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TURIN, ITALY - JANUARY 18: Cesare Casadei of Torino FC in action during the Serie A match between Torino FC and AS Roma at Stadio Olimpico Grande Torino on January 18, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
E contro la Roma è arrivata la quinta sconfitta del Torino nelle ultime sei partite giocate in casa, ma non solo visto che negli ultimi due mesi e poco più i granata hanno vinto una sola volta in campionato. Spero che nessuno si sia esaltato per la vittoria contro i giallorossi in Coppa Italia, visto che sì, il Torino ha giocato una bella partita, ma contro una Roma che non aveva attacco e con mezza difesa fuori. In effetti, domenica sera la Roma si è presentata con il nuovo acquisto Malen, che ha fatto ballare tutta la difesa granata, poi ci sono stati i rientri di Pellegrini, Mancini e Ndicka, oltre a Dybala dal primo minuto, e la differenza rispetto a mercoledì all'Olimpico di Roma si è vista.
Toro dominato per tutto il primo tempo, poi una leggera reazione nei secondi 45 minuti, dove i granata hanno anche sfiorato in diverse occasioni il gol, infine la rete di Dybala che ha messo a tacere tutti. È indiscusso che la qualità dei granata è quella che conosciamo tutti, ovvero un livello in classifica che si intervalla tra l'11° e il 14° posto. Inoltre, oggi con i due gol subiti, continua ad essere la peggior difesa del campionato insieme al Verona con 34 reti. Davvero male la retroguardia granata e non si spiega il declassamento di Maripan in panchina rispetto alla titolarità come centrale di Tameze. Inutile dire che se un giocatore nasce centrocampista puoi farlo giocare in qualsiasi ruolo, ma rimane un adattato che non ha le doti del difensore. Inoltre, il numero 61 granata ha giocato davvero male, perdendo i duelli con Pellegrini e Malen, idem per Coco che dall’altra parte si è imbattuto nel miglior Dybala di stagione, che dalla sua parte ha fatto l’assist per il primo gol giallorosso e poi ha suggellato il successo siglando il raddoppio. Un po’ meglio ha fatto Ismajli, vincendo molti duelli aerei, ma con Malen ha ballato senza storie.
La pressione della Roma dal primo minuto ha messo chiaramente in difficoltà i centrocampisti granata, primi fra tutti Vlasic, spesso in difficoltà nel trovare la posizione. Un buon inizio lo aveva avuto Gineitis per poi perdersi dopo venti minuti di gioco. Molto meglio Ilkhan, sempre grintoso e capace di andare in contrasto con giocatori più prestanti fisicamente, ma anche bravo in alcuni lanci precisi per i suoi compagni. Sicuramente il turco avrebbe bisogno di più aiuto nella mediana per far valere le sue indubbie qualità tecniche. Con Simeone in panchina, acciaccato, il peso dell’attacco si è riversato su Adams e Ngonge. Se il primo si è battuto dal primo all’ultimo minuto sfiorando anche il gol, il secondo si è fatto vedere per due tiri costruiti bene ma finalizzati centralmente tra le braccia del portiere, davvero troppo poco visto che non è riuscito ad assistere il suo compagno di reparto. Pare ovvio che le fasce non abbiano mai funzionato, nonostante Lazaro abbia sfiorato il gol con un bel tiro di prima, ma respinto bene da Svilar.
Quello che fa male ed è davvero fastidioso è vedere che lo Stadio Grande Torino sia diventato terra di conquista per chiunque. Se non arrivano rinforzi - e la vedo dura, ma si spera in qualche magia di Petrachi - difficile che si possa invertire la rotta. Sabato si dovrà affrontare il Como e lì c'è davvero poco da scherzare.
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