Presentazione “Gli Ossola”, tra passato e presente granata. Zaccarelli: “Il Fila una fortuna”

Presentazione “Gli Ossola”, tra passato e presente granata. Zaccarelli: “Il Fila una fortuna”

Ieri pomeriggio al Circolo della Stampa Franco Ossola Jr, Francio Giannantoni e Flavio Vanetti hanno presentato il loro libro. Presenti anche Comi, Castellazzi e Vives, oltre a Gigi Gabetto e Renato Zaccarelli

Tre fratelli legati dalla passione, dal destino comune, proiettato nello sport professionistico. Questi i protagonisti del libro “Gli Ossola, Franco, Gigi e Aldo”, progenie di una famiglia col DNA speciale, tra calcio e basket, tra Grande Torino e Varese, tra i campi di calcio, al parquet di una palestra. Campioni di sport, raccontati da chi li ha conosciuti e amati, e anche da chi porta il loro stesso cognome. “Gli Ossola” è stato presentato ieri pomeriggio al Circolo della Stampa di Corso Agnelli 45 dai tre autori Franco Ossola Jr, Francio Giannantoni e Flavio Vanetti, davanti a una platea di tifosi, appasionati e personalità di spicco dello sport torinese, o meglio “granata”: da Gigi Gabetto a Renato Zaccarelli, sino ai rappresentanti del Torino FC Comi, Vives (leggi qui) e Castellazzi.

Giuseppe Vives alla presentazione de "Gli Ossola"
Giuseppe Vives alla presentazione de “Gli Ossola”

Molto commovente il momento dell’intervento di Zaccarelli, che ha ripercorso il suo incontro con la maglia granata, e la felicità di vedere il Filadelfia rinascere: “Quando sono arrivato qui avevo appena 18 anni, 20 anni dopo la tragedia di Superga, eppure la ferita in città era ancora aperta.” racconta Zac, che prosegue: ” Ho vissuto il Fila, ho respirato quell’aria: sembrava che ci fosse ancora qualcosa “di Loro”, degli Invincibili, in quello stadio, il ricordo di giocatori che trasmettevano dei valori precisi. Ho avuto la fortuna di avere come capitano Ferrini, esempio di professionalità, lealtà e coraggio. E’ una fortuna per il Toro e per tutto il mondo granata poter ritrovare questo campo: l’augurio che faccio è quello di riuscire a ricreare quell’ambiente che chi ha calpestato quell’erba ed usato quegli spogliatoi conosce bene”.

QUI LE PAROLE DI GIUSEPPE VIVES

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