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Gineitis, perché non giochi sempre così? I dati di una prestazione da ripetere

Gineitis, perché non giochi sempre così? I dati di una prestazione da ripetere - immagine 1
Il lituano per caratteristiche e talento può essere un giocatore da sfruttare, ma deve giocare così...
Davide Bonsignore Redattore 

La domanda è stata posta da tanti tifosi: ma perché Gineitis non gioca sempre così? Un giocatore ancora giovane (classe 2004), prelevato dalla Spal inizialmente per le giovanili e poi fatto esordire addirittura da Juric, prima di entrare nelle rotazioni di Vanoli prima, Baroni poi e D'Aversa ora. Per caratteristiche, è un giocatore quasi unico nell'organico granata e proprio per questo è un elemento da sfruttare. Tuttavia, le sue prestazioni devono essere adeguate. Torino-Lazio è da copiare e incollare per Gvidas Gineitis.

I dati di Gineitis contro la Lazio: metronomo e interdizione

Gineitis, perché non giochi sempre così? I dati di una prestazione da ripetere- immagine 2

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Qual è il vero Gineitis? Difficile dirlo. Senz'altro contro la Lazio si è visto un giocatore diverso, più concreto e preciso nel giocare e... decisamente fondamentale. In costruzione il classe 2004 si è affiancato a Prati ed è diventato un regista aggiunto: lo confermano i 44 tocchi, i 26 passaggi riusciti su 30 (87%) e i 6 lanci lunghi su 8 arrivati a destinazione. Tra l'altro Gineitis si è mostrato tra i giocatori granata come l'elemento che meglio ha compreso le intenzioni di D'Aversa nel cambiare gioco e passare velocemente da una fascia all'altra. 3 duelli vinti su 5 e un intercetto completano le statistiche di un profilo che contro la Lazio si è imposto come le sue caratteristiche richiedono: giocatore duttile e di sostanza, in grado di unire più fasi all'interno di una prestazione sola.

Ecco perché è fondamentale

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Forse in questa stagione l'ha dimostrato più in nazionale che con la maglia granata, ma le sue caratteristiche sono quelle: Gvidas Gineitis è un giocatore box-to-box, prestante fisicamente e in grado di unire tutte le fasi alla propria prestazione. Interdizione, regia e attacco alla profondità con incursioni e tentativi di conclusione dalla distanza. Queste sono le caratteristiche di un giocatore che ha talento da vendere. A maggior ragione che è mancino, uno dei pochi centrocampisti con questa caratteristica nell'organico granata: proprio per questo spesso Baroni l'ha preferito a Casadei. In questa stagione, però, molto raramente è stato in grado di mostrare il proprio talento: troppo spesso è risultato evanescente, intangibile, poco concreto e, anzi, addirittura disattento. Se gioca sempre come ha fatto contro la Lazio è un valore aggiunto per il Torino: partita da copiare e incollare. Davvero però.