Ventura si racconta: “Io ho cambiato il Toro. E il Toro ha cambiato me”

Ventura si racconta: “Io ho cambiato il Toro. E il Toro ha cambiato me”

Esclusiva / L’ex C.T. vuota il sacco sui cinque anni in granata: “Cittadella, asticella e cellula granata, vi spiego i miei tormentoni”

di Marco Parella

Amato, odiato, discusso. Prima, durante e, come tutti sappiamo, anche dopo il Toro. Gian Piero Ventura, nel bene e nel male, ha segnato un lustro importante nella storia granata. Recentemente è tornato a parlare di sé e ha raccontato la sua verità sulla débacle epocale degli Azzurri. Ora gli chiediamo quella sul “suo” Torino.

Buongiorno mister. Al di là di com’è andata a finire con la Nazionale, ci fa piacere ritrovarla dopo mesi di silenzio.
Grazie, ma non voglio neanche sfiorare l’argomento Nazionale perché c’è troppa scorrettezza in giro.

Rispettiamo la sua richiesta, d’altronde ha già detto tutto quello che si teneva dentro sull’argomento lunedì sera nel programma di Fabio Fazio.
Il 25% forse…

MILAN, ITALY - NOVEMBER 13: Head coach Italy Gian Piero Ventura looks on prior to the FIFA 2018 World Cup Qualifier Play-Off: Second Leg between Italy and Sweden at San Siro Stadium on November 13, 2017 in Milan, Sweden. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
MILAN, ITALY – NOVEMBER 13: Head coach Italy Gian Piero Ventura looks on prior to the FIFA 2018 World Cup Qualifier Play-Off: Second Leg between Italy and Sweden at San Siro Stadium on November 13, 2017 in Milan, Sweden. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Cerchiamo allora di dire almeno il 90% sulla sua esperienza in granata. Partiamo dalla fine: quando è arrivata la chiamata della Nazionale, in realtà lei aveva ancora due anni di contratto con il Torino. Se ne sarebbe andato comunque?
Avevo tante altre offerte in quel preciso momento, se devo essere sincero…

Chiarissimo. Che bilancio fa dei suoi cinque anni al Toro?
Tra il positivo e lo straordinario, dipende con quale ottica. Umanamente è stato straordinario, perché ho scoperto il granatismo, che è una cosa molto più importante della parola in sé. Ho scoperto un mondo che conoscevo di riflesso, ma non dal di dentro. Straordinario per l’affetto smisurato che ho ricevuto da un buon 90% dei tifosi. Al 10%, come normale che possa essere, non piacevo. Però incontro ancora adesso granata ovunque e tutti sono gentilissimi nei miei confronti con parole che talvolta mi mettono in imbarazzo.

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Dal punto di vista sportivo invece?
Beh, andare dalla serie B all’Europa in tre anni è un risultato importante, ancor di più perché si partiva da una Serie B stagnante, in cui il Toro non era riuscito nemmeno ad andare ai playoff, cosa grave per una società del genere. E mi ha fatto molto piacere leggere in questi giorni che il bilancio di quest’anno è il migliore della storia granata, perché credo si possa dire che ho contribuito anche io.

Parla delle sempre molto discusse “plusvalenze”?
Se tu alleni la Juventus hai l’obbligo di vincere, se alleni l’Inter hai l’obbligo di vincere o andare in Champions. Se alleni il Torino hai l’obbligo di alzare ogni volta l’asticella il più possibile, ma nel frattempo produrre anche risultati economici, altrimenti diventa difficile mantenersi a certi livelli. Sotto questo aspetto abbiamo segnato un momento storico del Torino, perché quando sono arrivato non era così e quando sono andato via era assodato che lo fosse. Sono stati cinque anni che hanno segnato uno spartiacque tra il Toro prima e dopo di me.

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In poche frasi ha già citato un paio dei suoi classici tormentoni. Sembra che il tempo non sia passato e lei sieda ancora sulla panchina del Toro. Mi riferisco al granatismo o “cellula granata” e all’asticella da alzare.
Entrambi sono stati miei obiettivi raggiunti, ma potevano esserlo ancora meglio. Quando nella prima conferenza stampa parlai di cellula granata da ricostruire fu perché in quel momento aleggiava una grande tristezza nell’ambiente e bisognava riaccendere la fiammella. Il granatismo però è una cosa completamente diversa che capisci solo da dentro il Torino. Per me quelli che arrivano da fuori e immediatamente dicono che sentono il granatismo mentono. Il granatismo ti entra dentro giorno per giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

Quando ha capito cos’è il granatismo?
Ho avuto la prima avvisaglia il giorno della Promozione in A. Vedere piazza San Carlo e il centro pieni di gente e di bandiere fu molto bello. Però non avevo ancora colto in pieno il concetto, mi sembrava “solo” una grande festa, mentre invece capii dopo che quella era una grande rivalsa, stava uscendo di nuovo la gioia di sentirsi granata. Il granatismo è arrivato poi pian piano, parlando con tanti vecchi tifosi, andando a Superga non per farmi le foto da pubblicare, ma andandoci per respirare quell’aria unica. E ne vedo traccia ancora. Qualche giorno fa a Verona ho incontrato due tifosi del Torino che vivono in Uruguay e mi hanno commosso le loro parole. Poi ho capito perché: perché il Toro è più di una fede, è qualcosa che hai dentro. Due che vivono in Uruguay e ti parlano di Toro come se avessero abitato di fianco alla Sisport fino a ieri. Pazzesco.

AMSTERDAM, NETHERLANDS - MARCH 27: Italy head coach Gian Piero Ventura pose for a photo with a fans at Amsterdam Arena on March 27, 2017 in Amsterdam, Netherlands. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
AMSTERDAM, NETHERLANDS – MARCH 27: Italy head coach Gian Piero Ventura pose for a photo with a fans at Amsterdam Arena on March 27, 2017 in Amsterdam, Netherlands. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Abbiamo divagato un pochettino sulla filosofia. Tornerei al secondo tormentone, l’asticella da alzare.
Diciamo che sono contento quando mi riconoscono di aver partecipato a una rinascita e di aver scritto qualche pagina della grande storia granata. Mi gratifica molto essere l’allenatore più longevo della storia del Torino. È un record che non so se verrà battuto, anche se me lo auguro perché vorrebbe dire che c’è qualcuno che sta lavorando bene. E all’interno di questo risultato c’è tutto il resto che è stato fatto: una nuova cultura del lavoro, gli interessi della società messi davanti a quelli del singolo calciatore, il concetto del “noi” e dell’”io”. Credo proprio che il seme lo abbiamo buttato. Oggi quando c’è la Serie A il primo risultato che chiedo è quello del Toro, prima non era così. Dopo cinque anni, il granata ti rimane dentro e non credo potrà andarsene via.

Sembra si possa dire che il “granatismo” abbia contagiato anche lei…
Certo che sì, in assoluto. Ovunque io vada in giro per l’Italia incontro gente del Toro che vive di Toro, si sente parte integrante di una grande famiglia e sono soprattutto loro che mi hanno gratificato. Perché, si sa, allo stadio se vinci sei bravo, se perdi non lo sei, sono le regole del gioco. Però al di là della partita ha più significato.

Ho l’impressione che in certi frangenti il rapporto con la tifoseria granata l’abbia un po’ fatta soffrire. Mi riferisco a certe sue dichiarazioni su un ambiente colpevole di mettere troppa pressione, l’episodio del derby… Sbaglio?
Questo fa parte della mia storia, tutto viene sempre frainteso. Ad esempio, qualcuno ha cavalcato una frase volutamente ribaltata in senso negativo. Io mi ricordo bene quando dissi che “non si era fatto niente fino a ieri”. Era evidente che mi riferivo al momento in cui ero arrivato, non certamente alla storia del Torino, altrimenti sarei stato da ricovero.

FLORENCE, ITALY - JANUARY 17: Gianpiero Ventura manager of Italy during the Italian Football Federation Hall of Fame ceremony at Palazzo Vecchio on January 17, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
FLORENCE, ITALY – JANUARY 17: Gianpiero Ventura manager of Italy during the Italian Football Federation Hall of Fame ceremony at Palazzo Vecchio on January 17, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Ecco il terzo tormentone, la tanto vituperata Cittadella…
Sì, perché quando arrivai al Torino la prima partita fu contro il Cittadella (prima in casa, ndr) e da lì si ripartiva. Questo non significa cancellare quello che c’era stato prima. Io facevo riferimento alle delusioni degli ultimi anni, perché al primo allenamento la Digos aveva dovuto scortare i dirigenti, c’era una contestazione feroce al presidente, la gente urlava di tutto ai giocatori, anche quelli appena arrivati al Torino come Verdi o altri. Io parlavo di questo clima, non certamente di Loik, Mazzola o altri.

Lei quando è arrivato al Toro cosa si aspettava? Pensava sarebbe stata una parentesi o la squadra della vita?
No, la mia preoccupazione era fare bene in una società che, pur avendo vinto l’ultimo scudetto nel ’76, si era sempre attestata su certe posizioni. Io sono arrivato nel punto più basso, il mio problema era che per risvegliare la cellula granata dovevi ricostruire. Per ricostruire dovevi programmare. Tutte parole che al Toro allora non erano proprio di casa.

Quindi lei partì con un orizzonte molto basso, con l’idea di risolvere un problema alla volta?
Per risolvere i problemi abbiamo dovuto affrontare le questioni di petto, sedendoci a un tavolo con il presidente e con Petrachi. Non era più una questione di chi c’è, ma di come ci si sta dentro; non era più la ricerca dei nomi che non pagano, ma la ricerca della qualità dei giovani che invece rendono sia sul campo che a livello economico. L’abbiamo fatto in silenzio. Ricordo le critiche a Glik o Darmian quando giocavano. Mi sarebbe bastato sostituirli per prendere qualche applauso in più, invece mi sono beccato qualche insulto in più, ma quelle scelte hanno portato risultati e plusvalenze.

TURIN, ITALY - APRIL 24: Torino FC president Urbano Cairo (L) wearing a jersey with the new name of the stadium in honor of the Grande Torino with head coach Giampiero Ventura prior to the Serie A match between Torino FC and US Sassuolo Calcio at Stadio Grande Torino on April 24, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – APRIL 24: Torino FC president Urbano Cairo (L) wearing a jersey with the new name of the stadium in honor of the Grande Torino with head coach Giampiero Ventura prior to the Serie A match between Torino FC and US Sassuolo Calcio at Stadio Grande Torino on April 24, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Pare di capire che lei fosse più di un allenatore, quasi un manager per il Torino.
Mah, diciamo che ho partecipato. Sono terrorizzato dal fare affermazioni che possano essere fraintese (ride, ndr). Oggi Cairo, con cui conservo un bellissimo rapporto, non ha più bisogno di nessuno consiglio. È diventato un grande presidente, quando sono arrivato lui era ancora nella fase in cui voleva diventare un grande presidente.

C’è qualcosa su cui lei e Cairo non siete mai andati d’accordo?
Sinceramente, nella quasi totalità delle decisioni ci siamo sempre venuti incontro. È chiaro che un presidente non fa mai nulla a caso, vuole sempre sapere i dettagli, il perché un allenatore prende una decisione, che intenzioni ha, ecc. Una volta che la spiegazione era chiara, ho sempre avuto l’avallo del presidente. Anche con Petrachi parlavamo più o meno la stessa lingua.

I risultati del suo Toro sono stati in crescita fino all’ultima stagione. Cos’è successo? Mancanza di motivazioni da parte sua o mercato insufficiente?
Storia lunga quella dell’ultimo anno. Secondo me avevamo seminato bene perché c’era una rosa molto giovane con uno zoccolo duro sotto i 25 anni. Eravamo in attesa di poter acquistare, grazie al ricavato di qualche plusvalenza, quei due, tre giocatori che ti fanno la differenza. In realtà ci furono diverse problematiche, ma non voglio parlarne. Come si usa dire, stava finendo un ciclo, era giusto finisse.

TURIN, ITALY - MAY 20: Torino FC head coach, Giampiero Ventura celebrates after promotion to Serie A after the Serie B match between Torino FC and Modena FC at Olimpico Stadium on May 20, 2012 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – MAY 20: Torino FC head coach, Giampiero Ventura celebrates after promotion to Serie A after the Serie B match between Torino FC and Modena FC at Olimpico Stadium on May 20, 2012 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Capitolo derby. Una vittoria attesa tantissimo tempo e molte prestazioni incolori in cui, dicono i suoi detrattori, il Torino non ha mai tirato in porta. Condivide quest’analisi?
In un paio di derby è vero, ma ne ricordo un altro perso al 94esimo, un rigore su El Kaddouri non dato in una partita in cui, la dico grossa, eravamo padroni del campo. Mi ricordo una sconfitta per colpa di un gol di Vidal con poco prima un fallo nella loro area non segnalato, il gol di Tevez in fuorigioco o il gol di Maxi Lopez annullato. Io ho sofferto tantissimo per le partite che ci hanno rubato. Mi correggo, la Juventus non ha rubato, perché non è colpa sua se le danno dei gol in fuorigioco, assegnano dei rigori che non c’erano e non ne fischiano almeno un paio a noi. Lì abbiamo sofferto e avremmo meritato un risultato diverso, ma noi abbiamo il vizio di ricordare sempre il lato negativo.

I derby furono fonte di polemica anche per atteggiamenti oltre il 90esimo. Penso a sorrisi e scambi di maglia dopo una pesante batosta. Lei come la prese?
Non ho trovato corretta la polemica di quel derby in cui qualche giocatore era stato attaccato per aver scambiato la maglia con gli avversari. Oggi il calcio è cambiato, è più mediatico, è dei social e se nei 90 minuti ci deve essere il furore e l’odio calcistico, alla termine della partita diventa difficile giudicare. I tifosi interruppero i rapporti con Ogbonna e altri, invece erano ragazzi che al Toro ci tenevano tanto. Io, in verità, non vidi quella scena per cui non posso neanche esprimermi sulla vicenda specifica. Però il calcio non è più quello di una volta. Una scena come quella di Mazzone che corre sotto la curva avversaria non la vedremo più oggi.

BARI, ITALY - AUGUST 29: Giampiero Ventura head coach of Bari and Leonardo Bonucci of Juventus after the Serie A match between Bari and Juventus at Stadio San Nicola on August 29, 2010 in Bari, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)
BARI, ITALY – AUGUST 29: Giampiero Ventura head coach of Bari and Leonardo Bonucci of Juventus after the Serie A match between Bari and Juventus at Stadio San Nicola on August 29, 2010 in Bari, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Le faccio qualche nome. Quanto hanno pesato i valori umani di gente come Moretti e Vives per il suo Toro?
Non solo loro, anche Gazzi, Glik, Darmian e tanti altri che hanno dato, dal punto di vista umano, molto di più di quanto fosse loro richiesto. Hanno indossato quella maglia con l’umiltà e il rispetto che una maglia del genere merita.

Come si sente a essere, dati alla mano, l’unico allenatore capace di far rendere Cerci?
Molti hanno reso con noi e quando poi sono andati altrove hanno avuto difficoltà. Cerci è un caso più eclatante forse, diciamo che sapevo come prenderlo.

TURIN, ITALY - DECEMBER 08: Torino FC head coach Giampiero Ventura (L) issues instructions to Alessio Cerci of Torino FC prior to the Serie A match between Torino FC and SS Lazio at Stadio Olimpico di Torino on December 8, 2013 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – DECEMBER 08: Torino FC head coach Giampiero Ventura (L) issues instructions to Alessio Cerci of Torino FC prior to the Serie A match between Torino FC and SS Lazio at Stadio Olimpico di Torino on December 8, 2013 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Quali sono stati i problemi con Rolando Bianchi?
Bianchi è andato via perché il suo contratto era scaduto e a quel punto è una scelta di società, io non c’entravo nulla.

Però è ancora sotto gli occhi di tutti quell’ultima partita in cui lei lo tenne inizialmente in panchina, poi lo fece entrare e Bianchi segnò, zittendola. I rapporti non erano proprio idilliaci.
Bianchi è stato un giocatore importantissimo per il Toro, c’è stato un momento in cui si viveva solo di Bianchi. Come tutte le cose, però, a volte finiscono. Forse Bianchi avrebbe potuto restare ancora al Toro, non so. Ma un allenatore è un allenatore, poi alle spalle ha una società che riflette e decide in base a obiettivi e costi. La gestione di Bianchi rientra in un discorso societario, non personale, di programmazione e prospettiva.

NAPLES, ITALY - NOVEMBER 04: Torino FC manager Giampiero Ventura (L) speaks to his player Rolando Bianchi (R) before the Serie A match between SSC Napoli and Torino FC at Stadio San Paolo on November 4, 2012 in Naples, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
NAPLES, ITALY – NOVEMBER 04: Torino FC manager Giampiero Ventura (L) speaks to his player Rolando Bianchi (R) before the Serie A match between SSC Napoli and Torino FC at Stadio San Paolo on November 4, 2012 in Naples, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Caso opposto è quello di Barreto. Davvero sperava che potesse rendere come ai tempi di Bari oppure lo chiamò al Toro per un fattore umano?
No, no, quale scelta umana. Anzi, è stato un po’ una delusione sotto quell’aspetto. Barreto fu preso perché sotto la mia guida a Bari aveva fatto un campionato straordinariamente, era imprendibile per i difensori di mezza Serie A. Pensavo portasse la stessa voglia ed entusiasmo al Toro. In realtà lui soffrì, dopo il Toro andò anche un po’ in crisi personale e smise di giocare. Sul campo non ha dato quello che speravamo. Comunque l’elenco di quelli che abbiamo preso e hanno fatto bene è lungo, inutile soffermarci sull’unico che abbiamo preso e non ha reso.

Siamo partiti da un bilancio, chiudiamo il cerchio. Il suo momento migliore dell’esperienza sulla panchina granata e il rimpianto più grosso.
Ho solo ricordi piacevoli. Il più intimo risale a una partita contro l’Empoli in Serie B. Avevamo fatto dieci risultati utili consecutivi con otto vittorie, poi una sconfitta a Gubbio nella giornata precedente. Con l’Empoli in casa vincemmo e alla fine della partita mi sono trovato a pensare “con questa squadra scriveremo un po’ di storia del Torino”. Ed è successo. Ricordi negativi non ne ho di particolari, preferisco tenermi i momenti belli.

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  1. biziog - 2 settimane fa

    Mondonico era uno di noi, Ventura nonostante tutto rimane un doriano…
    Radice è stato uno dei più grandi allenatori degli anni 70 e 80 (tralasciando il dettaglio che fece vincerci lo scudetto…)
    Il paragone con i più grandi allenatori del TORO dopo Superga è veramente sconcertante, sono inaccostabili…
    Poi per carità Ventura ci ha riportati in serie A in un momento difficile, ha fatto fare tante plus valenze, è un buon manager.
    Ma io sto con Rolando Bianchi. Nel TORO l’aspetto umano rimane fondamentale
    e nn dimentichiamoci che Ventura ha allenato il Torino fc
    non il TORO

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  2. CarlosMarinelliCampobasso - 2 settimane fa

    Come quando El Khaddouri ruppe i crociati di Franerud e lui fece continuare l’allenamento come niente fosse e quello andava via in barella , El Khaddouri gli chiese a malapena scusa sul momento e neanche lo chiamò dopo l’operazione ,( va scusato perché è musulmano , forse va scusato ) e Ventu se ne fregò altamente …. Questo è Ventura , se non sei una persona per bene non puoi avere grandi risultati nella vita…. A lui piacciono gli Islamici paraculo come lui…

    Anche se un derby dopo 20 anni regazz lo prendo volentieri …

    Spero mazzarri ce ne faccia vincere un po di più..

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  3. ghighen - 2 settimane fa

    Per me Radice, Mondonico e Ventura rimarranno nella storia del Torino: 3 grandi Mister che hanno dato molto al Toro ed ai tifosi. Ovviamente non si possono mettere tutti e tre sullo stesso livello, ma comunque rimangono 3 grandi uomini che saputo interpretare il loro ruolo con l’umiltà, la grinta e la capacità che i tifosi si aspettano da un grande allenatore da Toro!

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  4. abatta68 - 2 settimane fa

    Radice, Mondonico e Ventura rappresentano tre passaggi fondamentali di cambiamento nei vari momenti della storia del Toro. Tre allenatori molto diversi tra loro, sia dal punto di vista tecnico che personale, ma che hanno modificato radicalmente il percorso nelle rispettive epoche, a prescindere da ciò che hanno vinto o meno. Senza Radice non si sarebbe potuto vedere un calcio moderno in Italia, senza Mondonico il salto dalla B di Fascetti (dignitosissimo!) all’Europa, senza Ventura una ricostruzione non solo di un sistema di gioco, ma anche lo sviluppo di una società stabile… Cairo dovrebbe fargli un monumento e tenerselo in giardino!

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    1. prawda - 2 settimane fa

      Sinceramente mettere vicino Radice, Mondonico con Ventura mi sembra una follia. Pero’ ovviamente ognuno ha le sue opinioni.

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      1. Veyser - 2 settimane fa

        Guardati i titolari con cui giocavano Radice e Mondonico e poi ricorda i titolari con cui giocava Ventura…. Ha fatto miracoli e ci ridato una dignità… Un vero maestro di calcio…

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        1. prawda - 2 settimane fa

          Siamo seri per favore ma maestro di cosa? Maestro un allenatore che alla fine della sua lunga carriera ha un settimo posto come miglior risultato di sempre? Paragonare Radice e Mondonico con Ventura significa veramente insultare chi ha portato questa societa’ ad un livello che purtroppo ormai da troppi anni e’ solo un sogno. Se si vuole dire che l’anno di serie b grazie all’esperienza, Ventura ha saputo ridare serenita’ ad un gruppo che aveva chiaramente bisogno di ritrovare fiducia in se stesso, questo e’ vero, ma miracoli sinceramente non so a quali ti possa riferire. Non mi pare che arrivare 16, 7, 9 e 12 sia fare miracoli, soprattutto con un gioco decisamente noioso. Ho avuto la fortuna di veder giocare il Torino dello scudetto e quindi anche il successivo Radice, secondo dietro al Verona con una squadra ben piu’ modesta di tante altre che si mise alle spalle ed ho visto il Mondo del terzo posto e della finale di Coppa; volerli accostare a Ventura e’ oggettivamente assurdo.

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      2. Torello_621 - 2 settimane fa

        Caro Prawda, credo che quando si parli di grandi personaggi, ovviamente limitatamente al proprio ambito, fare classifiche tra gli stessi sia fuori luogo. La citazione di Radice e Mondonico va in questo senso e non per verificare risultati sportivi (è stato più grande Pelé o Maradona? Chi se ne frega io rispinderei). Dovessimo fare classifiche allora parleremmo solo di Erbstein e di quelli che si sono alternati nel Grande Torino. Di Mondonico, ad esempio, tutti ricordiamo l’Europa e non, giustamente, il travagliato secondo periodo culminato con la retrocessione. È stato un grande e basta, come tutti noi ha vinto e perso. Ventura ha portato serietà, risultati per quello che ha potuto ed è stato capace di fare e ridato dignità alla squadra. È stato poi un personaggio, come tutti con pregi e difetti, e confermo che, secondo me, lo ricorderemo tutti con affetto.

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        1. prawda - 2 settimane fa

          Caro Torello_621, io ritengo che un allenatore lo si debba giudicare dai risultati ed e’ oggettivo che quelli di Ventura siano stati modesti. Qui non discutiamo se e’ meglio il secondo Radice che arrivo’ secondo o il primo Mondonico che arrivo’ terzo, qui si parla di un allenatore che e’ stato molto a lungo alla guida del Torino, questo di per se’ non e’ ne’ un merito e neppure un demerito, ma in tutto questo periodo ha ottenuto come miglior risultato un settimo posto. Non mi sembra ci sia nulla di particolare da ricordare.

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  5. iard68 - 2 settimane fa

    Beh ho dimenticato il Mondo!!!

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  6. iard68 - 2 settimane fa

    Per distacco, il miglior allenatore del Toro, dai tempi di Radice.

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  7. Torello_621 - 2 settimane fa

    Grazie Mister, rimarrai nei cuori come i grandi (Radice, Mondonico e tanti altri) senza se e senza ma.

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    1. Forvecuor87 - 2 settimane fa

      Perfettamente d’accordo con e quello che ho sempre pensato.
      ogniuno a suo modo ogniuno differente dall’altro ma tutti con la propria storia da raccontare!

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  8. Conta7 - 2 settimane fa

    Sicuramente Ventura è un ottimo “allenatore” in quanto uomo che riesce a valorizzare spesso i calciatori che ha a disposizione, poi è chiaro che con noi fece un lavoro egregio.
    Di certo il tema Nazionale è stato massacrante, ma dimostra che tra allenatore di club e selezionatore c’è una bella differenza: ha sbagliato tanto ed è stato bersagliato tanto, ma d’altronde la posta in palio da perdere era troppo alta!

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  9. dattero - 2 settimane fa

    il commento di daniele di tre ore fa calza a pennello

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  10. prawda - 2 settimane fa

    Ventura ha avuto sicuramente dei meriti, quello di aver fatto da parafulmine nell’anno della serie b e quello di aver dato una precisa organizzazione soprattutto difensiva. Purtroppo, come tutti d’altra parte, ha anche degli aspetti negativi come una scarsa propensione ai cambiamenti ed una notevole presunzione. Io non credo proprio che Ventura abbia capito il “granatismo”, come credo che abbia avuto un pessimo comportamento verso Bianche, che non significa che sia stato sbagliato non rinnovare il contratto ma il rispetto e’ imprescindibile; sull’alzare l’asticella diciamo che e’ stata una metafora riuscita ma a cui non e’ stato dato seguito, perche’ la qualificazione all’EL e’ stata, non ammissione del Parma a parte, del tutto occasionale e assolutamente non pianificata e la mancanza di programmazione si e’ vista ampiamente gli anni successivi. Non vedo particolari ragioni per vantarsi di plusvalenze, soprattutto se come e’ avvenuto non sono strumentali ad una crescita della squadra ma unicamente all’utile di bilancio. Infine la gestione e’ cambiata solo perche’ Cairo ha cominciato ad incassare diritti televisivi che prima nemmeno si sognava, solo in quel modo la gestione ordinaria e’ andata in attivo consentendo di fare un mercato che prima non era possibile senza andare in rosso.

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    1. abatta68 - 2 settimane fa

      Le plusvalenze, tanto criticate, sono il frutto del lavoro di un allenatore capace di valorizzare il materiale che ha a disposizione. Darmian è stato comprato dal Toro per 3,5milioni, oggi la Ggiuve se lo ricompra senza la virgola a 35milioni, dopo che il Toro di Ventura lo ha portato in nazionale. Ma lo stesso si può dire di Immobile, di Glik, ecc.

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      1. prawda - 2 settimane fa

        abatta68 – Pensavo di essermi espresso in maniera chiara e corretta perche’ non ho scritto che non sono state fatte plusvalenze, peraltro sono stati fatti anche tanti acquisti inutili, ho detto che non sono state usati per fare crescere la squadra ma unicamente per fini di bilancio. Questo non lo dico io, lo attestano la classifica da un parte ed i bilanci dall’altra.

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  11. Granat....iere di Sardegna - 2 settimane fa

    Certamente Ventura ha dei meriti ma se ritiene di averli anche nella nascita di una politica delle plusvalenze fini a se stesse allora non è che ci sia granché da vantarsi. Le plusvalenze possono essere anche più alte, anche l utile può essere più alto ma poi devono esserci dei risultati sportivi altrimenti non si chiama programmare ma tirare a campare…legittimo anche questo per carità ma che li si dica chiaramente senza menzionare asticelle ecc ecc

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    1. abatta68 - 2 settimane fa

      vero, ma non c’entra nulla Ventura, quelle sono scelte che fa Cairo. Ventura è stato una risorsa enorme per la società, perchè ha permesso al Toro di venir fuori da quella condizione di giocatori prestati da altri, spesso di scarso valore e con ingaggi elevati, che nulla di buono hanno portato.

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      1. Granat....iere di Sardegna - 2 settimane fa

        Ma se Ventura non centra nulla abatta perché si vanta di aver partecipato attivamente alle scelte societarie? Evidentemente centra eccome. Forse ha pure limitato i danni se pensiamo a cosa ha prodotto il connubio miha petrachi…speriamo Mazzarri sappia indirizzare il ds perché mi sorge il dubbio che i fari spenti non siano una metafora ma una condizione di operatività

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  12. FVCG-70 - 2 settimane fa

    Credo che GPV abbia dato molto e ricevuto altrettanto dal Toro.

    Meriti:

    – dalla B all’Europa (ragazzi, che sogno quelle sere sotti i riflettori al Grande
    Torino…)
    – aver distrutto tatticamente l’Atletico Bilbao a Bilbao
    – l’unico derby vinto nell’ultimo ventennio
    – avere valorizzato e fatto crescere tecnicamente tanti giocatori (ricordo il Glik
    delle prime apparizioni, era assolutamente imbarazzante)
    – la solenne incazzatura dopo il derby perso in casa con la mancata espulsione di
    Alex Sandro, il gol annullato a Maxi e Bonucci a urlare in testa a Rizzato…

    Demeriti:

    – granatismo nullo
    – presuntuoso e testone (vedi Bianchi o far giocare sempre e comunque gli Sgrigna e i
    Barreto)
    – alcune partite dal titic e titoc mortifero
    – non essere riuscito a vincere con l’Albinoleffe l’ultima di campionato in B così da
    poter vincere un campionato per lunghi tratti dominato (magari per molti sarà un
    cazzata ma io ci tenevo..)

    Complessivamente per me, comunque, un grazie lo merita e lo meriterà sempre

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    1. FVCG-70 - 2 settimane fa

      Rizzoli (altro venduto ai pigiami di Venaria), non rizzato… scusate

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  13. drino-san - 2 settimane fa

    Un allenatore non deve essere simpatico, deve fare risultato.E da noi Ventura ha fatto risultati. Molti più del simpatico serbo.

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    1. Filadelfia - 2 settimane fa

      Null’altro da aggiungere. Solo applausi.

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  14. prawn - 2 settimane fa

    OT: che rabbia vedere Darmian andare alla Juve – Che Rabbia Che odio contro le merde zebrate

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    1. abatta68 - 2 settimane fa

      già…
      Darmian al Toro…3,5milioni
      Darmian alla Ggiuve… 35 milioni
      10 volte tanto…ed è sempre lo stesso identico giocatore!
      e noi stiamo qui a chiederci perchè non vinciamo mai un derby?

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  15. granata - 2 settimane fa

    Ventura è stato l’ allenatore della svolta nel Torino di Cairo. Fino a quel momento la gestione del club era stata abbastanza disastrosa, sia dal punto di vista sportivo che economico. Buon allenatore per squadre che vogliono risalire in Serie A, come lo fu Eugenio Fascetti nella stagione 1989-90. Ma quando capì che a Cairo non importava raggungere risultati sportivi particolarmente ambiziosi in Serie A, bensì restarci senza infamia e senza lode, si adeguò. Ricordo la sua prima conferenza stampa in cui disse che i tifosi si sarebbero divertiti perchè lui avrebbe fatto “frullare” la palla in campo. E in effetti Ventura sosteneva che il suo riferimento era Sacchi. Col Bari non deviò da quella filosofia di calcio spregiudicato: il primo anno brillò, poi gli vendettero alcuni dei migliori e la sua pregiudicatezza non pagò più e il Bari precipitò in B. Col Torino si rese presto conto della mentalità cairota, modificò il suo 4-2-4 e visse sonni tranquilli, senza che nessuno pretendesse troppo da lui. Per nessuno intendo dire in società. C’ è da dire che seppe sfruttare le doti di buoni giocatori dal carattere difficile (Cerci e Immobile in primis) e valorizzarne altri, facendo fare ottimi affari al presidente, che per questo non lo avrebbe mai cacciato via. Ma i tifosi alla fine si sono scocciati di quel suo tic e toc e soporifero tran-tran e, visto che si era anche accordato con la Nazionale, è stato lasciato andare senza troppo rimpianto (sempre da parte dei tifosi).
    Per concludere, l’ arrivo di Ventura ha rappresentato una rinascita, che però si è poi arenata. Negli ultimi tempi, quando la contestazione montava, rilasciò anche un’ intervista in cui diceva che in fondo il Torino aveva un obiettivo prioritario, la salvezza; il buon Mondonico (secondo me, altra caratura) gli fece notare che aveva detto una bestialità.

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  16. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 settimane fa

    Sarebbe una bella intervista, se non conoscessi Ventura, che è un gran paraculo. Ciò non toglie che abbia avuto dei meriti nella crescita del Toro dai bassifondi in cui eravamo finiti; ma se parliamo di granatismo non mi faccia ridere. Il granatismo lo possedeva e lo insegnava gente come Mondonico, irraggiungibile, o piuttosto un Camolese, un Asta, un Longo…. Ma Ventura….Lui non sarà mai granata.
    E ripeto, questa è la classifica intervista da paraculo, si vede che sta meditando di tornare ad allenare (o a dirigere, che forse sarebbe più nelle sue corde)
    E Bianchi lo hai trattato di merda, non da professionista !

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  17. @lupostyle - 2 settimane fa

    Ci sono persone che vivono in punta di piedi, e con umiltà, cercano di insegnare quel qualcosa che sanno fare. E fino a quando questi individui, rimangono umili e fanno del loro mestiere la loro disciplina di vita, è anche un piacere starli a sentire, e vedere all’opera le loro idee. Ma arriva quel momento, che le persone fino a quel momento umili e pacati, iniziano ad esaltarsi troppo. E si autoconvincono di essere una specie di totem o di icone per gli altri! Non scorderò mai i primi anni del mister, è sempre lo ringrazierò per la Serie A, per la salvezza, e per una bella Europa League, con tanto di derby vinto…. Ma da quel momento in poi….. Bisogna capire davvero cosa sia successo! In nazionale, ha pagato caro le scelte che ha fatto. Se si fosse presentato a Coverciano in punta di piedi, e non come un icona convinto di essere arrivato in cima alla sua escalation…. Forse oggi staremo parlando di altro! E magari tra 14 giorni, chissà. Qualcosa sarebbe diverso.

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  18. torinodasognare - 2 settimane fa

    Ci sono persone che si credono più intelligenti di altre, in questo sito. Il mio pensiero è che Ventura abbia dato tanto e ricevuto di più al Toro. Però il tifoso granata, quello più ruspante, gli è sempre stato sulle palle, e del granatismo ne ha capito tanto quanto il serbo. E ripeto, al museo degli Invincibili non è MAI andato.

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  19. rogerfederer - 2 settimane fa

    Compimenti al giornalista bella intervista.

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  20. Mario66 - 2 settimane fa

    Non so quando parla ho sempre l’impressione che non sia sincero. Le risposte su Bianchi sicuramente non lo sono.

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  21. vittoriogoli_605 - 2 settimane fa

    Ventura é stato un discreto allenatore per squadre da salvezza o tranquillità.
    Per un certo tempo anche una buona chioccia per i giovani; poi é invecchiato male, sono emerse delle qualità negative come intestardirsi a dispetto di tutto e di tutti ( forse avrà cominciato a crederci al “maestro di calcio”) si é intestardito in modulo di gioco assurdo (ultimo anno al toro) e si intestardiva a mettere in campo chi lui è lui solo vedeva di buon occhio.
    L’etichetta di peggior allenatore della nazionale non viene casualmente.
    Quindi il mio personale giudizio sul tecnico divide la sua carriera in due parti: la prima ottima e l’ultima da dimenticare sia al Toro che fuori

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  22. Forvecuor87 - 2 settimane fa

    Spero che il mister non venga a leggere i commenti qui sotto.
    Una persona può piacere o non.
    Aldilà di questo certe persone sono talmente stupide che non sono capaci nemmeno di ricordare dove si stava prima del tuo arrivo mister. Le figure di merda che si facevano in giro per l’Italia, le prese per il culo da parte dei gobbi. Ve le siete dimenticati? Personalmente io no!
    Per quelli come me nati nel 87 o giù di lì cosa abbiamo visto vincere? O disputare? La coppa Italia e finale uefa eravamo troppo piccoli, abbiamo solamente visto l’infinito sali e scendi sali scendi tra A e B. Se vogliamo dirla tutta più B che A. Da gene come CALLERI,VIDULICH,CIMMINELLI…
    VENTURA A PORTATO PROSPETTIVA,IDENTITÀ E RISULTATI.
    Come si fa a dire il contrario. Ma ci siete o ci fate??? Ma che cazzo di partite guardate alla domenica??? Comunque sia la gratitudine nel mondo granata a volte c’è a volte no. Diversi personaggi che hanno fatto parte del Toro nel passato senza fare nomi hanno subito ingiustizie da parte dei tifosi. Io personalmente ti sono grato sei una persona seria alla quale sarò sempre riconoscente e che piaccia o no fai parte della storia del Toro!

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  23. torinodasognare - 2 settimane fa

    Io lo so quando ti è entrato dentro il granata ismo, gianpi! Quando hai varcato la soglia del museo del Grande Torino! …..ah no, ho sbagliato.. lì non ci sei mai andato…

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    1. user-13746076 - 2 settimane fa

      No ci e’ venuto… Ma per poco.

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  24. Filadelfia - 2 settimane fa

    Sempre dalla TUA parte Mister. Se il TORO da 5 anni presenta bilanci perfetti lo deve alle plusvalenze di giocatori esplosi o rilanciati sotto la tua guida (Cerci, Darmian, Zappacosta, Maksimovic, Glik, Immobile, Benassi, Jansson …). Con Te la rotta del Toro si è invertita. COn Te siamo scesi dall’ascensore che ci portava un anno si e uno no in serie B. Hai insegnato a Cairo a fare mercato. Ora il Toro è stabilmente nella parte sinistra della classifica di Serie A. Manca il salto stabile in zona Europa ma arriverà. Poi come in tutte le cose gli ingrati ci sono e saranno sempre. Ma personalmente SEMPRE grato TI sarò, Mister. In bocca al lupo per tutto.:-)

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    1. ALESSANDRO 69 - 2 settimane fa

      Filadelfia ,sono perfettamente d’accordo con te al punto che non aggiungerò altro a ciò che tu hai correttamente e onorevolmente scritto.Che a qualcuno piaccia o no i fatti dicono che noi dovremo sempre dire grazie a quest’Uomo….

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      1. Filadelfia - 2 settimane fa

        Grazie fratello :-)

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      2. Gud_74 - 2 settimane fa

        Concordo, a Ventura va il mio rispetto per quello che ha fatto al Toro.

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  25. Hic Sunt Leones 61 (A.C.TORINO) - 2 settimane fa

    Mi spiace doverlo dire e rispetto anche chi scrive e commenta, ma in questo momento sentir parlare questo personaggio mi lascia della nausea difficile da mandar via.

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