Bilancio-Torino: plusvalenze aumentate del 138%, mentre le minusvalenze si abbassano ancora

Bilancio-Torino: plusvalenze aumentate del 138%, mentre le minusvalenze si abbassano ancora

Inchiesta TN – parte 4 / Surplus di circa 30 milioni per le cessioni di D’Ambrosio, Cerci, Immobile e i bonus legati ad Ogbonna. Le gestioni di Gorobsov e Guillermo Rodríguez fanno perdere ai granata complessivamente quasi 500 mila euro

Bilancio-Torino

Continua la nostra analisi del bilancio del Torino targato 2014, dopo aver preso in esame le entrate relative ai diritti televisivi, salta all’occhio come l’incremento più importante tra le varie voci riguardanti i proventi societari riguardi le famose plusvalenze, la cui importanza era stata già messa in risalto nella seconda puntata della nostra inchiesta.

Anche nel 2013 le plusvalenze iscritte a bilancio presentavano cifre importanti: la cessione di Angelo Ogbonna, infatti, insieme ad altre operazioni minori, avevano garantito alla società di Via Arcivescovado 13.350.000 euro di ricavo. Un salto in avanti per il Torino, che con la cessione del centrale alla Juventus ha accumulato un tesoretto mica male, e le prestazioni non certo positive (oltre che saltuarie) dello stesso Ogbonna in maglia bianconera non fanno che aumentare i meriti della società nel lasciare andare un giocatore che voleva fortemente abbandonare la maglia granata, e che così facendo ha permesso entrate importanti, non facendosi per altro rimpiangere.

Nel 2014, le cose sono andate addirittura meglio: le plusvalenze sulla vendita di calciatori, infatti, sono lievitate del 138%, arrivando all’altisonante cifra di 31.195.000 euro. Queste sono composte massimamente dagli utili maturati dalle cessioni di Alessio Cerci (11.641.000 euro), Ciro Immobile (13.380.000 euro), Danilo D’Ambrosio (2.706.000 euro), dai residui della stessa operazione Ogbonna (2.000.0000 euro legati ai bonus), oltre ad altre operazioni minori. Inoltre, nell’anno passato sono diminuite sensibilmente anche le minusvalenze: dai 559.000 euro del 2013, nel 2014 la cifra arriva a 442.000 e si rifà principalmente alle operazioni Gorobsov e Rodriguez, dove il Toro ha perso rispettivamente 229.000e 175.000 euro.

Cifre, quest’ultime, ad ogni modo molto contenute, mentre s’impennano le plusvalenze, con un incremento, come abbiamo visto, del 138% rispetto all’anno passato: un risultato che premia decisamente la conduzione dirigenziale, che nell’effettivo ha lasciato andare giocatori che non volevano più restare a Torino, sapendo però ricavare cifre importanti dalle loro cessioni.

Ovviamente, oltre alle plusvalenze e ai già analizzati diritti tv, gli introiti non si fermano qua: merchandising, biglietteria, sponsor sono solo alcune delle voci ancora da prendere in esame. E che saranno presto analizzate all’interno della nostra (piccola) inchiesta.

LA NOSTRA INCHIESTA

PARTE 1 – AUMENTO DEL VALORE DI PRODUZIONE PARI AL 50%

PARTE 2 – AUMENTO DEGLI UTILI DEL 1000%: 10 MILIONI PER IL MERCATO

PARTE 3 – IL VERO GUADAGNO DEL TORINO DAI DIRITTI TELEVISIVI

PARTE 4 – PLUSVALENZE AUMENTATE DEL 138%, MINUSVALENZE SEMPRE PIU’ BASSE

PARTE 5 – ABBONATI IN RIALZO, MENTRE CALANO DEL 34% GLI INCASSI DELLE GARE NAZIONALI

PARTE 6 – AUMENTO DEI RICAVI DALLE SPONSORIZZAZIONI

PARTE 7 – INDEBITARSI O VENDERE PER INVESTIRE ANCORA SUL MERCATO

PARTE 8 – SETTORE GIOVANILE: MINIMA SPESA, MASSIMA RESA

PARTE 9 – SENZA EUROPA POSSIBILE FLESSIONE DA QUASI 10 MILIONI

PARTE 10 – I NUOVI PARAMETRI FIGC

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