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Torino, Baroni cerca soluzioni. Intanto mancano tredici partite

Gianluca Sartori
Gianluca Sartori Direttore 
Il tecnico perde credibilità: non basta assumersi responsabilità, i problemi restano. E ora si infastidisce anche Cairo…

Le partite passano, i problemi restano. E così Marco Baroni inizia a perdere credibilità dal punto di vista tecnico. La partita contro il Bologna è stata l’ennesima occasione buttata al vento: non è mancato solo il risultato, ma anche la prestazione. L’ennesima dimostrazione di una verità: a questa squadra mancano contenuti, purtroppo, non solo dal punto di vista della qualità, ma anche sul piano caratteriale. Il Toro difende male e attacca con poca concretezza, perchè manca spesso la giocata decisiva negli ultimi metri. Questo può non essere solo colpa dell’allenatore, ma a Baroni si devono invece ascrivere l’incapacità della squadra di leggere le partite e di alzare il tono agonistico quando serve.

Sul piano comunicativo, il tecnico ex Lazio ha un campionario di frasi che tira fuori dopo ogni debacle. “Sta a me cercare soluzioni”, “Il lavoro è l’unica soluzione per uscire dalle difficoltà”, “dobbiamo uscire da questa situazione e sono sicuro che lo faremo”. Peccato che il tempo passa e la classifica vede il Torino impantanato. A Baroni va riconosciuta l’onestà nell’assumersi le responsabilità, però questo non può bastare. Non quando ci si trova a sei punti sopra dalla zona retrocessione a stagione più che inoltrata, con la pressione che si alza sotto tutti i punti di vista. E le ultime dichiarazioni di Cairo iniziano a far trapelare un certo malumore anche da parte della presidenza. Il numero uno granata fin qui - anche contro ciò che talvolta sarebbe stato lecito attendersi - ha sempre fatto da scudo al suo allenatore, per diversi motivi: anzitutto il fatto che sia stato una sua precisa scelta, poi la mancanza di grandi alternative su piazza. Ma i risultati, ora, devono arrivare, senza alibi né scusanti. A partire dalla trasferta di Genova.