Bilancio-Torino, utili aumentati del 1000%: 10 milioni di motivi per fare bene sul mercato

Bilancio-Torino, utili aumentati del 1000%: 10 milioni di motivi per fare bene sul mercato

Inchiesta – parte 2 / Le plusvalenze hanno fatto la differenza, ora questi soldi andranno gestiti anche in un’ottica futura
Petrachi, Bilancio-Torino
Eccoci arrivati alla seconda puntata della nostra inchiesta sul bilancio 2014 del Torino. Abbiamo già evidenziato come il valore della produzione sia aumentato rispetto all’anno passato di circa il 50%, ma non è tutto: come accennato nel precedente articolo, infatti, anche gli utili della società di Via Arcivescovado sono lievitati, e non di poco. A fare la differenza sono state le plusvalenze: sulla falsa riga della cessione di Angelo Ogbonna, il Toro è riuscito a fare cassa in maniera molto importante anche con Ciro Immobile e Alessio Cerci, ceduti nella scorsa sessione estiva.
Il bilancio 2013 si era chiuso in positivo, con un attivo di 1.070.775 euro. Un traguardo già molto importante per una squadra come il Torino che non gode delle entrate di uno stadio di proprietà, e che negli anni ha tesserato moltissimi calciatori. Quest’anno, però, la differenza tra valore e costi di produzione è aumentata sensibilmente e dai 7.214.064 del 2013, nel 2014 la cifra si quadruplica, arrivando a 28.222.342: numeri – chiaramente – in linea con l’aumento del valore di produzione. Su quest’onda che punta verso l’alto, dunque, va letto il dato che si riferisce all’utile complessivo del 2014: ben 10.582.839 euro, che – tradotto in percentuale – significa un aumento di circa il 1000% rispetto ai 1.070.775 del 2013. Un incremento straordinario, dunque, di cui il Torino deve fare tesoro: 10 milioni è una cifra assolutamente importante per investire sul mercato, ma non è detto che questi soldi siano riversati completamente nella compravendita di giocatori, ma potrebbero essere tenuti in caldo, attraverso una politica societaria che mira a far lievitare ulteriormente questo utile.
Tuttavia, il prossimo anno il Toro non parteciperà all’Europa League e dunque non potrà contare su eventuali entrate di cui, invece, quest’anno ha beneficiato. Inoltre, questi 10 milioni, se investiti in maniera intelligente, potranno servire in questa sessione estiva di mercato per rinforzare in maniera decisa il roster della squadra, puntando un’altra volta alla partecipazione alle competizioni europee, i cui premi elargiti dalla UEFA per le squadre partecipanti saranno sensibilmente aumentati dalla prossima stagione.
Un Torino, dunque, che si affaccia al calciomercato con 10 milioni di motivi per investire ancora, e continuare a far crescere un progetto che sembra finalmente aver preso il volo.
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