Roberto D'Aversa sarà presentato ufficialmente questa mattina nella sala conferenze dello stadio Olimpico-Grande Torino. Il tecnico è atteso alle 11.30 per rispondere alle domande dei giornalisti.

LE VOCI
D’Aversa si presenta: “Dobbiamo riportare entusiasmo e coraggio”
11.15 - Si attende l'arrivo del tecnico in sala conferenze
11.42 - Arrivati D'Aversa, Petrachi e Cairo
La presentazione di D'Aversa
—Parla D'Aversa: "Vorrei ringraziare il presidente e il direttore sportivo. Non è mai bello sostituire un collega, li ringrazio per aver pensato a me come soluzione dei problemi che il Torino ha in questo momento: dobbiamo essere realisti, siamo vicini alla zona retrocessione e non compete a questo club e al potenziale di questa squadra. Sono orgoglioso di rappresentare questa città e questo club. Arrivo con grande voglia, non ero mai stato fermo così tanto da quando faccio calcio. Dobbiamo riportare il Torino dove gli compete".
Come vive un contratto di 4 mesi?
“Ogni allenatore vorrebbe iniziare la stagione, ma quando chiama il Torino bisogna rispondere presente. Il valore di questa squadra non rispecchia la classifica. Quando è arrivata la chiamata ho subito accettato, anche per l’importanza del club, una squadra storica”.
Come pensa di migliorare la squadra?
“Questa squadra non ha subito gol per 9 partita ma è la peggior difesa del campionato, è un aspetto da migliorare. La cosa importante è riportare un po’ di entusiasmo, devo dare certezze cercando di migliorare quel che c’è da migliorare”.
Pensa di cambiare modulo?
“Sono valutazioni che si fanno dopo aver allenato sul campo. Ci sono tanti centrali e solo due terzini di ruolo, penso che la disposizione più consona sia la difesa a 3. Ma non è il sistema di gioco che cambia le cose, è l’atteggiamento. È l’occupazione degli spazi a fare la differenza, l’importante è l’interpretazione e la mentalità da portare sul campo. Questi ragazzi rappresenta una squadra che ha sempre messo sul campo tutto quello che aveva”.
Ha già parlato con Anjorin e Ismajli?
“No, ho parlato molto col direttore e il presidente. Anjorin non ho avuto dubbi a prenderlo, viene da un club importante. La sua storia parla di tanti infortuni, ma ha dimostrato di essere un giocatore importante. Marianucci ha fatto un percorso di crescita, col lavoro ha migliorato le gerarchie. Ismajli l'anno scorso ha fatto il miglior campionato della sua carriera, è un guerriero e ha giocato anche con la mano fratturata: al giorno d'oggi si trovano pochi giocatori con questo senso d'appartenenza. Permette di giocare aggressivi nella metà campo avversaria, sa trascinare il gruppo”.
Come crede di agire sulla testa dei giocatori?
“Bisogna dare innanzitutto entusiasmo e scendere in campo con il coraggio. Nonostante i valori tecnici, nell’ultima partita la squadra perdeva subito palla dopo averla recuperata: forse è scesa in campo senza coraggio. Dobbiamo cercare di mettere in difficoltà gli avversari e lottare su ogni palla”.
Quale sarà primo messaggio alla squadra? Quanti punti servono?
La classifica va vista, bisogna essere realisti. Se siamo in questa posizione di classifica dobbiamo esserlo e capire se ci siamo perché dobbiamo migliorare alcuni aspetti o l’errore più grande sarebbe pensare di non poter essere risucchiati. Non ho ancora visto i ragazzi, ma lo scossone lo avranno subiti: quando c’è un esonero si rendono responsabili. Bisogna trasmettere serenità e buttarci nel lavoro”.
Ha già parlato con Baroni?
“Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ero un dirigente e ha fatto un grandissimo lavoro. Devo fare valutazioni senza essere influenzato da quello che è successo in passato. In futuro lo chiamerò ma ora non voglio farmi influenzare”.
Che cosa non ha funzionato negli ultimi anni?
“L’anno scorso abbiamo fatto un gran campionato, avevamo una rosa non ampia e abbiamo avuto infortuni importanti. Non siamo stati fortunati, abbiamo avuto cinque crociati. Qualche incidente di percorso, quando si allena chi lotta per non retrocedere, può avvenire. Qua c’è tutto il potenziale per fare bene, questa è una grande possibilità per me”.
Vuole lanciare un appello ai tifosi?
“Il tifoso del Toro è la storia del club, un pubblico tra i più importanti d’Europa. Giocare con i tifosi è diverso che avere lo stadio vuoto. La squadra ha bisogno del pubblico e deve invogliarlo, deve esserci unità d’intenti. Il nostro obiettivo in questo momento è salvarci e loro sono fondamentali. Il pubblico può portare 6 o 7 punti in campionato, mi auguro ci sia possibilità di aprire anche gli allenamenti ai tifosi perché dobbiamo ricompattarci. In questo momento dobbiamo ragionare solo sull’importanza del club”.
Si può prendere l’impegno di aprire il Filadelfia’
“Dobbiamo ragionare tutti con lo stesso pensiero, con l’importanza di preservare la categoria. Non porta vantaggi aprirlo per essere contestati, ma porta vantaggi essere sostenuti. Venire a vedere come si alleneranno duramente durante la settimana può far capire che le difficoltà dipendono da tanti fattori. Da parte mia non c’è alcuna preclusione. A Empoli, piazza non paragonabile, le porte erano sempre aperte fino al giovedì e venerdì. Nei primi giorni della settimana dove non si fanno lavori tattici siamo disponibili ad aprire ai tifosi. Credo che ci debba essere compattezza, tutti quanti insieme possiamo portare il Torino all’obiettivo finale”.
Pensa di portare modifiche per segnare di più?
“Lavoreremo per migliorare questi aspetti. La differenza reti corrisponde alla posizione di classifica: in questo momento il potenziale è migliore di quello che la squadra sta rappresentando in questi aspetti. È sempre il campo che ci dirà come interpretare la gara”.
Quali sono le priorità per la Lazio? Che idea si è fatto su Vlasic?
“Dal vivo ho visto le due partite di Roma e Vlasic mi ha stupito molto, non pensavo fosse così completo. Concretizza, fa gol ed è molto forte in entrambe le fasi: può giocare sia a destra sia a sinistra, sarebbe deleterio allontanarlo da quelle zone di campo. Può stare in tutte le zone intermedie del campo”.
A Marassi Vlasic ha fatto degli esempi, c’è chi vive il Toro come un lavoro impiegatizio? Si riapre un ballottaggio in porta?
“In porta si stabiliscono gerarchie a inizio campionato. Farò valutazioni con lo staff e li vedrò, ma l’idea è continuare con Paleari perché conosce il campionato italiano, ha più esperienza e la comunicazione è importante. Io non ho mai fatto la formazione in base ai nomi, sta a loro. Non so come la squadra lavorasse prima, con me si fa colazione e pranzo insieme e poi la squadra riposerà il pomeriggio. Il discorso che ha fatto Vlasic lo dovrebbe pensare ogni singolo giocatore, se poi non ci arriva ci sarà l’imposizione”.
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