Ci sono giocatori che, nonostante gli anni ormai trascorsi, hanno lasciato un segno indelebile nella memoria di tutti i tifosi. Uno fra questi è sicuramente Rolando Bianchi, bergamasco classe 1983, che per ben cinque stagioni ha vestito la maglia granata, creando un legame indissolubile con la piazza. "Sono il capitano della mia anima" campeggiava sulla sua fascia da capitano negli anni della sua permanenza torinese: celebre conclusione della poesia Invictus di William Ernest Henley. Invictus, invincibili: un concetto che il popolo granata conosce alla perfezione, per tradizione orale, e che è anche sinonimo di quella squadra che ha colpito profondamente anche chi, con quella storia, per distanza territoriale, non ci è cresciuto.

Le voci
Rolando Bianchi: “Toro? Ho conquistato gli applausi col duro lavoro”
Bianchi-Torino, un legame indissolubile
—L'attaccante, intervistato ai microfoni di Radio Serie A da Dan Peterson, ha ripercorso i vari momenti della sua carriera, senza dimenticare la parentesi nel capoluogo piemontese. Bianchi ha infatti raccontato come, al momento del suo arrivo in squadra, abbia cercato di approfondire la storia di una delle società più famose d'Italia: "Al Torino ho avuto la fortuna di andare al museo e conoscere la storia di questa realtà, e devo dire che mi è entrata dentro perché è una cosa forte, una squadra di campioni". L'attaccante ha inoltre sottolineato quanto fosse unico il binomio Torino-Nazionale all'epoca del Grande Torino, rimarcando come "sia difficile oggi trovare 11 giocatori della stessa squadra che vadano a rappresentare una nazione", sottolineando come questo rimarchi l'importanza di una delle squadre più leggendarie della storia del calcio. L'ex numero 9 granata ha inoltre ricordato il suo rapporto con la tifoseria, analizzando i vari alti e bassi avuti dal centravanti nel suo periodo a Torino: "Il rapporto coi tifosi del Toro è particolare, sono arrivato a Torino senza godere di particolari simpatie ma col duro lavoro sono riuscito a conquistarmi l'affetto dei tifosi. Dopo un anno sono diventato capitano del Torino, è da li è nato un rapporto che definire unico è forse riduttivo: siamo entrati in simbiosi, io mi immedesimavo in loro e loro si immedesimavano in me. Questo aspetto qui mi ha fatto vivere momenti fantastici nel mio percorso in granata".
I numeri del centravanti: dalle frizioni con i tifosi ai 77 gol
—Il passaggio di Bianchi al Torino non fu ben accolto dalla tifoseria granata. Proveniente dalla Lazio, dove aveva raccolto appena 4 reti in 15 presenze, l'attaccante bergamasco ricorda come i tifosi si opposero fermamente al suo acquisto: "Tu da noi non avrai mai un applauso". Da quel momento in poi l'attaccante ha lavorato sodo per entrare non solo nel cuore della tifoseria, ma anche nelle rotazioni della squadra. Nei suoi 5 anni a Torino infatti Rolando Bianchi ha raccolto 180 presenze, condite da 77 reti tra Serie B e Serie A, riuscendo ad entrare nella Top 10 dei marcatori all time in maglia granata.
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