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TURIN, ITALY - MARCH 1: Matteo Prati of Torino FC in action during the Serie A match between Torino FC and SS Lazio at Stadio Olimpico di Torino on March 1, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Febbraio è alle spalle e marzo corre avanti: sarà un mese importante per il Torino per tanti motivi. Elmetto e armatura vanno indossati, perché la squadra granata deve ancora blindare il discorso salvezza. Per farlo, D'Aversa si dovrà affidare anche al gruppo di giocatori arrivati sotto la Mole durante il mercato di gennaio, inizialmente come rinforzi per Marco Baroni. A un mese abbondante dalla fine della sessione di riparazione, è arrivato il momento di tirare le somme sull'impatto dei nuovi innesti: alcuni si sono imposti, altri invece sono spariti dalla scena dopo essere stati chiamati in causa anche dal primo minuto.
L'impatto di Kulenovic si può alla fine sintetizzare in un vero e proprio fuoco di paglia. Baroni l'aveva lanciato nella mischia contro il Lecce per sostituire un buon Zapata. Poco tempo a disposizione per incidere, l'occasione però arriva qualche giorno dopo. La rete della speranza del Torino contro l'Inter in Coppa Italia la segna proprio il croato con un colpo di testa. Sembrava l'inizio di un'ascesa, che però non c'è stata. Alla fine è stato relegato in panchina ed usato solo a gara in corso. 160 i minuti collezionati. Troppo poco per un attaccante che doveva e deve dimostrare di valere il riscatto: il Torino infatti ha il diritto, non l'obbligo.
Anche per Marianucci si può fare un discorso simile. Ironia della sorte l'avventura dell'ex Empoli e Napoli era iniziata con la titolarità nella gara contro il Lecce. L'esordio era stato tutto sommato positivo. Contro l'Inter in Coppa Italia non gioca una brutta gara, ma resta la macchia sul gol del raddoppio interista di Thuram. Viene confermato ancora contro Fiorentina e Bologna. Se contro i toscani non gioca una brutta gara la stessa cosa non si può dire per il match contro i rossoblù: sul gol di Castro effettivamente la combina grossa.Fin qui è rimasta quella l'ultima apparizione del giocatore, rimasto in panchina contro Genoa, Lazio e Napoli. Anche l'arrivo di D'Aversa, che lo conosce bene, non l'ha riportato al centro della difesa. Per l'ex Empoli 265 i minuti collezionati.
Dopo le prime settimane di adattamento, Ebosse sembra aver trovato continuità. Nelle ultime tre partite è sempre partito titolare e nelle due più recenti ha giocato tutti i novanta minuti. Una sorpresa, dato che si pensava ad un impiego di Marianucci con l'arrivo di D'Aversa. Invece anche il nuovo allenatore l'ha confermato al suo arrivo. La prestazione migliore resta senza dubbio quella contro la Lazio. Ha aspettato il suo momento dopo le panchine iniziali: 225 i minuti.
Bene anche Matteo Prati e Rafa Obrador. 282 i minuti collezionati dall'ex Cagliari, che è entrato subito nelle rotazioni prima di Baroni e poi di D'Aversa. Contro la Lazio ha disputato la migliore gara da quando è arrivato sotto la Mole e anche nella difficile trasferta di Napoli è stato comunque uno dei più positivi. Un modo diverso di svolgere il ruolo del regista rispetto ad Ilkhan, ma sicuramente più geometrico e più da metronomo rispetto al turco, più propenso al palleggio. Per quanto riguarda il portoghese, ha avuto un piccolo problema fisico, però nelle gare in cui è stato chiamato in causa ha cercato sempre la giocata o quanto meno l'uno contro uno. 300 minuti e un assist per l'ex Benfica, che si sta prendendo la titolarità.
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