Nello Santin: “Lo scudetto come la Coppa del Mondo. Il granata una seconda pelle”

Nello Santin: “Lo scudetto come la Coppa del Mondo. Il granata una seconda pelle”

Esclusiva TN / “Al Milan ho vinto la Coppa dei campioni, ma portare lo scudetto a Torino è come alzare la Coppa del Mondo. E quel gol alla Lazio…”

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Domenica pomeriggio alle ore 15.00 andrà in scena all’Olimpico Grande Torino il match tra Torino e Sampdoria, valevole per la quarta giornata di Serie A. Vista l’importanza dell’incontro, abbiamo deciso di contattare in esclusiva uno degli ex più celebri del match: Nello Santin, difensore tra gli eroi dello Scudetto conquistato dal Torino nel ’75/’76. Con lui abbiamo fatto due chiacchiere, ricordando il passato ma facendo anche il punto sul presente.

Signor Santin, procediamo in ordine cronologico: dal ’71 al ’74 l’esperienza alla Sampdoria. Che ricordi ha di quei anni? 

Arrivavo dal Milan, ero infortunato. Genova era la città giusta per recuperare a livello fisico. Avevo avuto un problema al menisco, non è stato facile. Ma ho fatto molto bene e così il Torino mi ha notato e mi ha preso…

A tal proposito: nel ’74 ha inizio un importante capitolo della sua carriera professionale che durerà ben 5 anni. Approda al Torino e nel ’75/’76 è subito Scudetto.

Al Toro ho passato cinque anni bellissimi, eccezionali. Eravamo quello che è a Juventus ora si può dire (ride n.d.r.). Un gruppo di giocatori validi tecnicamente ma soprattutto un gruppo molto unito e coeso“.

La “sliding door” della stagione fu quel pareggio all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Il gol del Torino, in quell’occasione, fu propiziato proprio da una sua proiezione offensiva.

Io gol ne ho fatti molto pochi a dire la verità, però quel gol non posso dimenticarlo. Me lo ricordo in modo particolare perchè si può dire che grazie a quel risultato il Toro ha fatto un passo importante verso il titolo. Ovviamente non è stata solo quella partita ad essere decisiva, ma il cammino che abbiamo fatto tutti insieme. Un ricordo indelebile“.

Cosa si prova a stringere tra le mani quel trofeo che manca ormai da tanti, forse troppi anni al Torino?

Una gioia indescrivibile. Con il Milan ho vinto la Coppia dei Campioni e non esagero se dico che vincere lo Scudetto con il Torino è stato come vincere la Coppa del Mondo. In una città del genere, in cui c’era la Juve, per il “piccolo” Torino di allora trionfare è stata una cosa straordinaria. Sono cresciuto calcisticamente nel Milan e con il Milan ho vinto quasi tutto; però la maglia granata per me è come una seconda pelle“.

Pianelli, scudetto '76
(foto Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata)

Ma veniamo all’attualità: domenica c’è Torino-Sampdoria. Due squadre in salute, che hanno cambiato molto in sede di mercato. Chi ha fatto meglio e quali possono essere le ambizioni delle due formazioni?

La Sampdoria è partita bene ma deve innanzitutto guardarsi alle spalle e conquistare al più presto la salvezza. Per il Torino invece, mi auguro che questa possa essere la stagione giusta e che si possa fare un campionato molto più importante di quello passato“.

Torino-Sampdoria, secondo lei chi vince? Un pronostico secco.

Spero che il Toro possa trovare una continuità di risultato. Diciamo che spero che la Sampdoria continui a vincere, ma che lo faccia a partire dalla partita successiva a quella con il Torino (ride n.d.r.)…

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