La contestazione dei tifosi verso Urbano Cairo e la sua gestione del Torino è ormai continua e ben lontana dal placarsi. Negli anni i tifosi si sono fatti sentire tramite cori, marce, striscioni e spesso anche con il semplice silenzio. La disfatta di Como è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e la curva Maratona si prepara ora a lasciare vuoto il settore per tutti i novanta minuti nella gara contro il Lecce. Una decisone forte, discussa da tanto tempo e che domenica alle 12:30 diventerà realtà.

IL TEMA
Torino, il silenzio della Curva: cronaca di una lunga contestazione
Agosto 2024: la cessione di Bellanova
—La contestazione dei tifosi del Torino contro Urbano Cairo è latente ormai da tanti anni e un punto di svolta si può forse trovare nell’estate del 2024, quando Raoul Bellanova viene ceduto all'Atalanta. La cessione di un giovane talento che non aveva espresso il desiderio di separarsi dal Toro scatena un’ondata di rabbia nella tifoseria, già stanca di una gestione che appare aziendalista. Prima del match di campionato contro l’Atalanta, centinaia di tifosi organizzano una marcia verso lo stadio, con striscioni e cori volti a sottolineare che il Torino è dei tifosi, non di Urbano Cairo.
4 maggio 2025: la prima grande marcia di protesta
—Il 4 maggio 2025 rappresenta un momento simbolico della contestazione granata. In quella che è la giornata più importante della storia del club, dedicata al ricordo del mito del Grande Torino, centinaia di tifosi hanno sfilato in corteo con striscioni e cori per manifestare il loro malcontento verso la gestione di Cairo. La marcia, partita dal Bar Norman in piazza Solferino, si è conclusa a Superga. Tuttavia, il corteo non aveva l’intento di oscurare la memoria degli Invincibili e, una volta giunti alla Basilica, si sono svolte tutte le consuetudini previste, dalla Messa alla lettura dei nomi dei caduti, con rispetto e devozione verso un pezzo di storia del calcio italiano. La giornata ha mostrato una netta separazione tra il momento commemorativo e quello della protesta, con la piazza che ha chiaramente espresso il proprio dissenso nei confronti della società. A sostenere la tifoseria c’erano anche figure di spicco come Pasquale Bruno, tifoserie gemellate come quella del Genoa e alcuni tifosi del River Plate. A fine della giornata la sensazione è chiara: la tifoseria del Torino è stufa e rivendica un Toro diverso, un Toro che sembra appartenere al passato, lontano da quello di Cairo, che come dichiarato quel giorno dall'ex calciatore granata Pasquale Bruno, appare ai tifosi come: "20 anni di nulla".
Settembre 2025: 13 mesi, 3 marce distinte
—Appuntamento simbolico al Filadelfia, cori e striscioni: un pattern che inizia a ripetersi e diventare familiare nell'ambiente Toro. È il 21 settembre 2025 e il tifo organizzato del Torino si prepara a Torino‑Atalanta in un clima di totale contestazione. I bersagli sono come al solito Cairo e l’ex direttore sportivo Vagnati. A colpire particolarmente è uno striscione che recita: “Dopo Superga la sciagura peggiore. Vattene, millantatore”, un simbolo potente del sentimento dei tifosi. Nonostante la protesta, il sostegno alla squadra resta: la curva non abbandona i propri colori né la propria fede, ma si rivolge a chi, agli occhi del popolo granata, tiene il Torino prigioniero. La manifestazione, completamente pacifica, si conclude allo stadio, dove i tifosi continuano però la protesta.
25 settembre 2024: 45 minuti di stadio vuoto in Coppa Italia
—Il 25 settembre 2025, in occasione della sfida di Coppa Italia contro il Pisa, i tifosi scelgono di lasciare vuota la Curva Maratona per i primi 45 minuti di gara. Il gesto non segnala un abbandono della squadra, ma un'altra protesta contro la dirigenza, in particolare dopo le parole di Cairo sul cosiddetto “acufene”, termine con cui il presidente aveva definito le contestazioni. Un commento che aveva suscitato rabbia tra i tifosi, percepito come la dimostrazione di distacco e superficialità rispetto al malcontento del popolo granata. Senza il sostegno della tifoseria organizzata, lo stadio appare freddo e vuoto, e il messaggio è chiaro: l'identità del club passa attraverso l'unico vero legame che non si spezzerà mai, quello con i tifosi.
Gennaio 2026: Como e il discorso al Filadelfia
—Dopo il pesante 6-0 contro il Como, terminato con i tifosi a colloquio con i giocatori sulle balaustre del settore ospiti, il malcontento raggiunge lo Zenith. I tifosi, tornati a Torino, si radunano al Filadelfia per un confronto diretto con la squadra. Qui, Petrachi prende la parola davanti alla tifoseria e cerca di rassicurare la folla, nonostante la disfatta vissuta a Como. Tutto questo culmina con il comunicato diffuso dalla Curva in vista della sfida contro il Lecce, il più duro e radicale di tutta la contestazione. Nel testo, i tifosi definiscono il 6-0 di Como non come una semplice sconfitta, ma come l’ennesima umiliazione, la fotografia di anni di gestione che avrebbero svuotato il Torino di identità, ambizione e rispetto. Viene denunciata una società che “parla e non costruisce, promette e non mantiene”, accusata di aver privato il club dei suoi valori storici. Da qui la decisione più forte: lasciare la Curva Maratona completamente vuota per tutta la partita. Una scelta che gli stessi tifosi definiscono dolorosa e persino contraria ai propri ideali, ma ritenuta necessaria per difendere il Torino. Il messaggio è chiaro: non si tratta di disinteresse né di abbandono, ma di un segnale estremo, un gesto simbolico per trasformare il malcontento in azione concreta. “La Curva che manca parla più di qualsiasi coro”: una frase che diventa la sintesi perfetta dello stato d’animo della tifoseria e della frattura ormai profonda con la gestione Cairo.
Un silenzio assordante
—La partita contro il Lecce sarà inevitabilmente segnata da un clima particolare, lontano dalla normalità di una domenica di Serie A. In un momento delicato il popolo granata sceglie di trasformare la frustrazione in un silenzio più che mai visibile e concreto, con l'obiettivo di farsi ascoltare.
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