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Lecce-Torino 2-1, la moviola: gialli nel finale e rigore dopo l’on-field review

Matteo Curreri
Direzione lineare di Mariani, rigore assegnato al Toro solo dopo la revisione

Lecce rimane un campo stregato per il Torino, così come lo è stata l’ultima settimana, in cui i granata hanno dovuto fare i conti con due sconfitte che accendono un campanello d’allarme attorno alla squadra di Baroni. Una sconfitta, quella del Via del Mare, maturata in due minuti, che ricorda da vicino altre gare in cui lo svantaggio ha innescato un cortocircuito paralizzante, poi sigillato da altri palloni raccolti nella propria rete, fino alla chiusura definitiva dei giochi. E ora i numeri si fanno ulteriormente preoccupanti, soprattutto in ottica difensiva. Ironia della sorte, anche nel bilancio con cui i granata salutano al triplice fischio l’arbitro Mariani. Prima del ko maturato con i gol di Coulibaly e Banda, i granata potevano vantare, nelle partite dirette dal fischietto di Aprilia, 13 vittorie e 12 sconfitte. Ora il bilancio è perfettamente in equilibrio. Una gara piuttosto corretta, in cui i cartellini sono stati estratti soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Globalmente poco lavoro per Mariani, che soltanto nel finale, in occasione del rigore assegnato al Torino, è stato chiamato a una decisione potenzialmente decisiva, sulla quale è dovuto intervenire il Var per giungere alla scelta corretta.

Lecce-Torino 2-1, primo ammonito solo al 78'

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Il Lecce ha sbloccato la gara che lo ha condotto alla prima vittoria stagionale davanti al proprio pubblico al 20’, con il calcio d’angolo battuto da Berisha e trasformato in rete di testa da Coulibaly. Berisha ancora protagonista un paio di minuti più tardi, con una palla illuminante che ha tagliato tutta la difesa granata per servire Banda sul secondo palo, con Pedersen disattento in marcatura. L’esterno salentino era sul filo del fuorigioco, ma il gol è stato immediatamente convalidato: a tenerlo in gioco era infatti Nkounkou, piazzato esattamente sul lato opposto dell’area di rigore. Il primo tempo è filato liscio per il direttore di gara, così come gran parte della ripresa, in cui al 57’ il Torino ha accorciato le distanze su una transizione ben orchestrata da Vlasic, bravo a servire Ché Adams, la cui conclusione di destro è stata deviata in porta dalla scivolata di Tiago Gabriel. Soltanto al 78’ Mariani ha estratto il primo cartellino della partita: protagonista Cesare Casadei, al suo quarto giallo stagionale, per un intervento scomposto e imprudente su Coulibaly a centrocampo. All’80’ è arrivato invece il primo ammonito dei padroni di casa, Ylber Ramadani, che ha interrotto uno spunto in velocità di Ngonge trattenendolo vistosamente. Nessun dubbio per l’arbitro, che un minuto più tardi ha annotato sul taccuino anche il nome di Danilo Veiga, per una situazione analoga: Aboukhlal si era acceso palla al piede ed era stato trattenuto per un braccio dal portoghese.

Contatto Morente–Coco: il VAR porta al rigore

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Nel finale, all’83’, è stata sanzionata l’entrata in scivolata di Saul Coco ai danni del neo entrato Kaba, autore di una giocata di grande forza fisica nella trequarti avversaria. Coco ha preso soltanto le gambe dell’avversario: giallo inevitabile. A quattro minuti dalla fine è arrivato l’episodio che ha concesso al Torino la possibilità di tornare a casa con un punto: Asllani, da sinistra, ha battuto un corner corto su cui Coco è arrivato in anticipo, subendo il colpo di Tete Morente, che nel tentativo di allontanare il pericolo lo ha colpito facendolo cadere. Mariani inizialmente non ha fischiato l’intervento scomposto, ma dopo il check in progress è stato richiamato al monitor. Le immagini mostrano Tete Morente colpire nettamente il piede destro di Coco, pur toccando anche il pallone, che cambia direzione. Ma l’arbitro non è dello stesso avviso: “A seguito di revisione, il numero 7 del Lecce calcia il piede dell’avversario senza mai toccare il pallone: decisione finale calcio di rigore”. Indipendentemente dal tocco, Coco è stato evidentemente colpito in ritardo, quindi la decisione è corretta. Poi ci ha pensato Falcone a neutralizzare il tentativo dagli undici metri di Asllani. L’ultimo ammonito è stato Ngonge, punito per aver atterrato Sottil, protagonista di una scorribanda verso l’area di rigore.