Il Toro sta facendo una stagione ottima: non è il risultato del derby che può cambiare il giudizio complessivo sull'annata. Certo in caso di vittoria si parlerebbe di impresa storica, ma non cambierebbe il senso del percorso di crescita che il gruppo di Ventura sta portando avanti da tre anni a questa parte. Molti forse baratterebbero una vittoria con un quindicesimo posto, invece che un sesto o un decimo. Ci sta, lo capisco. Io personalmente vorrei solo che Glik e compagni entrassero in quello stadio con una certa leggerezza addosso figlia della migliore condizione psicologica di chi affronta una prova: il non avere nulla da perdere. Non ci sono assilli di classifica, non si gioca in casa, si viene da un periodo positivo, non si deve "fare la partita" e non si ha, per fortuna, un allenatore isterico: erano anni che il Toro non si presentava ad un derby in così favorevoli condizioni psicologiche. In fondo chi ha qualcosa da perdere ed ha tutta la pressione addosso è proprio la Juve. Quello che vorrei è che il Toro giocasse con la serenità di chi sa di avere questo grosso vantaggio psicologico ed ha sufficiente autostima e convinzione per sfruttarlo sul campo. Tutto qui.
Se ciò si verificasse sarebbe come se a quel pugile dilettante venisse tolta la benda dagli occhi e gli venissero slegate le mani. Un incontro impari comunque, ma con la possibilità, restando in piedi, di dare qualche pugno ben dato e mandare ko anche uno come Tyson.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.toronews.net/assets/uploads/202304/ddac8753fc020448d0304f1213d22e07.jpg)
/www.toronews.net/assets/uploads/202602/e3e8fb464ea14780d85e0fb4c9230b8f-scaled.jpg)