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Quando si è giovani è utile cambiare spesso allenatore?"Dipende. Per esperienza personale molto dipende da come ti trovi con un allenatore. Cambiare porta novità e riesci a imparare tante cose nuove".
Speri di tornare un giorno nel Torino?"In questo momento la massima ambizione della mia carriera è proprio tornare a Torino, magari vivere un ritiro con il Torino. Tutti i giocatori sognano di esordire in Serie A, magari con la squadra con cui sono cresciuti. Ho 22 anni, vorrei provare qualcosa con il Torino: è una grande speranza".
Quanto è duro il passaggio dalla Primavera al professionismo? "Passare da una Primavera a una Prima Squadra in Serie A è molto difficile. Tanti transitano dapprima in Serie C e in Serie B, puoi confrontarti con giocatori di categoria e con altri che hanno militato in categorie superiori. Oggi condivido lo spogliatoio con Okaka e Viola, due che conoscono bene la Serie A. Cerchi di rubare quanti più segreti possibile. Il primo anno di C l'ho vissuto a Francavilla in Puglia, quindi lontano da casa. Nelle giovanili ho sempre giocato in casa, a Torino, ma andare dall'altra parte d'Italia ti permette di crescere come persona perché ti ritrovi in un contesto umano e calcistico completamente differente".
In cosa deve migliorare Di Marco per arrivare a un ritiro con il Torino?"In questi anni, nonostante abbia giocato tante partite, non sono mai stato troppo continuo dal punto di vista fisico. Ho avuto diversi stop che mi hanno un po' rallentato. Quando sei infortunato e sei un ragazzo, non sempre sai come uscirne. Sto cercando di crescere da questo punto di vista".
Cosa fai fuori dal campo?"Mi piace leggere e giocare la Play con i miei compagni. Essendo da solo, è importante avere la giusta compagnia e quest'anno ho trovato un gruppo che sopperisce alla grande alla solitudine".
Ultimo libro letto? E giochi della Play preferiti?"L'ultimo libro che ho letto è Intelligenza emotiva, mi piacciono i libri sulla psicologia e sul lavoro mentale. Gioco a Fifa, Call of duty e Fornite".
Hai in mente l'università per il futuro?"Vorrei tornare a studiare, sto cercando di trovare il modo. Penso che occupare il tempo fuori dal campo con lo studio sia davvero fondamentale. Tanti miei compagni studiano all'università e molto spesso ci confrontiamo sui loro esami. La carriera da calciatore non dura per sempre, studiare ti forma per il futuro".
All'interno di un gruppo come vivi il fatto che ogni anno subentrano ragazzi più giovani di te che potenzialmente posso avere maggiori chances di giocare complice anche le regole che favoriscono l'impiego di under?"Il passaggio è normale nel calcio e nello sport. A Francavilla arrivai molto giovane e provai a togliere il posto a chi stava sopra di me. In realtà, però, non faccio molta attenzione. Ognuno vuole arrivare. Se posso aiutare il più giovane, lo faccio volentieri e non percepisco in modo negativo la concorrenza di un ragazzo più giovane di me".
Escluso il calcio, quale sport praticheresti?"Quando ero piccolo ho provato diversi sport, tipo nuoto e tennis, ma nessuno sport mi aveva preso come il calcio. Il calcio è diventato il mio lavoro, quindi ho spostato tutto su quello. Se oggi devo guardare qualche sport fuori dal calcio in televisione, guardo una partita di tennis".
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