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D’Aversa rimpiazza Baroni e cambia il Toro: due cose in meglio e due in peggio

D’Aversa rimpiazza Baroni e cambia il Toro: due cose in meglio e due in peggio - immagine 1
Interpretazione e atteggiamento, con alcune carenze e situazioni ancora da risolvere: cos'è cambiato nel passaggio da un allenatore all'altro?
Davide Bonsignore Redattore 

Come il silenzio può essere una risposta, positiva o negativa, così l'assenza di cambiamento può essere essa stessa un cambiamento, positivo o negativo. La stagione del Toro vive un momento di transizione: da due giornate sulla panchina granata non c'è più Marco Baroni, che la società ha esonerato per lasciare spazio a Roberto D'Aversa, nelle vesti di Caronte che attraverso il fiume della lotta salvezza deve condurre la zattera granata verso la permanenza in Serie A. In due partite con il nuovo tecnico abbiamo già avuto la possibilità di farci un'idea sul vestito che sta indossando il nuovo Toro. Un Toro rinnovato, per alcuni aspetti, ma che in altri svela sempre gli stessi arcani: analizziamo nelle prossime righe due aspetti che sono migliorati con il cambio di allenatore e due che, invece, sono rimasti uguali.

Interpretazione e atteggiamento: le due parole chiave di D'Aversa

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Nelle poche conferenze stampa tenute dal tecnico nella sua esperienza in granata fin qui, tra le parole più usate ne figurano due di grande importanza: "Interpretazione" e "atteggiamento". Sono due parole rilevanti che possiamo annoverare tra i cambiamenti in positivo che il nuovo Toro di D'Aversa sta mostrando. L'atteggiamento è fondamentale per una squadra che deve lottare per la salvezza, e non è strutturata per farlo. Nelle ultime due gare i granata sono scesi in campo con un piglio diverso: contro la Lazio proprio la determinazione ha fatto la differenza e contro il Napoli, seppure lo scarto tecnico tra le due squadre abbia pesato ai fini del risultato finale, i granata si sono comunque mostrati attenti e concentrati, capaci anche di entrare in partita con buona grinta all'occorrenza (come in seguito al gol di Casadei).

Dall'altra parte, poi, quando D'Aversa sottolinea come a fare la differenza non sia il modulo ma l'interpretazione dello stesso, non sta dicendo una frase fatta. Il tecnico granata ha preso il 3-5-2 di Baroni e l'ha reinterpretato. Il ruolo di Vlasic resta simile ma avanza di qualche metro, occupandosi prevalentemente di una metà del campo, con l'altra che è coperta da una delle due punte, ora quasi trequartista aggiunto. L'altro attaccante si occupa di far salire la squadra e muovere la difesa avversaria. Con un Vlasic più avanzato, gli altri due centrocampisti non possono più essere sbilanciati e devono occupare il centro quasi come due mediani. Così, ecco che il 3-5-2 è presto diventato un 3-4-2-1. A livello tattico e di gioco, questo piccolo grande cambiamento nell'interpretazione del modulo sembra stia portando un calcio non esteticamente bello ma concretamente più efficace. Quello che serve al Torino in questo momento.

Gli errori sui cross e quel caso Maripan: alcune cose non cambiano

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Se prima parlavamo di come l'assenza di cambiamento possa trasformarsi in un cambiamento... ecco, in questo caso si trasforma in un peggioramento. Il cambio alla guida tecnica ha variato alcuni aspetti del Torino, dentro e fuori dal campo - come abbiamo analizzato nelle righe sopra -, ma alcune cose sembrano non voler cambiare. Su tutte c'è la difficoltà del Torino nel difendere sui cross. Era diventato virale il "castello" di Baroni: un'impostazione difensiva che sui calci piazzati non ha decisamente portato i suoi frutti. Celebre la marcatura di Vlasic su Pellegrino, del Parma, con i 14 cm che separano le altezze dei due giocatori. E ancora con D'Aversa questa debolezza dei granata sembra non essere stata risolta. Contro il Napoli il cross di Spinazzola ha messo seriamente in difficoltà Lazaro che si è fatto sormontare da Politano (nonostante sia 9 cm più basso). Sulla sponda di testa, poi, nessuno dei giocatori granata è riuscito a mettere in difficoltà la conclusione di Elmas per il raddoppio partenopeo.

Ad aggiungersi ai non-cambiamenti/peggioramenti, anche la situazione di un singolo: Guillermo Maripan. "El Toqui" è un giocatore che, quando è stato in campo, si è sempre mostrato come uno degli elementi più solidi della pessima difesa granata. Eppure, prima con Baroni e ora con D'Aversa, sembra che il Toro stia facendo di tutto per riuscire a fare a meno del cileno. Situazione contrattuale? Poco impegno in allenamento? Non ci sono certezze sulle motivazioni del basso minutaggio di Maripan. Quel che è evidente è che il Torino continua a prendere gol... e Maripan continua a non giocare.