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tor toro Toro, chi gioca contro il Parma? I dubbi di D’Aversa tra difesa, Casadei e Adams

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Toro, chi gioca contro il Parma? I dubbi di D’Aversa tra difesa, Casadei e Adams

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D'Aversa prepara la sfida con il Parma tra ricordi e necessità di punti: riflessioni sulle scelte di formazione dalla difesa all’attacco
Matteo Curreri
Matteo Curreri Redattore 

Chissà cosa circola nei pensieri di Roberto D’Aversa in queste ore di avvicinamento alla gara di venerdì con il Parma. Riemergeranno momenti felici – le due promozioni – ma anche quelli più tristi – la retrocessione – legati a quello che è stato il suo passato più duraturo. Di certo, molta attenzione verrà concessa soprattutto al futuro imminente, a quella causa granata che ha sposato per soli quattro mesi con l’obiettivo di rimettere in carreggiata la propria carriera e la società che attualmente rappresenta. Contro il Parma non si può essere benevoli, né mostrare l’altra guancia: servono punti pesanti per chiudere una volta per tutte la questione salvezza. Dunque, la massima attenzione è rivolta a far trovare pronto il Toro alle evenienze che si presenteranno sul terreno del Grande Torino. Per questo servirà anche assumersi responsabilità nelle scelte di formazione, tra possibili premi per prestazioni di buon impatto ed esclusioni pesanti. Andiamo allora a dare uno sguardo ai potenziali dubbi di formazione del mister granata.

Il nodo della difesa: Ebosse e Marianucci si giocano una maglia

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Da quando D’Aversa siede sulla panchina del Torino, per quanto riguarda il reparto difensivo – quello più bisognoso di cure immediate – la prima mossa è stata quella di mettere al centro una faccia già nota. Ismajli, con cui ha condiviso l’esperienza a Empoli, è stato infatti collocato al centro della difesa, come perno di un terzetto che ha visto Saul Coco tornare a destra ed Enzo Ebosse sull’altro lato. Su quest’ultimo D’Aversa ha mostrato di credere, anche per motivazioni alquanto banali e obbligate: è l’unico difensore di piede mancino presente in rosa. E visto che avere un giocatore con il piede della zona che occupa “è importante per la costruzione di gioco” e anche “a livello difensivo, perché si fanno le scalate e un’eventuale scivolata si fa sul piede forte”, le motivazioni vengono da sé.

Ma in vista della partita della nostalgia personale, D’Aversa potrebbe ancora ricorrere a un giocatore che ha valorizzato in passato – tanto da guadagnarsi l’ingaggio dal Napoli – ma a cui finora, a Torino, non ha mai concesso minutaggio. Per l’ex Empoli Luca Marianucci crescono infatti le quotazioni di un possibile impiego, dopo essere stato coinvolto fin da subito dall’ex tecnico granata Baroni. È in ballottaggio con Ebosse e la scelta potrebbe avere risvolti interessanti sull’interpretazione della gara: tra una maggiore solidità fisica e difensiva e una circolazione dal basso più fluida.

Casadei, il dubbio di D’Aversa: titolare o arma dalla panchina?

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“Ha già tre gol, starà a lui dimostrare di poter essere un giocatore importante che può arrivare a sette o otto gol”: così Roberto D’Aversa ritraeva Cesare Casadei due giorni prima della serata del Maradona. A Fuorigrotta, l’ex Chelsea ha aggiornato il conteggio delle reti e il suo utilizzo non può che generare un dubbio amletico: Casadei cosa può essere da qui al termine della stagione? Ha senso schierarlo dal primo minuto o sfruttare questa tendenza da giocatore clutch, capace di tirare fuori dalla panchina gol pesanti o della speranza?

Il tema non può che essere centrale in queste ore di avvicinamento all’anticipo del venerdì e riguarda anche la sua posizione. “Casadei è la classica mezzala di inserimento, che può essere avanzata come trequartista”, ma se D’Aversa dovesse impiegarlo dal primo minuto è molto probabile che lo schieri in compagnia di Matteo Prati in una posizione ibrida, in un centrocampo dall’interpretazione mobile. Il ballottaggio da vincere è contro Gvidas Gineitis, su cui D’Aversa sta facendo particolare affidamento.

Adams scalpita: possibile chance dal 1’ contro il Parma

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Dopo quanto visto nella partita d’esordio del nuovo corso D’Aversa, a Napoli ci si poteva attendere un maggiore impatto dalla coppia Simeone-Zapata. I due ex della partita, al contrario, hanno faticato nell’invertire una serata conclusa a mani vuote. Il tecnico ha poi lanciato a gara in corso Ché Adams, rientrante da un problema muscolare al soleo. Lo scozzese, nel finale, si sarebbe potuto ritagliare una soddisfazione importante: peccato non sia riuscito a sfruttarla a proprio piacimento. “Se avesse controllato quel pallone magari avremmo pareggiato – commentava amaro D’Aversa – la differenza sta proprio nella determinazione e nella cattiveria nel voler colpire l’avversario”. Adams potrebbe avere già da venerdì la chance dal primo minuto per tornare al gol, che manca dal 1° febbraio, in occasione del successo casalingo con il Lecce che i granata sperano di replicare. Potrebbe prospettarsi allora un attacco più leggero, per provare a scardinare con maggiore agilità una difesa solida come quella allestita da Cuesta. L’ex Southampton potrebbe collocarsi nella posizione di trequartista, in compagnia di Nikola Vlasic. Al ruolo di terminale offensivo il più indiziato per una maglia è il Cholito Simeone, con Zapata più orientato verso una soluzione a gara in corso.