Derby: Toro, il dovere di crederci

Il Granata Della Porta Accanto / A volte è proprio di fronte a ostacoli apparentemente grandi, e il derby sicuramente lo è, che si può trovare la forza di realizzare un’impresa

di Alessandro Costantino

Un quarto di secolo di derby persi, con una manciata di pareggi (di cui uno epico, è vero) ed una sola vittoria avrebbero psicologicamente distrutto qualunque tifoso di qualunque squadra. E infatti confesso che anche per me il derby è passato da essere la partita più temuta ma più attesa dell’anno ad essere quella più sconfortante della stagione… Questo, molto semplicemente, perché il Toro ha smesso di essere il Toro (e qui non apro una parentesi che sarebbe doverosa e che dovrebbe far fischiare, e molto, le orecchie al presidente…) e la Juve, da sempre potente, è riuscita, invece, dopo il colpo ricevuto da Calciopoli, a diventare addirittura onnipotente, soggiogando il calcio italiano e la sua governance come nemmeno l’avvocato Agnelli avrebbe immaginato nei suoi sogni più segreti. E così stagione dopo stagione il derby è diventato una partita imbarazzante dove tra manifesta inferiorità, chirurgici errori arbitrali e scarso spirito granata il risultato è ormai più scontato che nella maggior parte delle altre partite di Serie A.

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Quest’anno, peraltro, la musica sembra voler seguire lo stesso spartito: un Torino terz’ultimo, protagonista del peggior avvio di campionato della sua storia, affronta i bianconeri che sulla carta sono, come sempre, di gran lunga superiori in un ennesimo derby dal risultato apparentemente già scritto.

Eppure, se esiste l’imponderabile nelle vicende umane, ed esiste, lo scenario che si apre di fronte a questo Juve-Toro autorizza a credere che possa davvero accadere ciò che nessuno al momento si aspetta.

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Non mi appello ad uno scellerato e superficiale ottimismo, ma ad una serie di motivazioni interiori collegate a dati di fatto che possono alimentare una fiammella di speranza per un risultato positivo. I fatti: quella che Belotti e compagni affronteranno sabato sera è oggettivamente la Juve più “debole” dell’ultimo decennio, eccezion fatta per la variabile Cristiano Ronaldo. I bianconeri nelle prime nove partite hanno pareggiato più di quanto hanno vinto, impattando anche con squadre non particolarmente irresistibili come Benevento e Crotone. Inoltre hanno un allenatore che è un esordiente assoluto e che non può avere le malizie e l’esperienza di un Allegri o di un Conte. Dulcis in fundo, il centrocampo dei bianconeri sembra il reparto meno brillante della squadra di Pirlo e di ciò ne sta risentendo pesantemente il rendimento offensivo di Dybala e compagni. Tutto ciò per dire che mai come quest’anno l’avversario non deve far paura, va affrontato con la convinzione di avere di fronte una formazione forte ma non una schiacciasassi come nel recente passato. So già che a questo punto molti obbietteranno che storicamente non si è mai guardato a quanto fosse forte la Juve se no di derby se ne sarebbero vinti pochi, e questo è vero; ma ci sono momenti storici in cui occorre saper approfittare delle presunte debolezze dell’avversario e questo, a mio avviso, è uno di questi momenti.

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L’altro aspetto che ritengo possa essere decisivo è la necessità per il Toro di trovare la “partita della svolta”, quella che davvero cambia la vita e può servire ad invertire la rotta in questo campionato. Tutti sappiamo e conosciamo le lacune della squadra e del mercato fatto dalla dirigenza, ma nell’ultimo mese ci sono stati piccoli miglioramenti che fanno pensare che una svolta sia ancora possibile perché siamo ancora lontani dal coma totale. Il Toro inteso come gruppo di uomini, più che calciatori, ha perciò il dovere di credere e lavorare per dare una svolta alla propria situazione: lo devono a loro stessi come professionisti, in primis, perché è ingiusto che i loro sforzi non siano ripagati da risultati che al momento non sono all’altezza. A volte è proprio di fronte a ostacoli apparentemente grandi, e il derby sicuramente lo è, che si può trovare la forza dentro di sé di stupire e di realizzare un’impresa degna di questo nome. È banale dire che il destino di questa squadra è nelle mani (e soprattutto nei piedi) dei nostri giocatori: tutti loro hanno la possibilità di realizzare un’impresa che cancelli le tare mentali che sembrano essersi costruiti in questo disgraziato 2020. Se non lo vogliono fare per i tifosi o per tutte le altre motivazioni retoriche, lo facciano almeno per sé stessi. Hanno il dovere di crederci. E per una volta perfino più di noi tifosi…


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Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finché non è finita.

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  1. Pau - 2 mesi fa

    Io stavolta non do per scontato che ci schiaccino e che non facciamo un tiro in porta. Il favore del pronostico non lo abbiamo mai avuto, e quest’anno sono cambiate due cose, una è che siamo terz’ultimi, la seconda è che qualche goal lo facciamo sempre, anche alle presunte grandi. Poi sappiamo come spesso è finita, ma prima o poi si faranno furbi e la smetteranno di regalare le partite, perché non può essere da oggi pomeriggio?

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  2. claudio sala 68 - 2 mesi fa

    Sono disilluso, non credo che ci sarà mai una svolta con questa rosa. Troppa poca personalità a parte Belotti, spero comunque di sbagliarmi

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  3. policano67 - 2 mesi fa

    Essere ottimisti per il derby e impossibile.negli anni passati con squadre rattoppate alla meno peggio ho uisto derby da toro con cuore e attributi.questa squadra nn possiede nulla.anche se i gobbi giocassero all un per cento perderemo lo stesso.una volta ragionavo col cuore ma nn ne e piu il caso ora.mi spiace per chi lo fa ancora e nn si meriterebbe cairo propietario

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  4. Bucci-ole-ole - 2 mesi fa

    Hanno il dovere professionale, morale e di amor proprio di sputare sangue come e più di ogni altra domenica. Ottima occasione per rimediare a tante partitacce. Dal divano suderò la maglia anche io come tutte le volte, contro ciò che dicono bookmakers, precedenti, logica, monte ingaggi, e perfino la monetina tirata due minuti fa. Nonostante tutto sempre FORZA TORO.

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  5. Gianluca - 2 mesi fa

    Mi auguro che Lukic possa giocare a supporto di Belotti o Zaza. In un 5-3-1-1, almeno all’inizio. Insistere con Belotti e Zaza insieme è da folli. Può girare bene come tutte le cose nella vita, ma le statistiche contro squadre forti (e quelli là lo sono) sono chiare. Veda Giampaolo.

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  6. Gianluca - 2 mesi fa

    Incominciando questa giornata di speranza granata, ascolto la conferenza stampa di Giampaolo (in verità ne leggo un resoconto), analizzo e dico. Tenendo presente che a me Giampaolo continua a piacere come persona, mi piace mi rappresenti da allenatore. “Rodriguez? Nella difesa a 3 ho 6 giocatori: Rodriguez, Buongiorno, Izzo, Nkoulou, Lyanco e Bremer. 3 giocano e 3 non giocano. Quindi Rodriguez gioca centrale. Nella difesa a 4 gioca terzino. Non lo vedo come quinto“.
    Ok, allora mi chiedo perché a Sassuolo in un momento delicato non ha inserito Ansaldi o Murri da quinto di centrocsampo stringendo Rodriguez che stava ben giocando da terzino sinistro a 4. Invece inserì NK che andò a snaturare la linea difensiva, fino a quel momento gestita bene da Lyanco e Bremer. Ne emerge, a mio avviso, troppa confusione per uno staff tecnico di Serie A. Ora spero che le idee siano finalmente chiare e che si possa trovare un assetto stabile, perché la Serie A non perdona troppi ravvedimenti in corsa.

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