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Torino, Obrador convince sulla sinistra: la dirigenza riflette sul riscatto

Andrea Croveri
Andrea Croveri Redattore 
Arrivato a gennaio, lo spagnolo ha subito cambiato gli equilibri della corsia mancina

La fascia sinistra è stata uno dei problemi più evidenti della stagione del Torino, che il ds Gianluca Petrachi si è trovato a dover risolvere con urgenza nel mercato di gennaio. A inizio campionato il ruolo sembrava avere un chiaro proprietario: Cristiano Biraghi. Alle sue spalle c’era Nkounkou, che inizialmente aveva dato segnali incoraggianti mettendo pressione nelle gerarchie. Con il passare delle settimane, però, il rendimento di entrambi è calato e la corsia mancina ha perso stabilità. La situazione ha costretto Baroni a intervenire con una soluzione d’emergenza: la conferma di Pedersen sulla destra e l’adattamento di Valentino Lazaro sul lato opposto, più un assetto volto a tamponare che una soluzione a lungo termine. Proprio per questo, nel mercato invernale, Petrachi è intervenuto puntando su Rafael Obrador.

Impatto immediato

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L’esterno spagnolo si è imposto fin da subito sulla fascia sinistra. Le sue prestazioni convincenti lo hanno reso rapidamente un punto fermo: da quando è arrivato è stato praticamente sempre titolare, restituendo equilibrio alla squadra. Il suo contributo si è visto sia in fase difensiva, dove ha garantito maggiore solidità, sia in quella offensiva, con una buona partecipazione alla manovra e anche un assist all’attivo, come evidenziano i dati di Sofascore.

La questione, però, non è ancora chiusa. Obrador è arrivato al Torino in prestito con diritto di riscatto fissato a una cifra non da poco: nove milioni di euro. La società dovrà quindi valutare se procedere con l’investimento. Le prestazioni dell’ex giocatore di Real Madrid e Benfica sono state fin qui convincenti e hanno contribuito a risolvere un problema che la squadra si trascinava da mesi. Ora la palla passa alla dirigenza: la fascia sinistra manterrà il suo nuovo proprietario?