Archiviata la nefasta esperienza di Marco Baroni sulla panchina del Torino, c'è da chiedersi da che modulo ripartirà Roberto D'Aversa per cercare di salvare la squadra dalla Serie B. Piccolo excursus: Prato allo Stelvio, ritiro estivo granata, Baroni prova insistentemente il 4-2-3-1; prime due gare ufficiali contro Modena in Coppa Italia e Inter in Serie A fanno cambiare idea al tecnico e si passa alla difesa a tre con diverse variazioni sul tema a centrocampo e in avanti; da ottobre in avanti Baroni si stabilizza sul 3-5-2 non modificando più il proprio modulo di partenza. D'Aversa potrebbe ripartire dal 3-5-2 che da ottobre in avanti ha caratterizzato la disposizione tattica del Toro? Diciamo che D'Aversa ha finito la sua ultima esperienza da allenatore con il 3-5-2. Proprio con quel modulo è retrocesso a Empoli sul finire della scorsa stagione.

Il Tema
Come cambia il Torino con D’Aversa? Il suo modulo prediletto è il 4-3-3
Il Torino può sostenere il 4-3-3 prediletto da D'Aversa?
—Allargando lo sguardo, il sistema tattico di riferimento nella carriera dell'allenatore però non è stato il 3-5-2 o moduli con la difesa a tre. L'ex tecnico dell'Empoli ha infatti sempre prediletto il 4-3-3. Sia al Lecce sia alla Sampdoria ha utilizzato questo schieramento ma soprattutto lo ha fatto negli anni al Parma, quelli che a tutti gli effetti rimangono gli anni migliori della sua carriera, dove ha collezionato due promozioni consecutive, partendo dalla Serie C fino ad arrivare al massimo campionato italiano. La vera nota mancante per un 4-3-3 nell'attuale Torino sembrano essere gli attaccanti esterni e questo potrebbe essere un problema per attuare tale rivoluzione tattica. Per quanto concerne gli interpreti si segnala che D'Aversa ritrova sulla sua via Marianucci che ha già avuto a Empoli, così come Anjorin e Ismajli.
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