in palio che sarebbe opportuno incamerare, ma anche per dare un segnale forte di crescita in termini di personalità in campo e di fluidità di gioco. E' arrivato il momento che Mazzarri incominci a tirare fuori qualche coniglio dal cilindro altrimenti la situazione ambientale potrebbe prendere una piega non ottimale per il lavoro che la squadra deve fare nel prosieguo della stagione.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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