Quattro domande, tre pareri in merito. Le nostre opinioni, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview: tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’anno appena cominciato. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri

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ToroPreview, benvenuto 2026: “Petrachi uomo giusto per l’Europa?”
Si chiude un 2025 abbastanza anonimo in termini di risultati. Come giudicare questo anno solare?
Coletta: "Non si può che giudicare negativamente l'anno solare 2025. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: niente qualificazione in Europa e nessun piazzamento di rilievo. Pochi giocatori da salvare, mentre buona parte di quelli presenti sono un po' l'emblema della mediocrità da cui il Torino non riesce a staccarsi. Eppure l'annata era iniziata bene con Vanoli: il cambio di modulo e poi una corsa all'Europa che sembrava fattibile. Poi la caduta libera sul campo, la decisione di passare ad un uovo progetto con Baroni, le scelte di mercato sbagliate... Oltre che ad essere stato un anno povero a livello di risultati, è stato un anno di pochezza anche sotto tutti gli altri punto di vista. Decisamente da cancellare".
Gammarino: "E' stato un anno pieno di alti e bassi per i granata. Iniziato con Paolo Vanoli, il 2025 si chiude con Marco Baroni in panchina. Risultati deludenti e prestazioni al di sotto delle aspettative hanno condizionato l'anno solare granata nonostante qualche buona prestazione durante gli ultimi 365 giorni. Sugli spalti il malcontento della gente è evidente, con la tifoseria granata che non smette di contestare la presidenza di Urbano Cairo. Non arrivano rassicurazioni sull'acquisto dello stadio e anche la Primavera sta attraversando un momento piuttosto buio".
Girardi: "Il 2025 è un anno da lasciarsi alle spalle e che non ha portato nulla di nuovo o di speciale in casa granata. Non sono di certo mancati problemi in società, acquisti sbagliati e partite da dimenticare. Inoltre il Robaldo non è ancora completo, non è chiaro quale sia l'intento di Cairo riguardo allo stadio e in società di uomini che conoscono il Torino quasi non c'è ombra. In conclusione si può dire che nel 2025 abbiamo visto per l'ennesima volta un Toro privato dei suoi veri valori".
Cairo ha provato a dare una scossa con il ritorno di Petrachi. Scelta convincente?
Coletta: Siamo di fronte ad una situazione abbastanza paradossale: non paga l'allenatore, paga il direttore sportivo. Cairo si riconsegna nelle mani di Petrachi, un DS che nella sua carriera ha mostrato di avere un grande senso per gli affari. La bacchetta magica però non esiste e non sarò il suo solo arrivo a risistemare tutto il complicato meccanismo granata. Rispetto a Vagnati però, Petrachi sa riconoscere un talento. Bremer, Lukic, Berenguer, Maksimovic... anche lui ha avuto i suoi flop, ma di gran lunga inferiori a Vagnati. L'unica domanda è questa: Petrachi è rimasto fuori dal mondo sportivo per diverso tempo, si sarà tenuto aggiornato?
Gammarino: "Scelta più che convincente il ritorno di Petrachi al Toro. Il passato la dice lunga su quello che il nuovo DS granata potrà fare. Scelta inaspettata esonerare Vagnati a questo punto della stagione ma serviva un cambio di rotta".
Girardi: "Petrachi a Torino ha dimostrato ottime cose e ha saputo farsi volere bene e questa è la cosa più importante. Vagnati tra errori sul mercato e dichiarazioni fuori luogo ha attirato a sé, direi giustamente, il malcontento della tifoseria granata. Non mi aspettavo il suo addio a metà stagione, ma evidentemente anche Cairo fa qualche scelta corretta. Ora bisogna solo attendere il primo mercato di Petrachi per capire se può ancora definirsi un DS esperto e capace, ma per il momento non abbiamo altra scelta che avere fiducia in lui".
Sarà l'uomo giusto per un progetto che riporti il Toro in Europa?
Coletta: "Non ci sono certezze, ma solo ipotesi. Sicuramente è un nome valido all'interno dei direttori sportivi per molti aspetti, legati soprattutto allo scout. L'ultimo Torino a riassaggiare l'Europa, seppur per poco tempo, fu proprio quello targato Petrachi. Sulla lunga è l'uomo giusto che può riportare i granata in Europa. Nell'immediato? Difficile, c'è da rifare un'intera rosa praticamente".
Gammarino: "Petrachi potrebbe essere l'uomo giusto per ambire all'Europa. Come detto prima, il passato la dice lunga su quello che il nuovo DS granata potrà fare al Torino. Con Patrachi i granata hanno già assaggiato l'Europa e grazie alle sua capacità potrebbe dare l'avvio ad un nuovo percorso".
Girardi: "Per me è assolutamente un DS da Europa, su questo non c'è dubbio. Lo vedrei bene in squadre come Bologna, Atalanta e Lazio, non credo stonerebbe. Il problema è che il Torino al momento non ha quasi nulla all'altezza dell'Europa, dalla rosa, alle strutture e alla società in sé. Dunque sì, Petrachi è l'uomo giusto per un progetto europeo, ma è tutto il resto a non essere all'altezza".
Chi sarà l'uomo simbolo nel 2026?
Coletta: Uomo simbolo del 2026? Speravo in Cesare Casadei, soprattutto in ottica nazionale. Al momento però le prestazioni dell'azzurro sono tutto fuorché positive. Mi aspetto molto da Vlasic, dato che sembra aver trovato la forma fisica e soprattutto la continuità di rendimento ideale per essere leader tecnico della squadra. A livello però caratteriale secondo me sarà Maripan: il cileno è sinonimo di grinta e tenacia, tipiche del suo paese e qualità morali che sono indispensabili per il mondo Torino. Quel cuore Toro che proprio lui ha messo in mostra in occasione dell'unica partita che i granata hanno vinto allo scadere in questa stagione al momento, ovvero contro il Genoa.
Gammarino: Guardando alla stagione corrente, l'uomo simbolo del 2026 potrebbe essere uno tra Simeone, Vlasic e Zapata. Al Torino serve un trascinatore, un uomo che possa prendere la squadra sulle spalle nei momenti difficili e portare la squadra in alto. Tuttavia, non bisogna dimenticare alcuni giocatori cardine dello spogliatoio come Maripan o Che Adams, presenze significative per la squadra e lo scacchiere di Marco Baroni.
Girardi: Ad oggi il Torino non ha grandi simboli o leader carismatici in grado di prendere in mano la squadra. Ci sta provando ora Vlasic, ma a mio avviso non ha il sangue da capitano o da trascinatore, per quanto forte possa essere quando è in forma. Nel 2026, comunque, il Torino dovrà contare su chi dimostra di sentire il peso della maglia, quindi gente come Maripan, Zapata o Simeone, gli altri elementi della rosa a volte non hanno convinto e in pochi si salvano davvero. Però, per rispondere alla domanda, spero che l'uomo del 2026 sia Schuurs, e che sia l'anno giusto per poterlo rivedere in campo, ponendo fine a questo disastro sportivo legato al suo infortunio targato Torino FC.
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