La follia del portiere

La follia del portiere

Sotto le granate / Il pensiero della nostra Maria Grazia Nemour: “Alcuni portieri, sono qualcosa di più che originali, rasentano momenti di pura follia”

Che i portieri siano tipi originali si sa, diversamente, giocherebbero nel campo coi compagni, non prenderebbero il pallone con le mani in un gioco che si chiama “calcio” e non si arroccherebbero tra due pali a scrutare l’orizzonte, in attesa degli indiani. Ma, alcuni portieri, sono qualcosa di più che originali, rasentano momenti di pura follia.

Folle, il gesto di stizza del portiere del Benevento – Belec – che domenica, sotto la curva Maratona e con tutto il granata del “Grande Torino”  intorno, ha  sfoderato un calcio al ventre di Niang.

Era il 33’ e il Benevento perdeva, ma non sembrava affatto rassegnato. Belec è pronto per il rinvio, si guarda intorno e Niang si avvicina, disturba la sua azione. Ottimo, avrebbe potuto pensare, un giallo non glielo leva nessuno a questo, un attaccante ammonito fa sempre comodo.

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E invece no. Forse complice l’aria piemontese mai troppo rilassata, gli attacca il “nervus” e il pallone non lo rinvia, se lo tiene stretto giusto il tempo di prendere la rincorsa e rifilare un calcio più o meno a metà di quel metro e ottantaquattro di Niang. Dagli spalti sembra un’azione estremamente violenta, ma forse l’impatto non è stato così brutale perché fortunatamente il nostro undici si rialza.

In ogni caso, resta un gesto intollerabile.

Torino FC v Benevento Calcio - Serie AGiallo per Niang – che ha l’effetto interruttore, perché di lì a poco, segna – e rosso per Belec, che va a fare la doccia. Gelata, immagino. Con tanto di multa addebitata in conto, probabilmente.

E a De Zerbi, l’allenatore del Benevento, non resta che scuotere la testa, incredulo, dichiarando un “L’espulsione è giusta. Il mio portiere ha commesso una grossa ingenuità. Se facciamo questi sbagli, oltre a quelli tecnici, è troppo complicato per noi. Prenderò provvedimenti” a fine partita.

Nonostante ciò, nonostante l’essere rimasti in dieci quando già non bastavano undici e nonostante il tre a zero, i tamburi dei tifosi del Benevento hanno continuato a ritmare incoraggiamenti alla squadra fino al 90esimo. Onore a chi non molla mai.

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La pazzia del portiere potrebbe essere frutto di un virus che contagia, solo qualche giorno fa, nella League Two inglese, l’uomo tra i pali del Notts County, Ross Fitzsimons, al 95esimo recupera un pallone aereo ma prima di rinviare gli attacca la ‘pazzia del portiere’ e non si trattiene, assesta un calcio nel sedere all’attaccante del Crawley, Smith, ottenendo espulsione e addebito di rigore. Et voilà, la partita che pareggiava sull’uno a uno fino al 95esimo, persa.

E se Fitzsimons il fondoschiena degli attaccanti lo prende a calci, un altro portiere – Emiliano Viviano – lo ha usato per parare un tiro di Juan Cuadrado. Era il novembre del 2017 e il colpo di natica salva la Samp dalla Juve. Che culo!

Ma la pazzia del portiere tocca l’apice più imbarazzante con lo svedese Wiland che il sedere lo denuda e lo rivolge a Ibrahimovic, che prende la mira per battere la “punizione”: Wiland ha perso la palla a torello.

A ognuno il portiere che si merita. A noi San Sirigu, che il Signore ce lo conservi così: forte, granata e sano di mente.


MARIA GRAZIA NEMOUR – Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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