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D’Aversa presenta Torino-Parma in conferenza: “Primo match ball per la salvezza”

Irene Nicola
Irene Nicola Redattore 
Nuovo test per il Toro, il tecnico presenta la sfida con i ducali alla vigilia

Vigilia di Torino-Parma, il tecnico Roberto D'Aversa si presenta in conferenza stampa per parlare della prossima gara, la terza da quando è arrivato sulla panchina del Toro. Di seguito le risposte alle domande dei giornalisti presenti in Sala Conferenze.

Come inquadra la sfida domani? "Nell'arco di un campionato ci sono quattro o cinque partite che determinano il proseguo del campionato indipendentemente dagli obiettivi. Questa è una di queste. Non è un impegno semplice, il Parma è molto bravo a livello difensivo e fa tanti punti in trasferta. Dobbiamo avere la mentalità di cercare il risultato pieno"

Non ci sarà il tifo organizzato. Cosa significa non poter contare sul supporto dei nostri tifosi? "Il nostro pubblico è importante e ha sempre spinto, ci darebbe una grande mano. Ma la situazione ora è questa. Dobbiamo pensare alla partita, affinché un giorno possano tornare i tifosi a dare un contributo importantissimo alla squadra"

Il Torino ha dato buone risposte con le grandi, nelle altre è stato più pericolante. Qual è l’errore da non commettere?“Andare in campo con la frenesia di cercare di sbloccare o vincere la partita nell’immediato, le partite durano 90’ e dobbiamo pazientare perché concedono pochi spazi. Dobbiamo essere bravi tecnicamente, non forzare le giocate per la volontà di sbloccarla nell’immediato. Cercheremo di rendere bella la partita, che però si potrà sbloccare con palle inattive ma anche con un gesto tecnico, può diventare importante dove ci sono pochi spazi” 

Qual è l'obiettivo oltre la tranquillità da raggiungere al più presto? "Dobbiamo ragionare su ogni singola partita. Domani è una partita fondamentale per la partita, è il primo match ball per avvicinarci al nostro obiettivo del momento che è la salvezza. L'importanza della gara è questa. Poi, vincere domani può aprire anche scenari diversi in futuro. Ma il nostro obiettivo a oggi è il Parma, dobbiamo mettere lì tutte le nostre energie"

Dopo 31 formazioni diverse in 31 partite, lei ha confermato l’undici titolare per la prima volta. Intende proseguire sulla continuità?“Non do riferimenti per la formazione, ma giustamente i ragazzi per conoscersi devono giocare insieme. Sono arrivato due settimane fa, la seconda partita l’abbiamo giocata con due giorni in meno. La formazione la determina il lavoro settimanale ma anche la partita stessa. Vero che per conoscersi bisogna giocare frequentemente insieme, ma bisogna valutare tanti aspetti tra cui il lavoro settimanale e la condizione di chi sta crescendo” 

Come sta Adams? "E' un giocatore che per caratteristiche potrebbe risolvere la partita essendo molto tecnico. Non ha ancora i novanta minuti, ma non è detto che non lo si faccia partire perché non ha novanta minuti. Nella stessa partita se ne possono evolvere tre diverse, quindi le valutazioni vanno fatte anche in base a questo"

Come stanno Njie e Nkounkou? Come li valuta nel parco esterni? "Nkounkou, nonostante un fastidio in allenamento in settimana, si è allenato regolarmente. Aboukhlal invece non sarà con noi. Njie nasce come attaccante esterno, ha bisogno di giocare in ampiezza a piede invertito, Niels ha qualità molto importanti ma ci sono diverse letture e interpretazioni"

Casadei rende effettivamente di più da subentrante? “E’ un giocatore che deve trovare una continuità. A Napoli ha fatto gol entrando, ma poteva far meglio sul secondo gol. Dipende da lui. Cesare non è che renda più da subentrato o dall’inizio, cambia l’andare alla ricerca della continuità che si ottiene non solo in gara ma in settimana” 

Il Parma ha fatto della solidità difensiva il suo punto di forza. È l’aspetto che la preoccupa di più, considerando che il Toro d’altro canto più volte non è riuscito a esprimere il suo potenziale offensivo? “Noi dobbiamo ragionare sulle qualità ed eventualmente i difetti della squadra avversaria, dobbiamo lavorare affinché ci siano. Questa squadra fuori casa ha perso quattro volte, ha fatto 20 punti e sarebbero ottavi in classifica. Noi giochiamo in casa, sappiamo quanto è importante questa partita. Domani deve determinare la voglia di fare i risultati a tutti i costi più da parte nostra che da parte loro, con equilibrio e intelligenza. Questa squadra ha qualità tecniche e morali"

Nelle prime due gare in granata ha schierato lo stesso terzetto difensivo. Si sta formando una gerarchia più definita oppure Maripan e Marianucci potrebbero sparigliare le carte? “Non ci sono gerarchie per quanto mi riguarda. Hanno giocato gli stessi nelle prime due partite, ma tra i giocatori che stanno crescendo ci sono sia Marianucci che Maripan. Per domani a differenza delle due partite iniziali veramente ho diversi dubbi nella scelta di formazione, perché non ci sono gerarchie. Il rispetto per i giocatori è valutare tutti gli allenamenti fino all’ultimo momento. Ma ora mi porto diversi dubbi in tutti i reparti, per merito di chi non ha giocato ma sicuramente avrà il suo spazio e dovrà dimostrare di essere pronto” 

Come ha visto Anjorin?“Ha avuto in settimana la perdita della nonna. Ne sono dispiaciuto. Nonostante questo è rimasto qui ad allenarsi con continuità, è cresciuto in maniera esponenziale. Sto rivedendo l’Anjorin delle ventuno partite dell’anno scorso, che spesso e volentieri ha fatto la differenza” 

Lazaro può avere fiducia dopo una prestazione negativa?“Quando sono arrivato ho valutato il lavoro da quando sono qui, non quello precedente. Valutando il lavoro settimanale e le due partite c’è la possibilità di fare un cambiamento, ma non parlo di singoli. L’esaltazione del singolo avviene solo se la squadra va in campo da squadra. Il Torino se ha trenta punti vuol dire che non sempre è accaduto questo. Nella squadra si esalta il singolo. Nella scelta della formazione valuto allenamenti e partite, non ci sono gerarchie fisse e quindi bisogna sempre fare scelte iniziali, che con il senno di poi possono essere giuste o sbagliate” 

Aboukhlal è l'unico non convocato?"Sì"

Ha detto che ci possono essere tre partite in una partita. Dove può fare il Toro la differenza e quale reparto sarà decisivo?"Il Parma fuori casa ha sempre fatto sì che le squadre avversarie non esprimessero le migliori prestazioni. Noi dobbiamo ragionare sul valore e l'importanza della nostra squadra, la differenza la può fare la tecnica quando gli spazi sono chiusi, il ragionamento nella scelta e in quelli che possono essere i vantaggi di una partita. La differenza poi la fa sempre l'interpretazione"

Come vede il lavoro di Cuesta a Parma? “Ha plasmato a modo una squadra che ha l’obiettivo della salvezza. Non credo sia fortuna la sua, ottenere quei punti vuol dire che la squadra ha lavorato fisicamente, mentalmente e tatticamente. Stanno ottenendo il risultato con il minimo sforzo e Cuesta sta facendo benissimo” 

Non è la prima volta che affronta il Parma da avversario. Quali ricordi riaffiorano nella sua testa?Nella partita non c’è spazio per le emozioni, Parma è stato il mio miglior periodo da allenatore” 

Come contrastare i calci piazzati, arma a disposizione del Parma? "Pellegrino fa la differenza. Cercheremo di fare bene sulle palle inattive, ragioneremo anche sulla struttura fisica nelle valutazioni"

Cosa cambia senza Bernabè? "Nel caso in cui lo sostituisse Nicolussi Caviglia, avremmo a che fare con un palleggiatore e quindi cambierebbe l'interpretazione a livello difensivo"

15.12 - Termina qui la conferenza stampa di D'Aversa