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toronews interviste Tommaso Di Marco a TN: “Il Toro è speciale, te lo dicono fin da piccolo”
Esclusiva

Tommaso Di Marco a TN: “Il Toro è speciale, te lo dicono fin da piccolo”

Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 
In esclusiva le parole del centrocampista in prestito al Ravenna in Serie C. Tanti anni in granata fino alla Primavera

Tommaso Di Marco è uno dei tanti ragazzi in prestito del Torino. Milita in Serie C, nel Ravenna e sta vivendo una stagione da assoluto protagonista. Già due gol all'attivo, un assist e un rigore guadagnato e dire che ha perso un mese e mezzo a causa di un problema alla caviglia. Questa è la sua quarta stagione in prestito (due alla Virtus Francavilla in C, una a metà tra Juve Stabia in B e Feralpisalò in C). In esclusiva su Toro News ci parla del suo presente, del suo passato in granata e del suo futuro che spera di colorare ancora di tinte granata.

Buongiorno Tommaso. Come sta andando a Ravenna?"Mi sto trovando bene con il gruppo. Ho trovato un gruppo che vuole fare bene. La società ci sta mettendo tutto a disposizione per fare bene. La stagione sta andando bene. Avevo iniziato bene: avevo sempre giocato nelle prime cinque giornate, poi un contrasto di gioco contro il Perugia mi ha messo k.o. per un mese e mezzo per un problema alla caviglia. Quando sono rientrato contro la Torres avevo una voglia matta di fare bene. Con la Torres ho giocato una decina di minuti, poi con il Livorno sono subentrato e ho guadagnato rigore e nelle ultime due giornate ho segnato. Quindi, sono soddisfatto. Peccato solo per l'infortunio". 

L'anno scorso avevi iniziato in Serie B alla Juve Stabia. Quali sono le differenze tra Serie B e Serie C?"In Serie B c'è più qualità. Ci sono squadre che si trovano in Serie B solo di passaggio. La differenza principale sta nella qualità complessiva dei giocatori, molti in Serie B sono più strutturati". 

Come racconteresti i tuoi anni nel Torino?"Sono arrivato al Torino da molto piccolo. Da subito ti trasmettono che c'è qualcosa di diverso nel vestire la maglia granata, che è speciale. Mi sono sempre trovato bene durante l'intero arco delle giovanili. Ho assaporato la Primavera e ho capito quanto sia importante il settore giovanile del Torino. Devo dire che è stato molto bello essere stato nel Torino. L'ultimo anno di Primavera me lo ricordo bene: si era creato un bel gruppo, ero in squadra con tanti ragazzi con cui avevo vissuto tutta la trafila giovanile". 


Quando si è giovani è utile cambiare spesso allenatore?"Dipende. Per esperienza personale molto dipende da come ti trovi con un allenatore. Cambiare porta novità e riesci a imparare tante cose nuove". 

Speri di tornare un giorno nel Torino?"In questo momento la massima ambizione della mia carriera è proprio tornare a Torino, magari vivere un ritiro con il Torino. Tutti i giocatori sognano di esordire in Serie A, magari con la squadra con cui sono cresciuti. Ho 22 anni, vorrei provare qualcosa con il Torino: è una grande speranza". 

Quanto è duro il passaggio dalla Primavera al professionismo? "Passare da una Primavera a una Prima Squadra in Serie A è molto difficile. Tanti transitano dapprima in Serie C e in Serie B, puoi confrontarti con giocatori di categoria e con altri che hanno militato in categorie superiori. Oggi condivido lo spogliatoio con Okaka e Viola, due che conoscono bene la Serie A. Cerchi di rubare quanti più segreti possibile. Il primo anno di C l'ho vissuto a Francavilla in Puglia, quindi lontano da casa. Nelle giovanili ho sempre giocato in casa, a Torino, ma andare dall'altra parte d'Italia ti permette di crescere come persona perché ti ritrovi in un contesto umano e calcistico completamente differente". 

In cosa deve migliorare Di Marco per arrivare a un ritiro con il Torino?"In questi anni, nonostante abbia giocato tante partite, non sono mai stato troppo continuo dal punto di vista fisico. Ho avuto diversi stop che mi hanno un po' rallentato. Quando sei infortunato e sei un ragazzo, non sempre sai come uscirne. Sto cercando di crescere da questo punto di vista". 

Cosa fai fuori dal campo?"Mi piace leggere e giocare la Play con i miei compagni. Essendo da solo, è importante avere la giusta compagnia e quest'anno ho trovato un gruppo che sopperisce alla grande alla solitudine". 

Ultimo libro letto? E giochi della Play preferiti?"L'ultimo libro che ho letto è Intelligenza emotiva, mi piacciono i libri sulla psicologia e sul lavoro mentale. Gioco a Fifa, Call of duty e Fornite". 

Hai in mente l'università per il futuro?"Vorrei tornare a studiare, sto cercando di trovare il modo. Penso che occupare il tempo fuori dal campo con lo studio sia davvero fondamentale. Tanti miei compagni studiano all'università e molto spesso ci confrontiamo sui loro esami. La carriera da calciatore non dura per sempre, studiare ti forma per il futuro". 

All'interno di un gruppo come vivi il fatto che ogni anno subentrano ragazzi più giovani di te che potenzialmente posso avere maggiori chances di giocare complice anche le regole che favoriscono l'impiego di under?"Il passaggio è normale nel calcio e nello sport. A Francavilla arrivai molto giovane e provai a togliere il posto a chi stava sopra di me. In realtà, però, non faccio molta attenzione. Ognuno vuole arrivare. Se posso aiutare il più giovane, lo faccio volentieri e non percepisco in modo negativo la concorrenza di un ragazzo più giovane di me". 

Escluso il calcio, quale sport praticheresti?"Quando ero piccolo ho provato diversi sport, tipo nuoto e tennis, ma nessuno sport mi aveva preso come il calcio. Il calcio è diventato il mio lavoro, quindi ho spostato tutto su quello. Se oggi devo guardare qualche sport fuori dal calcio in televisione, guardo una partita di tennis".