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Dalla squalifica per scommesse a quell’assist al Toro: ecco il D’Aversa calciatore

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Ripercorriamo le principali tappe della carriera da giocatore di Roberto D'Aversa, nuovo allenatore del Torino per cercare la salvezza
Federico De Milano
Federico De Milano Caporedattore 

Il Torino ha scelto di affidarsi a Roberto D'Aversa come allenatore per cercare di rialzarsi e di evitare la retrocessione in Serie B. L'allenatore nato in Germania si è presentato in conferenza stampa questa mattina e ha raccontato anche del suo passato da direttore tecnico nella Virtus Lanciano, esperienza nella quale aveva lavorato proprio con Marco Baroni. Prima ancora di questi impieghi "fuori dal campo" il nuovo tecnico del Toro era però un calciatore: ripercorriamo le tappe principali della sua carriera.

D'Aversa, centrocampista dinamico e duttile che ha fatto la scalata dalla Serie C

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Roberto D'Aversa era un centrocampista dinamico che era in grado di ricoprire diversi ruoli e che faceva del fisico anche una sua dote in mezzo al campo. Essendo alto 185 centimetri riusciva a far valere la sua forza in mediana, unendola anche a una buona tecnica di base. L'attuale allenatore del Torino giocava spesso sia da centrocampista centrale (come mezzala oppure nei panni di interditore davanti alla difesa) che anche da trequartista all'occorrenza. Raramente ha anche svolto il ruolo di esterno destro dove poteva giocare sfruttando il suo piede forte.

L'inizio di carriera di D'Aversa è subito molto promettente perché completa il settore giovanile con la maglia del Milan, pur non arrivando mai al debutto in prima squadra ma ottenendo comunque due convocazioni per la Coppa Italia contro il Piacenza a fine 1993. Dopo la fine dell'esperienza in rossonero, decide di accettare la proposta del Prato in Serie C e da lì inizia la sua scalata verso le categorie più nobili del calcio italiano.

Dalla squalifica per scommesse a quell’assist al Toro: ecco il D’Aversa calciatore- immagine 2

Il salto dalla Serie B alla A e poi sei mesi di squalifica per calcioscommesse

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Dopo Prato, transita anche a Casarano ma poi spicca il primo volo con la divisa del Monza. In Brianza D'Aversa riesce infatti a ottenere la promozione dalla Serie C alla B nell'estate del 1997. Per lui arrivano poi altre esperienze importanti con Cosenza, Pescara, Sampdoria e Ternana - sempre in cadetteria - finché nell'estate del 2003 arriva la chiamata del neopromosso Siena per andare a debuttare in Serie A. La prima stagione in bianconero è positiva con ben 29 presenze arricchite anche da un gol e due assist ma poi l'anno successivo arriva il momento più basso della carriera del centrocampista classe 1975.

Nel 2004 il calcio italiano è infatti coinvolto da una vicenda legata a partite macchiate dal "calcioscommesse" e tra i nomi tirati in ballo c'è anche quello di Roberto D'Aversa. Il nuovo allenatore del Toro nell'estate 2004, al termine dell'inchiesta, venne squalificato per sei mesi dalla Corte di Giustizia Federale. Per assistere al suo rientro in campo bisogna attendere il gennaio 2005 e avviene ancora con la maglia del Siena in Serie A. Rimane poi in massima serie anche con il Messina per il campionato 2006/07 prima di scendere poi in B con la formazione siciliana. Il finale di carriera lo vede impegnato in cadetteria anche con le maglie di Treviso, Mantova, Gallipoli, Triestina e poi infine in Serie C con la Virtus Lanciano, club con cui si ritira nel 2013 non prima di essere riuscito a riportarlo in Serie B.

In conclusione la carriera di Roberto D'Aversa conta 28 gol e 27 assist messi a referto, 484 presenze distribuite su 20 anni di esperienza da calciatore. In questo bottino si possono ricordare anche otto sfide che ha giocato contro il Torino tra Serie A e B - con due sole vittorie - ma anche con un assist prezioso con la maglia del Monza nella Serie B del 1998/99 che contribuì a firmare il pareggio per 3-3 con cui i brianzoli fermarono i granata di Mondonico allo stadio Delle Alpi.