Non si salva nulla della partita di Como. Ma proprio nulla. Nessuno ha dato un barlume di vita. Men che meno mister Marco Baroni, il cui unico merito fino a questo momento sotto la Mole è stato qualificare la squadra ai quarti di finale di Coppa Italia. Per il resto non sta trasmettendo nulla, né a livello empatico né a livello di gioco né a livello di crescita dei singoli giocatori. Un piattume spaventono ben riflesso dalle due scoppole subite a distanza di un mese e mezzo dal Como di Cesc Fabregas. Il Torino delle due sfide contro la Roma tra Coppa Italia e Serie A aveva ricordato Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde, la gestione di Baroni da luglio a oggi ricorda un'altra opera letteraria di grande prestigio, molto rivalutata negli ultimi anni: "Quer pasticciaccio brutto di via Merulana" di Carlo Emilio Gadda. Togliete il riferimento alla via romana e metteteci "della gestione Baroni" e avrete trovato la perfetta fotografia del semestre granata del tecnico ex Hellas Verona e Lazio.

Il Tema
Torino, a Como va in scena “Quer pasticciaccio brutto della gestione Baroni”
Da Milano con l'Inter a Como: una stagione all'insegna dei tracolli
—L'aspetto più preoccupante è che Baroni naviga nella confusione più totale fin dai primi calci dati al pallone in estate. Inutile ribadirlo: era partito a San Siro contro l'Inter per far vedere al calcio italiano un Torino abile nel palleggio, capace di dominare il possesso palla, di stanare l'avversario con le sue trame per poi affondare il colpo. Sempre di più la partita persa 5 a 0 contro la capolista Inter rappresenta una cartina al tornasole di una gestione pasticciata e fin qui ampiamente insufficiente. Baroni ha cercato dei correttivi (immediata abolizione della difesa a quattro) ma ha perseverato in alcune scelte troppo spesso incomprensibili. E così puntualmente sono arrivati i dati da pagare contro squadre più in salute e più organizzate: l'Atalanta nel miglior momento con Juric in panchina, il Como all'andata e al ritorno. Difficile parlare del confronto tra Fabregas e Baroni dopo l'umiliante vittoria per 6 a 0 del Como sul Torino. Probabilmente è lo specchio non soltanto di quanto seminato dai due tecnici sulle rispettive panchine ma è anche lo specchio di quanto fatto dalle due proprietà negli ultimi anni e tutto ciò denota un abisso attualmente incolmabile tra chi ha un progetto e chi naviga pericolosamente a vista.
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