A Bormio sognando il Toro: Ferigra nell’orbita di Mazzarri, può restare davvero

A Bormio sognando il Toro: Ferigra nell’orbita di Mazzarri, può restare davvero

Ritiro / I ritratti degli otto giovani partiti con la prima squadra: il difensore ecuadoregno rientra stabilmente nelle rotazioni del tecnico

di Federico Bosio, @fedebosio19

Giovani, forti e speranzosi. È l’identikit dei prodotti della Primavera del Torino che si stanno giocando le proprie carte a Bormio con la prima squadra sotto gli occhi di Walter Mazzarri. Il sogno è quello di convincere il mister e guadagnarsi un posto in prima squadra, nella prima stagione in Serie A.

Può sperare davvero, Erick Ferigra: il classe ’99 è forse il profilo, tra i giovani che sono stati aggregati per questo ritiro a Bormio alla prima squadra, che può farlo in maniera più intensa. Il suo contatto con il mondo granata non è particolarmente duraturo, è cominciato solamente lo scorso anno quando l’ecuadoregno è arrivato all’ombra della Mole – lo scorso 31 agosto – dalla Fiorentina nell’ambito dell’operazione che aveva portato Benassi in maglia viola, ma le probabilità che prosegua e si rinsaldi crescono di giorno in giorno.

Dopo aver disputato un’annata da protagonista con la Primavera, il giocatore è stato riscattato poche settimane fa dal club gigliato: sintomo del fatto che il Torino crede in lui. E lo stesso Mazzarri ha dimostrato nella passata stagione di apprezzare le doti tecniche e tattiche del profilo: Ferigra è già stato aggregato alla prima squadra per tre volte nel finale dello scorso campionato – contro Lazio, Spal e Genoa – pur senza trovare la via dell’esordio tra i grandi. Adesso, la storia pare ripetersi, con il tecnico granata che sta dimostrando di tenere in particolare considerazione il difensore.

Doveroso è parlare con il condizionale, ma l’ecuadoregno appare indirizzato verso la permanenza: molto probabilmente resterà alla corte del tecnico toscano, facendo parte di quel gruppo di, all’incirca, quattro giovani che Mazzarri vuole aggregare in pianta stabile all’organico come ha spiegato pochi giorni fa anche il DS Gianluca Petrachi. Un’ulteriore dimostrazione è arrivata nella sessione pomeridiana di questo quinto giorno di ritiro, durante la partitella a campo ridotto, quando il tecnico ad un certo punto ha anche provato il difensore nella linea a tre dei “titolari”, al fianco di Izzo e spostando Nkoulou sulla destra, rendendolo in questo modo sempre più integrato nelle gerarchie della squadra. Il Torino vuole puntare anche sulla linea verde: Erick Ferigra può sperare davvero nella permanenza.

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  1. user-13746076 - 2 mesi fa

    Ferigra e’ uno dei migliori difensori che ho visto in primavera.

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    1. AppianoGranata - 2 mesi fa

      Nella recente gara di andata con la viola è stato il peggiore in campo. Spero di aver beccato la sua giornata NO. Altrimenti ben vengano le scommesse dal Brasile.

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  2. carlogranata5_777 - 2 mesi fa

    Teniamoci i ns giovani e facciamoli giocare invece di prendere le solite scommesse

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    1. Toro_Malaga - 2 mesi fa

      Infatti…per le scommesse ridicole che abbiamo preso. Bremer ha giocato 11 partite lo scorso anno, praticamente il nulla. Meglio i nostri Edera, Parigini, Bonifazi ecc ecc

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  3. Athletic - 2 mesi fa

    Secondo me è uno dei migliori, se non il migliore, centrale uscito dalla primavera, a me piace moltissimo.

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    1. Ipoua Bomber - 2 mesi fa

      Concordo pienamente é forte

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  4. Granat....iere di Sardegna - 2 mesi fa

    Valorizzare i giovani è la strada maestra. Vuoi perché le risorse messe a disposizione per acquisti esterni sono sotto gli occhi di tutti, vuoi perché se emergono in tanti la cessione di alcuni permette di finanziare la crescita del settore giovanile che, in mano a bava, può solo migliorare

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  5. Granat....iere di Sardegna - 2 mesi fa

    Puntare sui giovani di qualità del nostro vivaio è la strada maestra
    Un po perché notoriamente è difficile che la dirigenza faccia investimenti corposi in acquisti esterni e un po perché

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  6. masterfabio - 2 mesi fa

    Sarei contento se restasse, ma gli devono essere date delle reali possibilità di giocare e sbagliare, non come Bonifazi quest’anno oppure Aramu l’anno prima. O ci si crede veramente, o tanto vale mandarli in prestito.

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    1. Orson - 2 mesi fa

      Concordo e aggiungo: il prestito va bene uno o due anni, dopo di che se uno non fa capire di valere la serie A, si deve avere il coraggio di vendere.

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