La storia si ripete: in casa granata la Juventus non passa. Era successo nel gennaio 2024 e ancora a ottobre dello stesso anno. Non c'è due senza tre, si dice, e il campo lo conferma. Il Torino Primavera si porta a casa il terzo derby consecutivo a Orbassano, in un momento in cui pesa il doppio la stracittadina. Lo scontro tra le rivali di sempre innalza il Toro, 2-0 con gol da cineteca di Bonacina e prima rete in Primavera di Ballanti, e gli consegna anche punti chiave in classifica per mettere pressione al Sassuolo e continuare a inseguire la salvezza diretta.

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Primavera, le pagelle di Torino-Juventus 2-0: Bonacina, giù il cappello
SANTER 6.5: Attento sul diagonale velenoso Merola in avvio e sulla girata di Montero. Poi deve solo fare buona guardia, ma non è davvero impensierito. Nell'ultima mezz'ora di gara ha un brivido con il palo di Durmisi, ma di più non poteva fare perché prima si era già giocato il jolly dicendo no a Merola.
ZAIA 6: Un mastino nei contrasti, non si risparmia anche a costo di rischiare qualcosa. Ammonito al quarto d'ora, è chiamato però a gestire la foga. Non si tira comunque indietro e qualche rischio se lo prende. Baldini preferisce andare sul sicuro e lo toglie per la ripresa, memore delle inferiorità numeriche costate troppo in questa stagione (46' GATTO 6: Entra con la giusta testa, equilibrato nella scelta di spingere e di restare più arretrato quando serve maggior contenimento. Non corre pericoli e anche questo è un bene in una partita che poteva innervosirsi)
PELLINI 6.5: Sa di dover tenere l'attenzione al massimo per evitare i lampi della Juventus in attacco, gioca una partita attenta in ogni suo momento. Leader silenzioso. Non si vede per giocate da copertina, ma quando c'è da intervenire risponde sempre presente.
CARRASCOSA 6.5: Dimostra tutta la maturità acquisita in questi mesi con una partita davvero positiva sotto ogni aspetto. Parte occupando nuovamente la piazzola del centrale dopo le ultime gare da terzino e inizia il match sfiorando il gol di testa. Attento dietro, scala a terzino nell'ultima mezz'ora e ha gamba per spingere oltre che difendere. Nel finale chiude tutto il possibile.
KUGYELA 6: Sale spesso a sinistra, come Baldini gli chiede. La miglior iniziativa arriva però a inizio ripresa con il rasoterra a fil di palo, per questioni di centimetri non diventa il raddoppio granata. Per il resto non fa mai mancare l'apporto sulla sua corsia.
LIEMA OLINGA 6.5: Scala a mezz'ala destra con Acquah in regia. Rifornisce il reparto offensivo con buona continuità e con idee che non sempre la Juventus riesce a leggere. La sua esperienza è ancora un fattore chiave per questo Toro, per cui averlo al meglio è fondamentale.
ACQUAH 7: Fisicamente straripante a centrocampo, dove i bianconeri devono faticare e non poco. Invalicabile nell'ultima parte di gara. Si prende gli applausi di tutto il Mazzola di Orbassano, sono meritati dopo una partita perfetta da parte sua (83' NASCIMENTO sv)
BALLANTI 7.5: Parte come mezz'ala sinistra, poi a metà primo tempo è invertito con Liema Olinga. Meglio nella seconda veste, entra in partita con il passare dei minuti e migliora il tempo degli inserimenti. Si tratta di un'arma nel suo bagaglio, la sfodera per ricevere l'assist di Gabellini e battere con un gran tiro l'incolpevole Radu. Primo derby in Primavera, meglio di così non poteva fare (75' FERRARIS sv)
SANDRUCCI 6: Il primo ad accendersi, in progressione dà la sensazione di poter scardinare la difesa bianconera. Meno preciso invece al momento del suggerimento. Tanta corsa e concretezza a spunti alterni, ma quando il motore gira crea qualche preoccupazione(62' CONZATO 6.5: La sua presenza nel derby conferma la crescente fiducia di Baldini nei suoi mezzi. Solo il palo gli nega il tris, poi è Radu a dirgli di no. Evita un finale di sofferenza tenendo il Toro nella trequarti bianconera)
GABELLINI 7: Primo tempo di lavoro sporco, occupazione degli spazi e da punto di riferimento in avanti, anche senza occasioni personali. La chiave della sua partita è la generosità, così al 53' non va al tiro dalla distanza ma trova un passaggio sontuoso che manda in porta Ballanti. Baldini conferma: è questo il Gabellini che serve al Toro
BONACINA 8: Rientra titolare per il derby e non è un rientro che passa sotto traccia. Il gol del vantaggio granata è un a vera opera d'arte: tunnel a Borasio, poi passa in mezzo a lui e Verde senza lasciare traccia e infine destro all'incrocio dei pali per sbloccare la stracittadina. Giù il cappello (62' TONICA 6.5: Entra in un momento della partita in cui Baldini vuole proteggere il risultato. In difesa non sussulta, ma si rivela anche una carta aggiunta in avanti e sfiora il tris con un gol dalla distanza che sarebbe stato la ciliegina)
ALL. BALDINI 7: All'andata il derby era arrivato nel pieno delle difficoltà, ma Baldini l'aveva accolto come la partita giusta al momento giusto proprio per mettere in campo lo spirito granata e per dimostrare prima di tutto a se stessi di avere le carte in regola per tirarsi fuori dalle acque torbide. Al ritorno la stracittadina è arrivata in una situazione non così complessa, ma comunque non semplice perché serviva una vittoria e perché la lotta salvezza non permette più di sprecare cartucce. Schiera la formazione che gli dà la maggiore solidità con gli interpreti, opta per la tranquillità togliendo alla ripresa l'ammonito Zaia, fa cambi conservativi all'ora di gioco per evitare che si riproponga la situazione di beffa ma non rinuncia ad aggredire la Juventus. Legge bene la partita, che il Toro vive correttamente per approccio, modo di stare in campo e cattiveria. Così si gioca un derby e tanta della grinta che si è vista in campo riflette il carattere dell'allenatore.
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