Ripartirebbe dalla Serie B se le assicurassero la fine dell'era Cairo?"No, assolutamente. Non ho più voglia di Serie B. In tutto questo ammetto che la passione è scemata per varie ragioni, dai giocatori al presidente. Non dev'essere una lotta per salvare l'onore: è una delle cose peggiori non far sentire il proprio tifo e non sostenere la propria squadra. La Maratona è sempre stata lo specchio della squadra, forse stiamo cadendo tutti in basso, a livello del presidente".
Da seguace di politica vedrebbe bene Cairo in quell'ambiente?"No, non lo vedrei bene. Cairo sa far andare le sue aziende. Ha fatto soldi con i giornaletti da poco. Sa spogliare ciò che tocca dell'anima che lo rappresenta. Io percepisco anche il Corriere come un giornale grigio, di sola apparenza, con tanto populismo. Non vedo bene Cairo in politica perché in politica serve quell'animo passionale. Cairo non so dove metta la passione, forse la mette nella mansione da geometra per cercare di far quadrare i conti. Nel Torino crede di saper fare tutto lui, non si lascia consigliare e i risultati sono nettamente inferiori ad altri ambiti. Il Como è più ricco del Torino ma al momento non ha speso tanti miliardi in più rispetto al Torino. Però, al momento il Como ha un appeal estremamente superiore rispetto al Torino e riesce a fare le scelte giuste. Perché?".
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