Belotti sarà il futuro goat del Torino?

Il Granata Della Porta Accanto / Mazzola e Pulici i migliori di ogni tempo, ma per il Gallo potrebbe esserci spazio solo se…

di Alessandro Costantino

Gli anglosassoni sono i re degli acronimi: ne coniano in continuazione con una fantasia sfrenata e un’originalità spesso ammirevole. Così mentre noi italiani li utilizziamo spesso in ambito istituzionale (ad esempio per abbreviare gli Enti di cui invece siamo maestri indiscussi nella loro creazione, soprattutto di quelli inutili…) americani ed inglesi vivono il proprio quotidiano accompagnati da acronimi praticamente per ogni ambito della loro vita. In un certo senso, essendo in corso da decenni una inglesizzazione dell’italiano, anche nella nostra quotidianità sono ormai di uso frequente molti acronimi inglesi dei quali sovente ignoriamo la definizione estesa ma senza i quali non potremmo fare parecchie cose. Come sarebbe la nostra vita senza pin (Personal Identification Number) ? O come ce la caveremmo in certe situazioni se non sapessimo consultare le faq (Frequently Asked Questions) ?

Parlando di calcio, mi sono imbattuto recentemente in un acronimo interessante di cui ignoravo l’esistenza : g. o. a. t., una parola che letta nel suo insieme significa “capra”, ma che in realtà sta per greatest of all times cioè “il più grande di tutti i tempi”. Mi ci sono imbattuto leggendo un articolo sulla irrisolvibile diatriba della definizione del migliore calciatore di sempre tra Pelè e Maradona (per la cronaca io dico Maradona per il semplice motivo che Pelè ha giocato tutta la vita in Brasile confrontandosi col calcio europeo solo in occasione dei Campionati del Mondo per nazioni) e all’inizio mi sono stupito che un articolo usasse il termine “caprone” per parlare di quei due campioni, proprio perché invece si trattava di un simpatico acronimo coniato per la prima volta per il pugile Mohamed Alì . E siccome per me il calcio è fondamentalmente il Toro, la prima domanda che mi sono fatto nella testa è stata: chi è il “caprone” (cioè il g.o.a.t., il più forte di sempre) nella storia granata? Credo che non ci siano dubbi nel definire un pari merito tra Valentino Mazzola e Paolino Pulici: da una parte il capitano della squadra più forte di sempre (almeno su questo non c’è neanche da discutere!), un giocatore dalla classe sopraffina, terribilmente moderno per la sua epoca perché sapeva fare di tutto dal centrocampo in su ed estremamente carismatico e vincente, dall’altra il bomber più prolifico di sempre in maglia granata, un campione umile che ha saputo interpretare come nessun altro nel dopo Superga il vero spirito granata tanto da diventarne icona assoluta per intere generazioni di tifosi. Un bel duello, non c’è che dire, che a mio parere finisce pari per le epoche diverse in cui hanno giocato e perché entrambi sono diventati leggende con un posto inscalfibile nella storia del Toro e del calcio italiano.

Detto questo, come si può anche solo pensare che un giorno, piuttosto lontano fatti due conti, così, al volo, il Gallo Belotti possa insidiare questi due mostri sacri nella classifica del migliore di tutti i tempi? In effetti chi ha più di quarant’anni come me, difficilmente può anche solo prendere seriamente in considerazione la cosa di primo acchito, ma poi, se ci si ci mette a ragionarci su un pochino di più, l’idea potrebbe non essere così balzana per un paio di motivi che non sono così scontati. Ovviamente la premessa per questo tipo di discorso si basa sull’ipotesi che Belotti rimarrà ancora parecchi anni in granata, eventualità oggettivamente non impossibile, ma, visti i tempi in cui viviamo, nemmeno così scontata.

Belotti potrebbe essere in lizza per andare ad accomodarsi sul podio di greatest of all times in compagnia di quei due mostri sacri di Mazzola e Pulici in primis perché continuando a segnare a questo ritmo può avvicinarsi al record di gol di Pupi e poi perché, a differenza di quei due, non ha avuto e non ha (per il futuro non posso dire, ma ho un certo sesto senso che mi fa dire che non avrà) la squadra *forte” che gli gioca attorno come avevano loro e questo penserebbe parecchio nella valutazione finale.

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Mazzola era la punta di diamante del Grande Torino, di quella squadra che costituiva 10/11 dei titolari della Nazionale di allora, mentre Pulici ha avuto per stagioni e stagioni compagni come Sala, Graziani, Pecci, Zaccarelli, Castellini, ha vinto uno scudetto e avrebbe potuto vincere anche di più se le cose non fossero andate come tutti sappiamo. Belotti in che Torino gioca e in che Torino ha giocato? Di sicuro rispetto a Ferrante e Bianchi ha avuto la fortuna di poter militare sempre in Serie A evitando lunghe annate in B a sminuire il peso specifico dei propri gol granata, ma rispetto ai due mostri sacri citati le squadre che ha avuto attorno il Gallo non sono minimamente paragonabili a quelle due corazzate. Fare quasi 100 gol in poco più di cinque anni, giocare con l’ardore e la foga di chi il tremendismo granata lo mette in campo in ogni partita senza recitare una parte, ma sentendosi quella maglia davvero come una seconda pelle, è un’impresa che come numeri individuali non è da meno di quelle di cui sono stati protagonisti Mazzola e Pulici. Belotti è l’ultima bandiera a cui migliaia di giovani possono attaccarsi per sventolare orgogliosamente la propria fede granata. Il dopo Superga ha avuto un picco con il Toro di Radice che ha saputo riaccendere il mito e la narrazione epica comune in tante generazioni di tifosi, ma quello che a inizio anni Novanta poteva essere l’ulteriore spinta per le successive generazioni si è tramutato purtroppo nel baratro in cui siamo ancora oggi e che, tristemente, ci dice che dal 1994 il Toro non è più stato competitivo ad alto livello, se non di striscio in un paio di stagioni. È drammatico pensare che chiunque abbia meno di trent’anni e tifi Toro non ha nessun ricordo diretto di una formazione granata che ha vinto o ha rischiato di vincere un titolo. Andrea Belotti è il Sacro Graal per queste generazioni di tifosi, colui che può dare a questi tifosi quel senso di orgoglio e appartenenza ai colori granata, dal momento che chi doveva alimentare la fiamma in questi quindici anni ha fatto poco per riuscirci. Il Gallo è un supereroe anomalo in questo calcio business: è ancora lì a sbuffare e a sudare per la nostra maglia quando la stragrande maggioranza dei suoi colleghi avrebbe già capitalizzato le belle annate al Toro per strappare ricchissimi contratti e garantirsi una pensione d’oro. Non so se la favola di Belotti al Toro continuerà o meno, né se, continuando, il capitano riuscirà davvero a salire in cielo fino a lambire Mazzola e Pulici nell’olimpo granata. Di sicuro se non ce la farà non sarà perché gli mancavano le caratteristiche giuste per farcela. Se ciò non avverrà sarà principalmente perché non avrà mai avuto la squadra giusta attorno…


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

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  1. stedesa75 - 3 settimane fa

    Condivido. E oggi il gallo è
    CAPITANO, O MIO CAPITANO!

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  2. Torosempre - 3 settimane fa

    Gran bell’articolo. Tu e Maria Grazia, quando scrive, siete i goat di tn

    P.S. Pelè senza dubbi, mai un tocco inutile.

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  3. Maxilopez - 3 settimane fa

    Che belle parole, ma il nostro Gallo se le merita tutte. e’ un leader, di quelli belli, di quelli che trasmettono belle sensazioni, di quelli che vorresti abbracciare forte forte, di quelli che vorresti che la vita gli sorridesse per sempre… E’ un buono, il classico BRAVO RAGAZZO che si fa voler bene da tutti, mai una parola fuori posto, sia in campo (e di botte ne prende sempre tante ma non reagisce mai malamente) che fuori, un ragazzo semplice, umile, gran lavoratore, uno di noi… come si fa a non AMARLO? Non lo conosco di persona ma gli voglio un bene dell’anima, come fosse un figlio mio (vista la mia età) e gli auguro le miglior cose, anche quando ci lascerà per altri lidi migliori, perchè tutti sappiamo che sarà giusto così!

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  4. LeoJunior - 3 settimane fa

    Gran bell’articolo. Ho sempre reputato difficile fare accostamenti tecnici tra calciatori che hanno vissuto e giocato in epoche diverse. Quindi non mi ci metto nemmeno. Mi piace l’idea di valutare i ns “eroi” sulla base dell’impatto che hanno avuto sui tifosi. E do il mio contributo di vita vissuta. So infatti che se mio figlio di 7 anni tifa da 4 anni il Toro un merito enorme è del Gallo. Se vivendo a Trieste (città che ha intitolato il suo stadio a Grezar e un campo storico di quartiere a Ferrini, certo non è un enclave granata…) riesce a farsi riconoscere sui campetti perché quando segna (anche in allenamento) gioisce alzando la cresta, il merito non può che essere del Gallo. Se a scuola va con lo zaino del Toro anche dopo gli 0-7 e’ perché risponde ai gobbetti dicendo che noi abbiamo il Gallo. Quindi è vero, il nostro caprone contemporaneo è lui perché ci sta tenendo uniti nella speranza di un futuro migliore. E non chiediamo la CL!

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  5. Thor - 3 settimane fa

    L’importante è che non diventi “scapegoat” (capro espiatorio).

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    1. BiriLLo - 3 settimane fa

      Thor…
      Il granata soffre ma resiste..
      Contesta ma sogna..
      Da troppo forse..
      Ci tocca tenere duro e difendere il forte.
      ..
      Un passo alla volta.
      Non siamo una corazzata, ma siamo all’inizio.
      Fiducia.
      Altra prova e Singo Bremer Belotti in auge.
      Crederci.

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  6. BiriLLo - 3 settimane fa

    … Credo che lo avessero avuto i nostri Grandi, in OGNI EPOCA… lo avrebbero amato come noi…
    Belotti nella storia del Toro!

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    1. BiriLLo - 3 settimane fa

      … Articolo esaltante, veramente bello.
      Sognerei una formazione fuori tempo con Meroni, Ferrini, Mazzola, Lentini, Pulici, Zaccatelli, Sala, Bacigalupo, Junior, Belotti, Vasquez, Bruno e Annoni.
      Allenatori Mondo, Giagnoni.
      In ordine sparso, scatenate l’inferno!

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      1. gpmorano - 3 settimane fa

        Ne avresti bisogno di spazio per scriverli tutti…. Io aggiungo Vieri (Lido), Policano, Gigi Radice e Orfeo Pianelli+Sergio Rossi alla presidenza…

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      2. mario.martinengh_629 - 3 settimane fa

        Dossena

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  7. Roland78 - 3 settimane fa

    Proprio in questi giorni stavo pensando che in 42 anni non avevo mai conosciuto un capitano di tale caratura, soprattutto morale. Sono orgoglioso di lui, un esempio di correttezza, abnegazione, classe, intraprendenza, tanto da essere un idolo per i ragazzi, come i miei figli, che stravedono pet lui. Non so se sarà davvero il nostro g.o.a.t. ma rimarrà per sempre nel nostro cuore.

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