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TURIN, ITALY - MARCH 1: Rafael Obrador of Torino FC in action during the Serie A match between Torino FC and SS Lazio at Stadio Olimpico di Torino on March 1, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
“Siamo partiti un po’ contratti, ma per 70 minuti poi abbiamo fatto un’ottima gara… I ragazzi hanno messo in pratica i due-tre concetti basilari”. Le parole di Roberto D’Aversa dopo Torino-Lazio danno subito la chiave: non una vittoria di dominio, ma una vittoria di interpretazione e concretezza. Il Torino chiude 2-0 nonostante, come registra SofaScore, abbia meno palla (45% contro 55%) e meno volume di gioco (468 passaggi contro 588), ma porta la partita sui binari che voleva, colpendo nei momenti giusti e proteggendo il risultato con una fase difensiva finalmente “da Toro”.
Le occasioni raccontano un copione particolare. La Lazio produce leggermente di più in termini di pericolosità attesa (xG 0.94 contro 0.69), ma il Torino è più efficace. I tiri sono praticamente in equilibrio (13 a 12) e anche le grandi occasioni dicono parità (1-1), però cambia tutto nel modo in cui vengono sfruttate: il Toro converte la propria chance “vera” (grandi occasioni realizzate 1-0) e chiude avanti nei tiri in porta (5-3). In area, i granata non stravincono (tiri in area 8-8; tocchi in area avversaria 18-22), ma bastano due fiammate per indirizzare la serata: i gol degli attaccanti e la sensazione che, quando si arriva alla scelta finale, la Lazio sia meno lucida (una grande occasione sprecata).
L’atteggiamento, invece, è tutto nel lavoro senza palla e nella capacità di reggere l’onda. Il Torino concede campo (ingressi nel terzo offensivo 28 a 55 per la Lazio), ma non si sfalda. La formazione dei padroni di casa aumenta il peso difensivo con più recuperi (44-38), più intercetti (9-7) e soprattutto molte più chiusure (29-17), oltre a un numero di contrasti totali superiore (16-14). È una partita “sporca” anche nei dettagli. Più falli per il Toro (13-5) e più duelli. Ma la differenza la fanno gli episodi forzati, perché la Lazio paga due errori che portano al gol. Meno palleggio, più sostanza per i granata: una vittoria costruita su solidità e cinismo.
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