Gian Carlo Caselli: “Il futuro del Toro dipende ancora da Cairo: confido che lo renda accettabile”

Esclusiva TN / L’ex magistrato, oggi in pensione, grande tifoso granata, traccia un bilancio nel giorno di Natale della stagione granata

di Andrea Calderoni

Gian Carlo Caselli fa parte della storia dell’Italia. Magistrato di professione, ha lottato e lotta tutt’oggi, sebbene in pensione, attraverso saggi, interventi e conferenze, a favore della giustizia. Uno come lui, che non ha bisogno di presentazioni, fa parte anche della famiglia del Torino. Da sempre tifoso, in questi giorni soffre, insieme a tutti i cuori granata, per le difficoltà della sua squadra. In esclusiva su Toro News, in questo Natale 2020 così particolare e diverso rispetto al solito per le note vicende che noi tutti stiamo vivendo, Caselli ha tracciato un suo primo bilancio sulla stagione e non solo del Torino.

Dottor Caselli, il Torino arriva alla pausa natalizia ultimo in classifica. Da tifoso quali sono le sensazioni che sta provando?

“Le sensazioni sono plurime. Direi che c’è un mix di delusione, di paura e di speranza. La delusione deriva da prestazioni troppe volte indecorose da parte della squadra. La paura dalla vicinanza alla Serie B. La speranza, invece, deriva dal fatto che confido che il Toro riuscirà ancora una volta a risollevarsi”.

Un 2020 con appena quattro vittorie in campionato, una sola delle quali in questo torneo. Come si spiega l’anno così complicato dei granata?

“La qualità della rosa, complessivamente, non è sicuramente eccelsa. Anzi tende piuttosto al   ̎modesto ̎. Ma i risultati sono ben al di sotto di questo livello di qualità. E ciò rende i tifosi, come dire, nervosi (uso naturalmente un eufemismo). Manca soprattutto un vero regista. Rincon è bravo e ce la mette tutta, ma chiedergli di improvvisarsi regista sarebbe come chiedere a me che per tutta la vita ho fatto solo il penalista di diventare di colpo civilista. Non esiste proprio!”.

L’ultima partita del 2020, però, è finita in parità a Napoli. Può rappresentare un punto di ripartenza?

“Ancora una volta siamo stati rimontati in extremis e quindi ancora una volta resta tanto amaro in bocca.  Ma c’è stata una bella novità. Izzo che salta in braccio a Giampaolo, che è poi sommerso da tutta la squadra in festa, salvo il grande, oserei dire sontuoso, Belotti che da subito comincia a richiamare i compagni in campo perché non si distraggano. Una scena che fa sperare in un futuro di maggiore impegno. Non parlo ovviamente di  ̎tremendismo, roba d’altri tempi, ma un po’ più di grinta non guasterebbe…”.

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Come giudica il lavoro di Giampaolo fin qui? Quante sono le colpe a lui imputabili?

“All’inizio della stagione avevo una gran fiducia. Ora molta meno. Cambia formazione troppo spesso. Le sostituzioni a partita in corso il più delle volte non mi piacciono (neppure col Napoli mi sono sembrate azzeccate). Non apprezzo che dopo un disastro se ne esca parlando di ̎virgole sbagliate. Vorrei che trasmettesse più determinazione. Un piccolo esempio: se un giocatore della Roma, neppure toccato da Singo, si mette ad urlare come un ossesso e rotola per il campo come un epilettico, mentre un suo collega invoca platealmente la barella per soccorrere   ̎l’infortunato, vorrei un mister che invitasse i giocatori a mobilitarsi nel rispetto delle regole perché l’Abisso di turno non ci penalizzi ingiustamente. Comunque va da sé che aspetto solo di potermi ricredere su Giampaolo”.

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In tanti auspicano una rivoluzione di uomini a gennaio. Può essere la via giusta?

“Per una bella e sufficiente rivoluzione secondo me occorrono almeno due cose: un bravo regista, come già detto, e uno… psicologo, che cambi la testa ad alcuni giocatori. Ce n’è uno in particolare (non voglio fare nomi) che la palla la passa sempre indietro anche quando si dovrebbe impostare un attacco, oppure la perde rovinosamente e poi caracolla con sufficienza per il campo. Imbarazzante! Certo è che dopo Napoli gli alibi sono finiti. Per tutti”.

L’uomo simbolo della prima metà della stagione del Torino, così come da alcuni anni a questa parte, è stato Andrea Belotti. Le ricorda qualcuno del passato granata? E cosa le lascia in termini di emozioni ogni volta il capitano granata?

“Mio nipote Leo, cinque anni, ha già imparato a fare il gesto del Gallo quando gioca con la sua palla. Anche per questo il Gallo è per me prima di tutto simbolo di gioia e allegria. Ma è soprattutto simbolo del Toro che tutti vorremmo, un giocatore che si danna l’anima per 90 minuti, non solo come attaccante ma anche come mediano e difensore. Commovente per attaccamento alla maglia, capacità tecniche, esempio trascinante e grinta. Stando alle statistiche è il giocatore di tutte le squadre che subisce più falli. Anche per questo lo ammiro. Ma nello stesso tempo vorrei che fosse più   ̎tutelato. Nell’empireo granata occuperà sempre un posto di assoluta eccellenza. Senza ombra di retorica”.

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Il 2020 ha rappresentato l’anniversario dei primi tre lustri da presidente del Torino di Urbano Cairo. Qual è il suo bilancio sull’operato dell’imprenditore alessandrino?

“Cairo ha commesso errori. Insisto sul regista che non arriva mai. Non posso dimenticare che ci ha anche regalato alcune soddisfazioni come la magica notte di Bilbao. Ma è vero che non si vive di soli ricordi. Il futuro dipende ancora in gran parte da lui. Confido che sappia renderlo accettabile e positivo. Cominciando dal 4 gennaio con l’inizio del calciomercato…”.

Qual è, infine, il suo augurio di Natale e di fine anno per i tifosi del Torino e per i nostri lettori al termine di un 2020 difficile sotto tutti i punti di vista, da quello calcistico a quello purtroppo sociale e sanitario?

“Sarebbe assurdo e idiota non partire dal Covid, augurando a tutti di superare presto e nel modo migliore le difficoltà (sia sanitarie sia economico-finanziarie) che l’infame pandemia ha causato e sta ancora causando. Tutto il resto passa decisamente in second’ordine”.

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  1. peter1 - 3 settimane fa

    Più che di rivoluzione a gennaio sarebbe corretto parlare di miracolo. Dove li vai a prendere dieci – undici giocatori che si ambientino subito, facciano squadra e portino il Toro in acque tranquille. Piuttosto che sognare, stiamo con i piedi ben piantati a terra. Occorrono tre – quattro innesti di qualità (?) e funzionali al gioco dell’allenatore. Poi, bisogna capire chi di quelli che ci sono è in grado di concorrere all’impresa, non dimenticando che un possibile acquisto potrebbe essere anche il ritorno di Baselli.

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  2. tororussia - 4 settimane fa

    politicamente corretto .le solite baggianate

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    1. rogozin - 4 settimane fa

      Tu (e gli altri), hai capito che il sito è di proprietà del proprietario della società di cui si parla? Vuoi un disegno?

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  3. tric - 4 settimane fa

    Parole da persona civile. Lo fossero anche un po’ di più i tifosi, forse otterrebbero risultati migliori.

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  4. Paul67 - 4 settimane fa

    Difficile che un’illustre tifoso critichi pubblicamente il PRESINIENTE.
    CAIRO VATTENE, LIBERACI.

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    1. Toroperduto - 4 settimane fa

      Purtroppo siamo in questa situazione perché nessuno ha mai criticato a dovere Cairo ma tutti gli hanno sempre leccato il di dietro.
      Anche questa intervista ne è l’espressione più lampante, meglio accusare gli allenatori che il reale colpevole.
      Ma da caselli non potevo che aspettarmi questo.

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  5. Immer - 4 settimane fa

    Caro caselli grazie delle belle parole però occorre parlare del vero ed unico responsabile, senza nessun timore perché dopo 15 anni sperare ancora in colui è praticamente inspiegabile

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  6. spiritolibero - 4 settimane fa

    Voglio Nicola

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    1. spiritolibero - 4 settimane fa

      Speravo in Babbo Natale Ora spero lo porti la Befana

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  7. otto88 - 4 settimane fa

    Condivido il pieno quanto affermato da Caselli ….aggiungo l’esigenza dii acquistare oltre al regista un centrocampista di qualità’ ( trequartista) e soprattutto IMMEDIATAMENTE IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL CAPITANO. ASSOLUTAMENTE!!!!!!

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  8. Pavl73 - 4 settimane fa

    Caro dottore.
    I tifosi nn ci credono più e hanno virato x il cambio societario
    Troppe occasioni sprecate
    Una società inesistente come organigramma
    Comi????
    Che senso ha?
    Potrei farlo io
    Mi candido volentieri

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  9. mp63 - 4 settimane fa

    Commento perfetto. Forse è stato troppo buono nei confronti della società e dell’allenatore. Certo che se si spendono 25 milioni per un giocatore mediocre ( Verdi ) che ne vale molti di meno. Era meglio spenderli per un regista. Una cosa che il dottor Caselli ha evidenziato è il tartassamento di Belotti. E’ un ragazzo d’oro, mai cattivo ma deciso, ma ogni partita viene picchiato dai difensori di turno. E gli arbitri guardano commossi. Vedo poi contro il toro da parte delle altre squadre una rabbia ingiustificata. E poi non parliamo di arbitri e var. Forse per alcune squadre esiste un regolamento var dedicato. E’ rigore quando i loro calciatori alzano la mano. Forse è giusto così. Il Toro non conta nulla per le alte sfere del calcio. Ma non è corretto. Il Toro è storicamente una delle migliori espressioni del calcio. Vuoi per la sua storia travagliata vuoi per gli ottimi giocatori che ha avuto in passato. Grazie dottor Caselli per tutto quello che ha fatto per tutti noi. Le auguro buone feste. E sempre forza toro.

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    1. rogozin - 4 settimane fa

      Dell’arrivo di Verdi eravamo tutti felici. Col senno di poi, tutti geni.

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      1. Toroperduto - 4 settimane fa

        Ahahahah bellissima.
        Forse eri contento tu non parlare a caso

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  10. PotenzaGranata - 4 settimane fa

    Buon Natale Dott. Caselli e grazie per le Sue parole anche se, francamente e rispettosamente, sono troppo all’acqua di rose per il mandrogno e la sua bada del buco.

    Detto questo sono altresì convinto che, visto il Suo Amore per il nostro Toro, se Le avessero richiesto la difesa del mandrogno per tutte le nefandezze che ha commesso e di cui si è macchiato, nei confronti del Toro e dei suoi tifosi, avrebbe certamente rifiutato e lo avrebbe abbandonato al suo destino.

    Nuovamente, Buon Natale.

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  11. Junior - 4 settimane fa

    Bella intervista e apprezzo la franchezza del dott. Caselli persona di alto livello che usa linguaggio giusto e significativo: da presidente a presidente. Se ci vuole lui per far muovere Cairo, ben venga! Anche se credo se nulla è successo in questi 15 anni. Bilbao ed un derby sono troppo poco per noi….è come una montagna che partorisce un topolino. Il nostro tifo e passione, le altre squadre se li sognano! Ad mai ora e buon Natale!

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  12. Robertina - 4 settimane fa

    Sono completamente d’accordo con il Dott. Caselli su Giampaolo, non e’ l’uomo che ci puo’ portare alla salvezza, troppi errori.
    Esonero subito!

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    1. Robertina - 4 settimane fa

      Oltre a Giampaolo puri i tifosi sono sfigati!

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  13. Guevara2019 - 4 settimane fa

    Con tutto il rispetto e l’ammirazione che ho sempre avuto per lei Dottor Caselli,lei ha avuto il guanto di velluto per l’attuale proprietario, se è pur vero che non vuole schiodarsi e non annuncia di mettere in vendita il Toro, le critiche non devono essere diplomatiche ma feroci.
    Altrimenti continuerà a gongolarsi,pure a livello mediatico pare intoccabile,la moltitudine dei giornalisti sportivi sorvolano sulle sue responsabilità e incapacità,non potendo contestare allo stadio,o stando fuori dagli spalti per protesta, chi è un personaggio importante e tiene al Toro deve criticare senza remore.

    Un caro saluto!

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  14. michelebrillada@gmail.com - 4 settimane fa

    anche da parte di caselli grande tifoso del toro si evince che il sig gian paolo maestro di calcio non capisce nulla o poco troppo poco per salvare il toro dalla serie b quindi deve essere esonerato subito ammesso che siamo ancora in tempo

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  15. Il_Principe_della_Zolla - 4 settimane fa

    Tutti sti VIP che si esprimono sempre con il guanto di velluto nei confronti di Cairo, che dicono ma poi “confidano”, che parlano di “magica notte di Bilbao” come fosse chissà che, ecco a me hanno le rotto le scatole. Ci vogliono parole franche, dirette, inviti ad andarsene senza porre tempo in mezzo: questo ci vuole. Altrimenti suma sempe cume cui ‘d San Damian, che a tiru la pera e a gavu la man.

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    1. Granata69 - 4 settimane fa

      Uno, non si può certo esprimere con linguaggio da bar.
      Secondo, non credi che,data la sua posizione, sia a conoscenza del fatto che l’alternativa a Cairo semplicemente non esiste ?
      È come per Verdi, ormai tocca tenerselo.

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      1. Il_Principe_della_Zolla - 4 settimane fa

        Uno, un linguaggio franco e diretto non è per forza un linguaggio da bar.
        Secondo, non credo proprio che “la sua posizione” gli garantisca molti più elementi di quelli di cui disponiamo noi per giudicare o meno di un’alternativa a Cairo. Che comunque esiste.
        Tocca tenerselo mica tanto. Non c’è più un cane che lo sopporti e lo supporti. Ci vorrà forse ancora un po’ di tempo, ma ha capito benissimo che deve sloggiare.
        E ribadisco, tutti sti VIP che parlano “a mesa buca” proprio non li sopporto.

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        1. Toroperduto - 4 settimane fa

          Concordo neanche io li sopporto

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  16. CUORE GRANATA 44 - 4 settimane fa

    Ovviamente grande rispetto per le considerazioni esposte dal Dott.Caselli,anch’esso componente della “Famiglia Granata” e tale fatto certamente è motivo d’orgoglio per tutti Noi:ha “fatto la scelta giusta”.Venendo allo specifico ritengo non abbia voluto “affondare il coltello nella piaga”…Se il ns. futuro dipenderà in gran parte da Cairo…non credo sia un buon viatico.In 15 anni ha distrutto Storia,Valori e Dignità del ns. Toro e molto sommessamente li considero “elementi probatori”.. .Pensare ad un Suo tardivo ravvedimento operoso mi pare alquanto ottimistico.Siamo a Natale e forse per questo,almeno oggi…Sempre FVCG!!!

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  17. gm - 4 settimane fa

    Dottor Caselli, è sempre un piacere ascoltarla, mi unisco al suo augurio

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  18. Gigiotto - 4 settimane fa

    Non sono d’accordo sul fatto dell’ arbitro Abisso, l’ allenatore può lamentarsi, ma sono anni che il Toro viene penalizzato ma Cairo non ha fatto mai nulla.

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