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- Redazione TORO NEWS
Anche la Roma si è dovuta accontentare, e questo è sicuramente il segnale più indicativo. Da inizio dicembre il Torino ha smesso di cadere, dopo aver raccolto nove sconfitte nei mesi precedenti. Qualcosa è cambiato dopo il derby della Mole. Dal pari contro la Juventus in poi, la Primavera granata non è più stata battuta in campionato. Da allora sono passati 48 giorni. Otto risultati utili consecutivi, sei pareggi e due vittorie, hanno consentito di trovare la luce in fondo al tunnel, punto di partenza per la lotta salvezza.
Il pareggio con la Roma, agguantato nell'ultima giornata nonostante l'inferiorità numerica, è il risultato utile più recente. Baldini avrebbe voluto anche di più e di fatto il Toro avrebbe potuto sfruttare meglio le sue occasioni, ma al di là di qualche rimpianto, c'è tanto altro. Il primo dato va estrapolato dagli scontri diretti. Contro le prime sei della classe, la squadra granata non era ko mai riuscita a fare punti in stagione fino a quello ottenuto contro i giallorossi al Mazzola. Il secondo deriva invece dalla prestazione. Giocarsela alla pari contro una Roma dalle indubbie qualità, che all'andata aveva mostrato un altro passo, non era così scontato pensando ai problemi dei mesi precedenti e dà sicuramente un'iniezione di fiducia considerando che il campionato è ancora lungo e che il Toro si gioca tutto nel girone di ritorno.
Poi c'è la questione fantasmi del passato. Contro la Roma, nel girone d'andata, il Toro si era fatto male da solo con un autogol di Pellini. Da lì in poi aveva patito e alla lunga si era disunito fino al ko per 0-2. Al ritorno si è riproposto lo stesso episodio chiave, ma con esito diverso. L'autorete sfortunata di Tonica ha aperto la via alla Roma, che però questa volta si è ritrovata davanti una squadra più solida e più consapevole dei propri mezzi. Il Toro sembra aver imparato a non farsi abbattere dai propri errori, cosa che troppe volte era successa nel girone d'andata. La lucidità ritrovata in campo deve però, e questo è il neo principale della gara, riversarsi anche a livello disciplinare: il rosso diretto a Bonacina, arrivato a poca distanza da quelli di Gabellini e Falasca contro la Lazio, era del tutto evitabile, così come quello dei due compagni di reparto. Serve più testa in queste situazioni, che non danno benefici anzi causano solo assenze pesanti.
L'ultimo dato riguarda la classifica. Il Torino ha scalato un'altra posizione al termine della 21esima giornata, posizionandosi al 17esimo posto, là dove inizia la zona playout. I punti ora sono 20, gli stessi del Cagliari che però resta dietro perché sconfitto nello scontro diretto in Sardegna. Passo dopo passo i granata si stanno tirando fuori dalle sabbie mobili. Ora ci sono i big match con Parma e Fiorentina, gare in cui la Lazio - 16esima e prima salva diretta a oggi - spera di allungare il gap di 5 punti. Il Toro ha però fatto vedere con la Roma che l'esito può non essere così scontato come carta direbbe. E su questo dovrà far leva.
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