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Passaro (Radio Olympia): “Cairo e Lotito? Due situazioni diverse…”
Contestazione da una parte e dall'altra: in quello dello stadio Olimpico Grande Torino, a partire dalle 18:00 di domenica 1° marzo andrà in scena Torino-Lazio, due squadre che condividono alcune situazioni. Da una parte la delusione per una stagione che non si è dimostrata all'altezza delle aspettative e dall'altra parte un tifo in aperta contestazione contro la presidenza, da una parte di Cairo, dall'altra di Lotito. Per conoscere i punti di forza e quelli di debolezza dei biancocelesti, abbiamo posto alcune domande a chi li conosce molto bene. Si tratta di Gabriele Passaro, giornalista e speaker al seguito della Lazio su Radio Olympia, che noi ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci presentato la formazione di Maurizio Sarri in vista di questo match del 27° turno di Serie A.
Come arriva la Lazio alla sfida dell'Olimpico Grande Torino? “La Lazio vive un momento di forma particolarmente precario perché ci sono stati tantissimi infortuni, mister Sarri non ha mai – e non è un eufemismo – avuto la rosa intera a disposizione per una gara, tra infortuni e squalifiche, dalla mononucleosi di Isaksen a Zaccagni o a Rovella che si rompe la clavicola in maniera scomposta. La Lazio arriva alla sfida contro il Torino incerottata e con la testa a mercoledì: la stagione dei biancocelesti passa dalla Coppa Italia”.
Chi non sarà a disposizione del match? “Basic e Gila, che tutti danno per recuperati, non verranno rischiati contro il Torino perché per la Lazio il campionato è secondario. Mancheranno poi i lungodegenti, Gigot, Rovella, Pedro e a questi si aggiunge Dia per un attacco influenzale”.
Si vedrà una Lazio meno determinata, vista la vicinanza della Coppa Italia? “Non meno determinata perché Sarri non ama fare brutte figure. La Lazio l’anno scorso con Baroni cercava costantemente di fare gol, tralasciando la fase difensiva, subendo tantissime reti. Sarri ha fatto il discorso inverso: non vuole fare brutte figure e quindi punta a non prendere gol. Ci sarà qualche giocatore non titolarissimo ma non mi aspetto un ampio turnover. Si vedrà Lazio attenta e concentrata che non vuole fare brutta figura. Mi aspetto una partita equilibrata. Il Torino ha molto più interesse a fare 3 punti ma non mi aspetto un 4-0”.
La squadra è condizionata dall’ambiente in contestazione? “Ufficialmente Sarri e i calciatori hanno chiesto ai tifosi di tornare vicini alla squadra. Hanno chiesto al pubblico di rientrare allo stadio, perché manca. Danno importanza alla loro assenza. Però non c’è aria di passi indietro da parte dei tifosi. I risultati negativi stanno foraggiando la protesta. Qualora la Lazio fosse stata in grado di giocarsi qualcosa non so se avrebbe avuto così tante adesioni questa protesta. La stagione invece è stata un limbo e il pubblico bianco celeste ha colto la palla al balzo”.
Non avere più Lotito come presidente è l'obiettivo dei tifosi: la contestazione sta avendo i suoi effetti? “No, non c’è nessuna possibilità che Lotito ceda la società. Non so se le situazioni Lazio-Toro possano essere accomunate. Il fatto di avere un presidente che va in conferenza e chiede scusa ai tifosi e si dice disponibile a vendere sono due cose che alla Lazio se le sognano. Lotito non le dirà mai. Qua c’è un odio reciproco. In società lavorano persone che amano la Lazio, ma per Lotito c’è una guerra. Non credo che le cose si potranno mai riappacificare. C’è questo stallo alla messicana dove ognuno resta sulle proprie posizioni e non vuole fare passi indietro. Però ci sta rimettendo la Lazio. Ultimamente sembra che della Lazio, della squadra, non interessa a nessuno. Ieri Roma si è svegliata con manifesti contro il partito di Lotito. Si vuole far sì che questo problema diventi anche politico. Si cerca qualsiasi modo per scoraggiare Lotito”.
Qual è il più grande punto di forza della Lazio? “L’unico è la solidità difensiva. C’è un lavoro fatto da mister Sarri che si è visto durante il campionato ed è semplice da comprendere: sfruttare al massimo la forza difensiva della squadra. In difesa e in porta la Lazio ha elementi di qualità e di livello. Sarri ha puntato tutto su questo con intelligenza".
E il punto debole? “Quando subisce gol, per colpa di una scarsa qualità offensiva e anche per la mentalità, la Lazio fatica a recuperare e ribaltare la partita. Certo, il Torino vive un momento difficile, è una delle peggiori difese. Però quando c’è il cambio di allenatore, c’è sempre quella volontà di fare qualcosa in più. Le prime partite portano in dote un volersi scusare e allontanare le colpe da parte dei giocatori. Per far sua la partita il Toro deve segnare il prima possibile".
Ex allenatore della Lazio e ora anche del Torino: come giudichi l'esonero di Baroni? “Baroni si è trovato in due momenti ambientali che non lo hanno favorito, prima con la Lazio e poi con il Torino. Se fossi stato un tifoso granata sarei arrabbiato con il presidente: è una scelta illogica. È vero che la classifica diventa pericolosa però non è che prima si navigava in maniera stupenda. O lo fai prima, questa scelta, e cerchi di salvare la stagione e provi ad agguantare un posto migliore in classifica. Oppure lo porti fino alla fine. Che senso ha ora? Hai davvero così paura della retrocessione? Con una squadra così più forte rispetto alle altre... Anche se poi la piazza lo chiedeva e quindi è stato esonerato anche in quest'ottica. L’unica cosa che imputo a Baroni è che è arrivato alla Lazio con in mente il 4-3-3 e quando ha capito la situazione è virato sul 4-2-3.1. Il baroni che ho visto arrivare a Torino era diverso: si è portato il 4-2-3-1 quasi come un marchio di fabbrica, invece era della stagione precedente. Era come se avesse perso il vero Baroni, che cerca di trovare la soluzione adattandosi ai giocatori perché è umile. Secondo me lì ha sbagliato: si è mostrato altezzoso".
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