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Esclusiva

Favetto a TN: “Maratona vuota? Mi sembra una cag***. Non lo merita il Toro”

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In esclusiva torna a parlare su Toro News lo scrittore e critico cinematografico torinese grande tifoso granata
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Torna a parlare in esclusiva su Toro News Gian Luca Favetto, scrittore, giornalista, drammaturgo, critico teatrale e cinematografico italiano. Vive a Torino e tifa da sempre Torino. Dalla Maratona vuota a Cairo la sua analisi prova a toccare i temi caldi del febbraio granata.

Buongiorno Gian Luca. Ritiene corretto svuotare la Maratona a oltranza? (silenzio) "No perché non se lo merita l'idea concettuale di Toro. Basta un gol per gioire, lo vedo e lo percepisco. C'è una passione, perché bisogna farsi male, perché bisogna far male alla propria carne granata per un presidente o un allenatore che non vanno bene? Noi siamo quelli che abbiamo mandato via Rossi. Disertare la Maratona mi sembra una cag***, non è la soluzione da duri e puri quella da adottare".


All'11 febbraio la stagione rischia di essere chiusa, questo è un biglietto da visita poco edificante per il Torino di oggi."No, la stagione non è chiusa perché bisogna salvarsi. Il rischio c'è ancora e quindi la Maratona non si può lasciare vuota. La curva è diventata un rettilineo. Quando c'erano i Pulici e i Graziani la Maratona era il dodicesimo, il tredicesimo e il quattordicesimo uomo. Oggi i giocatori saranno più scarsi ma anche la Maratona non è più quel valore aggiunto. Se spendiamo tutte le energie soltanto per dare contro qualcuno, chi aiuta il Toro? Se c'è una persona che ti sta a cuore, sebbene ci siano i suoceri pessimi, provi a starle vicino? Io credo di sì. Il presidente ha tante responsabilità e poi ne parliamo. Baroni ha le sue responsabilità e non sta funzionando. Però, è tutto l'ambiente granata che non gira più: questa è l'amara verità, difficile da ammettere. Del resto è incomprensibile il secondo tempo di Firenze, non sei riuscito a scendere in campo salvo che negli ultimi minuti e mi chiedo come possa accadere". 

E su Cairo?"Può fare soltanto l'editore, può mettersi in ufficio al Corriere o a La7 e cercare di far girare le due realtà. Perché riesce nell'editoria e non nel calcio? Perché la La7 è cresciuta e il Toro no?". 

Ripartirebbe dalla Serie B se le assicurassero la fine dell'era Cairo?"No, assolutamente. Non ho più voglia di Serie B. In tutto questo ammetto che la passione è scemata per varie ragioni, dai giocatori al presidente. Non dev'essere una lotta per salvare l'onore: è una delle cose peggiori non far sentire il proprio tifo e non sostenere la propria squadra. La Maratona è sempre stata lo specchio della squadra, forse stiamo cadendo tutti in basso, a livello del presidente". 

Da seguace di politica vedrebbe bene Cairo in quell'ambiente?"No, non lo vedrei bene. Cairo sa far andare le sue aziende. Ha fatto soldi con i giornaletti da poco. Sa spogliare ciò che tocca dell'anima che lo rappresenta. Io percepisco anche il Corriere come un giornale grigio, di sola apparenza, con tanto populismo.  Non vedo bene Cairo in politica perché in politica serve quell'animo passionale. Cairo non so dove metta la passione, forse la mette nella mansione da geometra per cercare di far quadrare i conti. Nel Torino crede di saper fare tutto lui, non si lascia consigliare e i risultati sono nettamente inferiori ad altri ambiti. Il Como è più ricco del Torino ma al momento non ha speso tanti miliardi in più rispetto al Torino. Però, al momento il Como ha un appeal estremamente superiore rispetto al Torino e riesce a fare le scelte giuste. Perché?".