Ferrante: “Belotti come me: non molla mai. Quarto posto? Non è impossibile…”

Ferrante: “Belotti come me: non molla mai. Quarto posto? Non è impossibile…”

Esclusiva TN / Tanti i temi affrontati con l’ex bomber granata nell’intervista esclusiva di Toro News

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Palla in rete, dita sulla fronte a mimare le corna del Toro e poi via, sotto alla Maratona. 125 goal e tanto tremendismo per Marco Ferrante con la maglia del Toro: “Ero un attaccante da ultimi 16 metri, mi servivano una o due occasioni e mi impegnavo al meglio per trasformarle in goal”. Marco Ferrante, volto di un periodo travagliato eppure capace di entrare nella storia granata e nei cuori dei tifosi: “Oggi il Torino è solido. Io ho sposato la causa, sono rimasto anche in B e c’era il rischio che la società fallisse da un momento all’altro”. In un’intervista esclusiva per Toro News, l’ex attaccante del Torino (per un breve periodo anche del Bologna) ha commentato il momento del Torino e il rendimento di Belotti e Zaza.

Ben trovato Marco, stai seguendo il Torino? Cosa pensi del momento attuale?

“Il Torino adesso è una squadra in salute, basta vedere gli ultimi risultati per dire che al momento sono “favoriti” per l’Europa League. Visto il cammino dell’Inter, se una tra Roma e Lazio dovesse toppare anche un pensierino al quarto posto si potrebbe fare, però è dura: il Toro non dovrebbe mai sbagliare da qui alla fine. I granata stanno terminando questo trittico di partite che sulla carta erano più abbordabili, Chievo e Frosinone già affrontate e ora il Bologna.”

Hai giocato anche con il Bologna per un breve periodo: come vedi la partita di stasera?

“Tra le ultime tre che il Toro ha affrontato è la squadra più ostica, è una squadra quadrata. Dall’altra parte c’è anche un allenatore molto preparato con il dente avvelenato che ha dato un’impronta importante al Bologna da quando è arrivato. Però il Toro in casa è uno schiacciasassi, le ultime prestazioni sono state buone e speriamo che possa continuare facendo questo en-plein di tre vittorie.”

Hai parlato di Europa League, ma anche di quarto posto e non sei il solo: pensi sia un obiettivo realistico o rimane un sogno proibito? 

“Se si vuole guardare oltre l’ostacolo, è giusto che pensi anche alla Champions League, visto che il distacco non è esorbitante. Per riuscirci però, i granata dovrebbero incanalare altre vittorie consecutive e le altre dovrebbero floppare. Adesso sulla carta, il Torino ha avuto un calendario un po’ più facile rispetto alle altre: dopo la partita contro il Bologna ci saranno sfide più ostiche e se dovesse tenere botta, vincendo anche partite meno “semplici” allora si troverebbe vicino alla Champions League e pienamente in zona Europa League. Però le chiacchiere non contano, l’importante è che il Toro abbia la benzina per arrivare fino in fondo dando continuità alle ultime prestazioni che ha fornito. Più che la mia opinione questo è un dato di fatto, perché per le squadre che puntano alla qualificazione in Europa League e in Champions League, le ultime partite sono quelle più importanti e difficilmente le sbaglieranno. Per questo dico che il cammino del Torino dopo il Bologna sarà un po’ più difficile.”

Nonostante i risultati, il Torino secondo la critica propone un gioco troppo difensivo: sei d’accordo?

“Non è un tipo di gioco che mi fa impazzire. Ovviamente mi metto nei panni degli attaccanti: tanto spirito di sacrificio, poche occasioni da goal. Ma tutto sommato se la squadra, l’allenatore e la società si sono prefissate un obiettivo e i risultati sono questi, ben venga, anche a costo di rinunciare ad un gioco ultra offensivo. Forse non sarà un Toro spettacolare dal punto di vista delle occasioni da goal ma se si porta a casa il risultato, va bene così. Normale che giocatori come Belotti, Zaza e Iago Falque rischiano di collezionare pochi goal a fine campionato. Ma non importa, ciò che conta è che l’obiettivo di squadra venga raggiunto.”

Ieri Mancini ha diramato le convocazioni per la Nazionale e Belotti è ancora fuori: che altro deve fare per meritare le attenzioni del ct?

“Ho la vaga sensazione che lui pur essendo giovane non rientri nelle scelte di Mancini. Forse l’allenatore non vuole quel tipo di giocatore, ne preferisce altri. Non penso sia figlio del fatto che Belotti non abbia fatto tantissimi goal, perché non è che abbia chiamato bomber di razza, sono tutti su quella falsa riga. Non c’è un bomber vero nella Nazionale Italiana, perciò secondo me  Belotti non piace tantissimo all’allenatore.”

Sei stato bomber ma anche capitano e simbolo, un po’ ciò che rappresenta Belotti oggi. Ti rivedi in lui?

“Per certi aspetti sì, è un giocatore che non molla mai, ha sposato la causa e interpreta molto bene il ruolo di Capitano del Torino. Il Toro potrebbe anche essere sotto 5-0 e lui non smette di correre fino al 97’, non ci sta mai a perdere e non si arrende, come facevo anche io. Per altri aspetti di meno: abbiamo caratteristiche diverse. Io sbagliavo meno sotto porta, anche quando mi capitavano 2 o 3 palle goal mi concentravo al 100% per realizzarle. Io avevo meno dispendio fisico, ero un’attaccante d’area di rigore, da ultimi 16 metri, mentre lui svaria per tutte le zone del campo e poi è normale che quando gli capita la palla ha meno lucidità di quanta potessi averne io.”

Potessi dargli un consiglio, gli diresti di rimanere e diventare una bandiera del Toro o di provare un’esperienza diversa? 

“Se Belotti gioca in questo modo vuol dire che sente la maglia granata sulla pelle, la sente sua. Perciò ha tutte le caratteristiche del giocatore da Toro. È un discorso soggettivo, bisogna capire ciò che prova e che pensa il giocatore. Non c’è bisogno di convincere Belotti di rimanere a Torino perché secondo me si trova molto bene, è amato dalla gente. L’unica cosa è che potrebbe essere un po’ amareggiato perché segna meno di quanto potrebbe. Mi metto nei suoi panni con la mia esperienza personale, io a Torino sono rimasto anche in Serie B. Perché avevo sposato la causa indipendentemente dal fatto che non ci fosse una società solida com’è quella di oggi. È un discorso troppo soggettivo, concettualmente non saprei: io gli consiglierei di rimanere perché Torino è una realtà molto molto importante. Poi qualsiasi consiglio gli si possa dare, lascia il tempo che trova perché bisogna capire cosa c’è nel cuore e nella testa del giocatore, cosa vuole per il suo futuro.”

Passando all’altro attaccante del Toro, che giudizio dai alla stagione di Zaza?

“Zaza è sicuramente un buon giocatore, quando è approdato a Torino probabilmente pensava di giocare titolare, ciò non è avvenuto inizialmente e forse ne ha pagato un po’ lo scotto. C’è una legge del calcio che dice che per i giocatori le partite che contano di più sono le ultime. Perciò se da qui alla fine dovesse fare 4/5 goal che permettono al Torino di conquistare punti importanti, sarà anche per lui una stagione importante. Se invece dovesse segnare ancora a singhiozzo non avrebbe raggiunto gli obiettivi che il Torino si aspettava da lui quando lo ha acquistato. Ora è tutto nei suoi piedi e nella sua testa, sta a lui cambiare il giudizio finale”.

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  1. Nidam - 1 settimana fa

    Comunque Belotti vale 10 volte Ferrante (con tutto il bene che voglio anche a Ferrante)

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  2. Kieft - 1 settimana fa

    Ferrante non ha niente di belotti….tecnicamente più bravo , ma correva un decimo di quello che fa il gallo, fisicamente neanche paragonabile e secondo me era un attaccante da 10 goal mentre belotti se avesse una squadra che lo supporta 20 goal li fa sempre…

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  3. granatadellabassa - 1 settimana fa

    Ferrante, da ex attaccante, dice una cosa molto interessante: Belotti è contento di giocare in una squadra che gli fa avere poche palle gol? Non credo. Ma ciò che serve al Gallo per sposare a lungo la causa granata è la costante partecipazione alle Coppe europee.

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  4. peluches - 1 settimana fa

    Anche gli addetti ai lavori concordano che il CT non capisce nulla…e qualcuno almeno lo esterna. Grande Marco

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