Quest'anno il quadro generale ha però mutato forma e la competizione europea legata al normale andamento del campionato, dove l'obbiettivo minimo sarà piazzarsi più o meno nella posizione della scorsa stagione, impone a Ventura l' "obbligo" di allargare la sua rosa di titolari in maniera significativa, cedendo di fatto alla logica del turnover. Se non è errato definirlo testardo, questa cosa del turnover rischia di essere il suo cruccio più grande nei mesi a venire: il mercato ha portato tanti nuovi giocatori, in gran parte stranieri, ai quali il corso accelerato di "conoscenze tattiche venturiane" potrebbe non bastare per garantire un rendimento accettabile. Tolto Kurtic che l'anno passato arrivò a gennaio e dopo pochi allenamenti diventò un titolare inamovibile (misteri del calcio: perchè lui sì e tanti altri no?), di solito i nuovi con Ventura devono fare un bel po' di anticamera (leggi panchina/tribuna) prima di assaggiare il campo. L'Europa League alle porte e 7 partite nei prossimi 21 giorni sembrano scombinare le carte di questi suoi metodi classici.
La domanda quindi che ci poniamo è: riuscirà Ventura ad affidarsi ad un serio ed equilibrato turnover? Saprà mettersi al passo con le sfide che questa stagione particolare gli parerà davanti?La risposta non può che essere positiva, vista la grande esperienza e la sagacia del nuovo Ferguson del Toro. Non credo che si incaponirà con il gruppo che gli dà più garanzie rischiando di sfiancare i migliori della rosa nella prima parte della stagione con la potenziale possibilità (facciamo gli scongiuri) di vivere un finale di annata da incubo. Molto, certamente, dipenderà dagli obbiettivi che, per prestigio personale e di squadra, Ventura vorrà raggiungere: se in primavera saremo ancora impegnati su tre fronti, il turnover più che un vezzo o un credo tecnico, sarà, a maggior ragione, un'inevitabile necessità.
Di sicuro c'è che se in tanti accumuleranno parecchi minuti sul campo da gioco, che sia in coppa o in campionato poco importa, i malumori, inevitabili in ogni spogliatoio, si ridurranno al minimo e il clima e la coesione di squadra ne trarranno palese beneficio.Piuttosto la vera domanda sarà: riusciranno i giocatori, vecchi e nuovi, a dare a Ventura una risposta convincente nel tenore delle proprie prestazioni e ad agire agevolmente all'interno degli schemi del mister? Per quanto si possano avere due potenziali titolari per ruolo una stagione è così ricca di variabili, di stati di forma, di momenti psicofisici così diversi tra loro che neanche il più scientifico turnover di questa terra può garantire i risultati che ci si aspetta.
Alla fine il vero elemento che può fare la differenza nell'arco di una stagione non è la famosa amalgama che il presidente Massimino voleva comprare al mercato per il suo Catania, ma il cosiddetto fattore C di cui Sacchi quando era alla guida della Nazionale Italiana sembrava essere grandemente dotato!
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