Dopo la disfatta di Como, il Torino non ha fatto scelte drastiche ma ha optato per una soluzione intermedia: nessun cambio di allenatore, un giorno e mezzo di riposo e poi tutti in ritiro. Che scatterà oggi, martedì 27 gennaio, in vista (almeno) della gara contro il Lecce. I granata non possono più permettersi passi falsi e all'orizzonte c'è una gara da non sbagliare assolutamente per evitare di complicare una classifica già tutt'altro che esaltante.

IL TEMA
Toro, si corre ai ripari: scatta il ritiro, contro il Lecce non si può sbagliare
L'idea ritiro di Petrachi già a inizio gennaio
—Il ritiro era all'orizzonte già a inizio gennaio, dopo la sconfitta beffarda contro il Cagliari. La "minaccia" di Petrachi era arrivata prima della gara contro il Verona, primo appuntamento di un lungo tour de force. "Una risposta importante o si andrà in ritiro", si potrebbe parafrasare il messaggio del ds granata. Al Bentegodi la risposta della squadra è arrivata, un convincente 0-3 che ha scacciato quell'idea. Ma solo momentaneamente.
Baroni non salta, ma deve rinsaldare la panchina
—Quello che poteva sembrare un punto di ripartenza si è però rivelato un fuoco di paglia. Il Toro, in campionato, si è sciolto sul più bello. Complici anche diverse assenze, i granata hanno mancato il possibile salto di qualità e dalla possibilità di guardare avanti si è tornati a controllarsi le spalle dopo quattro sconfitte consecutive in campionato. Ora l'esame Lecce: il Toro non può più sbagliare. Sullo sfondo anche le discussioni sulla posizione di Baroni: dopo un 6-0 e otto sconfitte in undici partite, non può che essere sotto osservazione anche la sua posizione. Perchè la situazione di classifica non è (ancora) drammatica, ma il trend è assolutamente preoccupante. L'auspicio del club è che possa rivedersi presto la squadra che in questo mese di gennaio ha vinto in trasferta a Verona e a Roma.
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