Torino, Izzo e Nkoulou: da intoccabili a esuberi, ma cederli sarà difficile

Approfondimento / Izzo è fuori dai piani di Giampaolo, Nkoulou è in scadenza nel 2021: così il Torino ha perso l’occasione di venderli nel momento giusto

di Redazione Toro News

Ieri intoccabili, oggi esuberi. Il Torino deve fare i conti attentamente con il presente e con il futuro di Armando Izzo e Nicolas Nkoulou: due giocatori insostituibili per i tecnici precedenti (Mazzarri prima e Longo poi), ma finiti ai margini del progetto del nuovo allenatore Marco Giampaolo. Un equivoco non solo tecnico-tattico ma anche economico per la società granata, che adesso rischia di perdere a cifre irrisorie – se non a zero – due calciatori che fino a un anno fa rappresentavano un patrimonio importante anche per le casse del club.

FLORENCE, ITALY – SEPTEMBER 19: Armando Izzo of Torino FC in action during the Serie A match between ACF Fiorentina and Torino FC at Stadio Artemio Franchi on September 19, 2020 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

IZZO – 20-25 milioni di euro. Si aggirava intorno a queste cifre la valutazione di Izzo al termine della sua prima stagione al Torino sotto la guida di Walter Mazzarri. Una stagione che aveva consacrato il numero 5 granata tra i migliori difensori per la difesa a tre di tutto il panorama italiano, tanto da convincere anche il ct Mancini a convocare Izzo in Nazionale e a farlo esordire in maglia azzurra. Poi Izzo non si è confermato sugli stessi livelli nella stagione 2019-2020, pur giocando quasi sempre. Con l’arrivo di Giampaolo e il passaggio alla difesa a quattro però le prospettive dell’ex Genoa si sono capovolte, fino diventare la terza scelta sull’out di destra alle spalle di Vojvoda e Singo. E con la retrocessione nelle gerarchie è arrivata anche la svalutazione del cartellino del classe 1992. Per questo, e anche per la crisi economico-finanziaria relativa all’emergenza Covid, sarà difficile trovare una società disposta a investire soldi cash su di lui nel mercato di gennaio.

TURIN, ITALY – JULY 16: Nicolas Nkoulou (R) of Torino FC tackles Andrea Pinamonti of Genoa CFC during the Serie A match between Torino FC and Genoa CFC at Stadio Olimpico di Torino on July 16, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

NKOULOU – Leggermente diversa invece la situazione riguardante Nicolas Nkoulou: anche lui non è più titolare, essendo scivolato dietro Lyanco e Bremer nelle gerarchie di Giampaolo, ma comunque fa sempre parte integrante del gruppo e presto potrebbe tornare in campo. Il tema principale che riguarda il camerunese è di carattere contrattuale: il suo accordo con il Torino scadrà il prossimo 30 giugno 2021 e in assenza di rinnovo l’ex Lione sarà libero di trasferirsi a parametro zero in qualunque altro club. Una scelta, che se dovesse davvero tramutarsi in realtà, sarebbe una vera e propria beffa per il Torino che appena un anno fa si rifiutò di cedere Nkoulou scatenando la forte reazione del difensore. Questione di tempismo: così il club granata, che fino ad un anno fa aveva tra le mani un patrimonio potenziale da circa 40 milioni di euro (25 Izzo e 15 Nkoulou), rischia di rimanere soltanto con le briciole. Insomma, se con Belotti il Torino bene ha fatto a resistere sempre alle sirene di mercato, con i due difensori – a posteriori – la soluzione migliore sarebbe stata una cessione remunerativa al momento giusto.

11 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. granatadellabassa - 2 settimane fa

    Ci vorrebbe la sfera di cristallo per prevedere queste situazioni. Io fui contento della loro permanenza ma è stato un clamoroso autogol.
    La realtà è che se trattieni dei giocatori, devi anche fornirgli una squadra con obiettivi di un certo livello.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. BO - 2 settimane fa

    al mercato si vendono le vacche quando sono grasse e si investono i soldi in giovani vitelli. La capacità è la professionalità nel capire e oggi la società non è in grado di svolgere tale compito. Cari fratelli di fede con il presidente il ds e l’ allenatore presto andremo in paradiso noi tifosi.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. granatadellabassa - 2 settimane fa

      Se li vendeva, gli avresti dato addosso ugualmente.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Athletic - 2 settimane fa

    Il problema non è la gestione di questi due, può capitare di non vendere un giocatore al momento giusto, e perdere dei soldi … il problema secondo me è che non si sa dove si vuole andare, non c’è un obiettivo da raggiungere, una continuità tecnica, non ci sono idee chiare. La causa è l’incompetenza, oppure manca la voglia di fare le cose seriamente, o tutte e due le cose insieme.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. OldBull - 2 settimane fa

    La maggior parte di quelli che ora pontificano sulla mancata cessione dei due difensori, sono proprio quelli che magari in caso di cessione si sarebbero sperticati in feroci critiche verso la società accusandola di pensare solo alle plusvalenze.
    Però, come dargli torto…?
    Il fatto è che c’è un problema di FIDUCIA che non c’è.
    In una società seria, dove la dirigenza lavora EVIDENTEMENTE per il bene del club, acquisti ma soprattutto cessioni (anche importanti) sarebbero accettati serenamente perchè c’è alla base un clima di fiducia reciproca tra tifosi e società.
    Nella cairese la fiducia non esiste, i tifosi hanno imparato che cairetto pensa esclusivamente alle proprie casse e se fa un acquisto, quasi sempre è sballato.
    Ecco che allora la situazione diventa difficile, da una parte si cerca di accontentare la piazza non cedendo nessuno, dall’altra si creano situazioni di tensione all’interno dello spogliatoio, in alcuni casi le cessioni eccellenti sono avvenute l’ultima ora di calciomercato scontentando ancora di più la piazza e aumentando la sfiducia della gente.
    Oltretutto la ricerca della plusvalenza stellare a tutti i costi, ha creato ancora più caos.
    Definire la cairese una società da operetta è a questo punto, riduttivo…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. GlennGould - 2 settimane fa

      Società?
      Ma quale società?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. suoladicane - 2 settimane fa

    per Nkoulu non c’è piu niente da fare, siamo a fine novembre se non ha rinnovato il contratto è perchè a giugno saluta (e credo che non saremo contenti di dove andrà)
    per Izzo no è detto che saluti perchè non c’è la fila per prenderlo nonostante quello che scrivono in tanti
    entrambi i casi sono figli del pressapochismo societario e della gestione dilettantistica di tutti gli aspetti di una società di calcio, a partire dalle strutture
    CAIRO VATTENE

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. CUORE GRANATA 44 - 2 settimane fa

    Certo con il senno di poi….Occorre per altro considerare che Cairo,finanziere rampante,che si crogiola nel Suo egocentrismo narcisistico si è illuso di poter fare anche in queste operazioni della corpose plusvalenze.L’involuzione di NK e Izzo unite alla mutata realtà del mercato hanno fornito risposte diffferenti ed ora….in particolare per NK rischia di doversi accontentare del classico “piatto di lenticchie”Imparerà la lezione?FVCG!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Kimi Forza Toro - 2 settimane fa

    Questi 2 sono il perfetto esempio di cosa voglia dire al giorno d’oggi (post Bosman) non cedere un giocatore. Sia Izzo che Nkoulou dovevano essere ceduti a suo tempo nel momento più alto della loro valutazione. I calciatori sono al 90% dei mercenari e in quanto tali devono esser trattati dalle Società che investono capitali su di loro. Noi tifosi dobbiamo smetterla di affezionarci a questo tipo di players. Sono sicuro che se Cairo li avesse venduti molti di Noi avrebbero fatto storie sul fatto che lui non volesse creare una squadra consona alla nostra Storia. La verità per me sta nel mezzo.. Per me bisognerebbe vendere sempre (a meno che il giocatore manifesti la voglia di rimanere con la testa e con il cuore), i soldi dalle cessioni devono essere usati in parte e ripeto in parte per un calciatore giovane e promettente e un altra parte (sostanziosa) reinvestita sulla “cantera”. Non solo acquisto di giocatori di 18 anni ma anche e soprattutto di giovani calciatori di 14-15 anni. Fare un centro serio dove possano allenarsi, studiare e vivere dignitosamente. I nostri valori, la nostra storia va inculcata fin da giovanissimi. Solo così potremmo avere i nuovi Lentini, Fuser, Vieri…. Solo così una realtà come la nostra può tornare a competere a certi livelli. Creare un vero senso di appartenenza. Se stiamo ad aspettare i vari Izzo, Cerci, Immobile….

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. Tommydado - 2 settimane fa

    Una società che non capisce niente di calcio come più volte ampiamente dimostrato zimbello del calciomercato italiano sbeffeggiati anche da personaggi del calibro di Ferrero

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. GlennGould - 2 settimane fa

    Chi è causa del suo male pianga se stesso.
    Situazione figlia delle scelte disastrose del calcio mercato, lo scorso e quest’ultimo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy